Sit-in al Covid center di Civitanova:
«Mancano medici e infermieri,
nelle Marche ne servono almeno 500»

MANIFESTAZIONE per il mondo della sanità organizzato dai sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl: chiedono il rinnovo del contratto nazionale fermo al 2018, lo sblocco del concorso infermieri partito nel 2015, l'organizzazione degli ospedali per far fronte alle seconda ondata e che sia garantita la sicurezza per gli operatori sanitari. «E' necessario un cambio di passo dopo 30 anni di gestione sciagurata». IL VIDEO
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La protesta dei sindacati di fronte al Covid Center

 

di Giovanni De Franceschi

Assunzioni, stabilizzazioni, rinnovo del contratto collettivo e sicurezza. Sono questi punti salienti dell’appello lanciato dai sindacati per il mondo della sanità. Oggi le sigle Fp-Cigl, Cisl-Fp e Uil-Fpl, guidate dai rispettivi segretari Matteo Pintucci, Luca Talevi e Marcello Evangelista, hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al Covid center di Civitanova. Una trentina le persone presenti che hanno chiesto ai governi nazionale e regionale un cambio di passo tanto a livello di sistema, quanto nella gestione dell’emergenza dovuta alla pandemia. Perché da una parte il contratto nazionale è scaduto dal 2018, dall’altro c’è carenza di personale per far fronte alla seconda ondata: nelle Marche, secondo i sindacati, sono almeno 500 le unità (tra medici e infermieri) che mancherebbero all’appello per gestire al meglio questa fase. E il concorso per gli infermieri è addirittura iniziato nel 2015, senza che ad oggi sia stato portato a termine.

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Da sinistra: Marcello Evangelista, Luca Talevi e Matteo Pintucci

«L’iniziativa – ha esordito Talevi – si inserisce all’interno di una mobilitazione nazionale per chiedere il rinnovo contratto nazionale scaduto ormai da quasi tre anni, ma contestualmente oggi siamo qui anche per porre l’attenzione sull’emergenza Covid. Sul tema stiamo trattando in maniera costruttiva in queste ore con la Regione per garantire l’organizzazione degli ospedali, adeguate assunzioni, la contestuale velocizzazione del concorso infermieri, la stabilizzazione del personale e il riconoscimento di quanto fatto sia dal punto vista economico che dal punto di vista della sicurezza pisco-fisica degli operatori, visto che sono ancora stremati dalla fase 1. Quindi stiamo qui per porre al centro tutti questi temi: a livello nazionale, speriamo che nella prossima legge di stabilità vengano inserite le cifre adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro, e per le Marche che vengano definiti i punti legati all’emergenza Covid».

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La manifestazione davanti al Covid center

Nel frattempo al Covid center di Civitanova è stato aperto anche il terzo modulo: al momento i ricoverati infatti sono 32, 13 in intensiva e 19 in sub-intensiva. «Basti pensare – ha aggiunto Pintucci – che per ogni modulo per organizzare un turno servirebbero 50 persone tra medici e infermieri, quindi è chiaro che senza nuove assunzioni si sottrarrà personale da altri ospedali. Dobbiamo lavorare per arrivare pronti al picco della seconda ondata, che secondo noi sarà nei primi mesi del 2021: quindi è necessario utilizzare le graduatorie esistenti, stabilizzare il personale e fare nuovi assunzioni. E su questo sembra esserci un comune intento con la Regione».

protesta-sindacati-covid-center-8-650x488Fondamentale anche il discorso sicurezza: secondo i dati forniti dai sindacati nelle Marche il 75% circa degli infortuni trattati dall’Inail è legato al mondo della sanità e al Covid. «La manifestazione di oggi – ha sottolineato Evangelista – è anche per dimostrare solidarietà verso i nostri colleghi che stanno lavorando e sono già stremati dalla prima ondata. E io so di cosa parlo perché fino al 13 ottobre ero lì con loro. E’ necessario un cambio di passo dopo 30 anni di gestione sciagurata della sanità. Non è possibile che il concorso infermieri sia iniziato nel 2015 e ancora non è stato completato. In tutta Italia ad oggi mancano all’appello circa 50mila infermieri. Poi vanno ripensate le strutture sanitarie che sono state chiuse, aggiornati i piani pandemici che sono vecchi di anni, garantite le stabilizzazioni e la sicurezza sul lavoro. A tutti infatti devono essere garantiti i dispositivi di sicurezza perché oggi il personale sanitario è un bene prezioso».

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Un’operatrice in servizio al Covid center saluta i manifestanti

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