Spostamenti, ristoranti e autocertificazione:
ecco cosa cambierà con l’area arancione
COVID - Da mezzanotte nelle Marche scatterà un lockdown leggero, le nuove misure restrittive

Spostamenti, bar e ristoranti, autocertificazione: ecco cosa cambierà dalla mezzanotte. Domani le Marche entreranno ufficialmente tra le zone arancioni, quelle con rischio medio. L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza è arrivata ieri sera e sarà valida almeno per due settimane. Una decisione che è stata fortemente contestata dal governatore Francesco Acquaroli (leggi l’articolo) e che si basa su alcuni parametri. Primo fra tutti l’indice Rt: è stato preso in considerazione quello della settimana tra il 2 l’8 novembre pari a 1,55 e messo in correlazione con quello dell’ultima settimana ottobre, che era di 1,01. Poi a pesare ci sono stati anche l’incidenza dei positivi sul totale dei tamponi, che è arrivata al 30,08%, uno 0,8% al di sopra della soglia e i posti letto negli ospedali dedicati ai pazienti Covid che hanno raggiunto il 40% del totale. Tutto questo ha fatto sì che da domani le Marche siano sottoposto al cosiddetto lockdown “leggero”.
Ecco le ulteriori misure restrittive che scatteranno da domani
SPOSTAMENTI – Sono consentiti solo all’interno del proprio comune di residenza, mentre sono vietati quelli verso altri comuni e quelli in entrata e uscita dalla regione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute, studio o necessità. Per spostarsi sarà dunque necessaria l’autocertificazione (clicca qui per scaricarla). E’ inoltre raccomandato di evitare gli spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune.
BAR E RISTORANTI – Chiusi i ristoranti e le altre attività di ristorazione (bar, pub, gelaterie, pasticcerie) tutto il giorno e 7 giorni su 7. Resta consentita la sola vendita da asporto, dalle 5 alle 22, mentre le consegne a domicilio non hanno limiti d’orario.
Restano in vigore anche le precedenti misure
COPRIFUOCO – Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
(Redazione Cm)




















Si può andare anche a Messa uscendo prima dell’omelia.Forse non si eviterà il Covid di sicuro eviteremo nuovi referendum!
Sarebbe bello che ognuno si prendesse le proprie responsabilità, a partire dal governo che, nella prima fase, ha agito in maniera attenta e precisa, poi per evitare un tracollo economico ha lasciato un’eccessiva libertà (ad esempio agli chalet e ai bagnanti), interpretata da molti come la fine di ogni pandemia; e qui penso ai ragazzi (noi adulti abbiamo dato anche degli esempi peggiori, a partire dalle baruffe tra virologi vari), che passata l’estate, non ne hanno voluto più sapere di distanziamento (a differenza di marzo-aprile in cui sono stati oltremodo responsabili) e hanno allentato ogni freno inibitorio, tanto che fino a qualche girono fa (ora sono decisamente più attenti) nelle scuole si lottava per far rispettare le regole. I casi di movida contagiosa non li cito nemmeno. Pur in presenza di contagi minimi l’estate ha creato una convinzione che ha avuto ripercussioni nei mesi successivi. Ora anche la Regione (e parlo in generale), ché sbandiera sempre la sua esigenza di autonomia dallo stato centrale, in una materia che le compete, quella sanitaria, doveva migliorare l’organizzazione di spazi e personale, doveva poi far fare più controlli, e per chi non rispettava le regole minime, che anche nella stagione estiva erano valide, avrebbe dovuto prendere provvedimenti seri, fino alla sospensione (non per 2, 3 giorni) di quelle attività commerciali che permettevano di non rispettare nulla. E infine, però, vengo alle nostre responsabilità; sono sotto gli occhi di tutti certe scene, con assembramenti che quasi se indossavi una mascherina, anche d’estate, eri visto come un alieno, un disfattista, un uccello del malaugurio; tralascio la storia degli ombrelloni e di una certa distanza al mare, presente solo sui cartelli d’ingresso alle spiagge. Mentre altri di vacanze non ne hanno fatte alcuna, autolimitandosi ancora, pur in quasi assenza di virus. Le conseguenze le ho viste ieri sera, quando, vicino casa dei miei, in un rustico a pianterreno, 15, 16 ragazzi se ne stavano allegramente vicini, e senza mascherina, a conversare, ridere e scherzare (bere non credo) come ai tempi di Boccaccio …“altri affermavano il bere assai e il godere, e l’andar cantando attorno e sollazzando, e il sodisfare d’ogni cosa allo appetito che si potesse, e di ciò che avveniva ridersi e beffarsi, esser medicina certissima a tanto male”… quando ho detto loro che avrei chiamato i carabinieri, e ad un certo punto, ad una loro risposta ironica e come a dire “questo è proprio matto!”, stavo per farlo, mi sono fermato e interrotto la chiamata, pensando che il proprietario è un mio caro amico d’infanzia, la cui amicizia dura tuttora, e non potevo fargli questo torto. Ripensandoci ora, mi prendo anch’io la mia parte di responsabilità, perché ho dimostrato, che anch’io, “evoluto e studiato”, sono figlio di questa Italia, figlio dell’omertà, figlio di un certo familismo e filosofia da clan, di una cultura che preferisce l’amicizia alla legge, che considera spione uno che vuol farla rispettare, e chiama ladri (e ce ne sono) e sbirri (anch’essi ce ne sono) i suoi rappresentanti. ecco se ogni tanto stessimo dalla parte di Creonte e non sempre da quella delle Antigoni di turno (anche se in quella originale i motivi erano seri) forse potremmo migliorare, forse capiremmo che il torto a volte è un’amara ragione… Nutro ancora, nonostante tutto, una “leggera” (si spera non simile alla nuova chiusura) speranza.
Se bar e ristoranti sono chiusi come si può fare l’asporto?