Matrimoni come volano al turismo:
«Governo e regione ci aiutino,
sapremo ripagarli»

GLI ESPERTI del settore affrontano con coraggio e positività il momento che li vede particolarmente penalizzati. Paolo Ferracuti:, imprenditore calzaturiero: «Possiamo sfruttare il periodo per imporci sul mercato, ma è necessaria la forza dell'unione». Paola Diomedi, flower designer: «E' l'occasione per far scoprire la bellezza del nostro territorio»
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Daniela Perroni, wedding ed event planner di Monte San Giusto, con una delle sue spose

 

di Elisabetta Pugliese

Il ramo dell’organizzazione di eventi, in particolare quello dei matrimoni, è certamente uno dei più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Nonostante i numerosi problemi da affrontare, però, gli esperti del settore non mollano, ci sono e ci credono. «È chiaro che è un periodo difficile e che il Covid-19 ci ha portato una forte crisi, ma il nostro lavoro è un mondo che ha tantissimo da offrire, a livello regionale, nazionale ed internazionale. Siamo a disposizione per far conoscere a tutti tutto ciò che esso contiene, perché è una ricchezza ancora troppo sottovalutata e poco conosciuta». Questo è il pensiero di Daniela Perroni, wedding ed event planner di Mogliano, che fa questo mestiere da diversi anni, iniziando prima affiancando altri esperti per acquisire esperienza e poi mettendosi in proprio. Questi mesi di pandemia hanno portato molti disguidi e cambiamenti: «La maggior parte del fatturato viene dai matrimoni – spiega l’esperta – negli ultimi anni ne ho seguiti in media 30-40. Anche quest’anno sarebbe dovuto essere così, purtroppo però quasi tutti sono stati rimandati per difficoltà concrete derivanti dall’emergenza Covid-19. Il problema è che nel 2021 non avremo il doppio dei matrimoni, perché chiaramente i giorni clou saranno occupati dagli sposi di quest’anno, quindi avremo certamente una gran perdita».

La wedding planner, però, è positiva e vuole lanciare un messaggio positivo sia a chi si affida a lei, sia ai governi regionale e nazionale: «È un momento di confusione, è normale sentirsi spaesati – dice – ma gli sposi non devono abbattersi, ce la faremo di sicuro. L’unica cosa che vorrei chiarire è che il nostro è un settore non abbastanza conosciuto e sviluppato, andrebbe aiutato e sostenuto perché può portare moltissimi vantaggi a livello economico. Alcune regioni hanno puntato tutto sul mondo degli eventi e dei matrimoni, ed hanno aumentato il turismo del 30-40%, come di conseguenza il fatturato. Auspico che il governo, così come la Regione Marche, si interessino a tutto questo – afferma – specie in questa emergenza in cui ci si sta reinventando e si sta puntando su settori nuovi. Questo potrebbe essere qualcosa da valorizzare sul serio, che porterebbe soltanto introiti e vantaggi, oltre che dare ancor più prestigio al nostro paese. Speriamo di ricevere degli aiuti concreti per superare quest’anno veramente duro, ma noi ci siamo, ci crediamo e vogliamo che anche la regione e il governo ci credano, perché è un peccato essere lasciati soli. Siamo a disposizione per far conoscere tutta la ricchezza che può derivare dal nostro settore».

Paolo Ferracuti, del calzaturificio Ferracutishoes di Porto Sant’Elpidio

Anche per chi produce scarpe da sposa il momento è difficile. Paolo Ferracuti, del calzaturificio Ferracutishoes di Porto Sant’Elpidio, ha subito soprattutto la stagionalità del suo lavoro: «Noi creiamo i nostri prodotti da gennaio ad agosto, massimo settembre – sottolinea – venivamo già da tre mesi in cui il lavoro è stato fermo, poi c’è stato il Coronavirus e tutto si è fermato. I problemi sono stati tanti, tante calzature rimaste in sospeso in magazzino, la cancellazione di un intero periodo di lavoro, il fatto che di sicuro il prossimo anno non avremo un raddoppio dei matrimoni, ma andremo a coprire quelli di quest’anno, e il dispiacere per molti altri colleghi italiani che sono in crisi quanto noi. Siamo tutti in stand-by – commenta – ma dobbiamo andare avanti, cercando di capire cosa succederà». Tuttavia, l’imprenditore cerca di non scoraggiarsi e di pensare ad alcune idee per fronteggiare le varie difficoltà: «Noi siamo un insieme di professionisti collegati da una rete – dice – nella nostra regione ci sono moltissimi posti che possono essere meravigliosi per chiunque venga dall’estero, dai nord europei, agli americani, agli asiatici. Dovremmo potenziare il nostro prestigio facendo scoprire a chi viene da fuori le nostre bellezze, ma anche scoprendo noi stessi nuovi mercati, ad esempio partecipando alle fiere di settore per farci conoscere in tutto il mondo. L’idea potrebbe essere quella di sfruttare il periodo per imporci sul mercato, ma è necessaria la forza dell’unione. Un singolo non ha la potenza economica per fare certi passi da solo, c’è bisogno dell’aiuto della provincia, della regione, dell’interno paese. Siamo speranzosi, troveremo il modo di andare avanti e di riemergere».

Roberto Formentini, titolare dell’azienda Iris Noble di Civitanova e stilista di abiti da sposa

Roberto Formentini, invece, titolare dell’azienda Iris Noble di Civitanova e stilista della prestigiosa collezione di abiti da sposa, spiega che la sua attività si snoda in due settori: «Prima di tutto vendiamo la collezione del nostro marchio a moltissimi punti vendita in Italia e nel mondo – dice – in più abbiamo l’ufficio stile dove riceviamo le spose e le seguiamo da vicino. Per quanto riguarda l’ambito locale, è ovvio che ci auguravamo di riprendere i matrimoni prima, in primavera, ma a tutte le nostre spose abbiamo comunicato che a livello umano le capivamo perfettamente. L’importante è che siano serene nelle loro scelte. A livello di business a più ampio spettro, invece, la situazione è più preoccupante – sottolinea – perché sono saltate le fiere di settore ed è stato posticipato tutto al 2021, con una perdita enorme in termini economici e di investimenti. Stiamo valutando l’ipotesi di reinventarci e di procedere alla vendita virtuale della collezione del prossimo anno che avevamo preparato, perché il mondo sta pian piano ripartendo e sta dicendo a noi “Voi, in Italia, riuscite a stare al passo?”. Ci auspichiamo un aiuto dalla regione e dal Governo, sia perché il nostro è un settore di eccellenza in tutto il mondo, sia perché non vogliamo indebitarci ulteriormente, dobbiamo avere la liquidità necessaria per seguire il cammino delle altre realtà internazionali, che spesso ricevono una mano a livello statale». L’imprenditore, però, guarda al futuro con coraggio e positività, convinto che ce la faremo e riusciremo a risollevarci: «L’idea della vendita virtuale di sicuro ci aiuterà, è un buono stimolo per pensare a qualcosa di bello. Le spose ci chiamano, si sta riaccendendo l’interesse da parte di tutti, si ha voglia di vedere collezioni nuove. Lo spirito è buono – afferma – noi ci siamo, vogliamo ripartire, ma con il giusto aiuto».

La flower designer di Civitanova Paola Diomedi

Paola Diomedi è una flower designer, titolare di Flowery a Civitanova. Il suo è un laboratorio, non tratta la vendita di piante e fiori, ma utilizza le sue creazioni per gli eventi, matrimoni compresi. Proprio per questo ora affronta un momento difficile, perché è come vivere un anno sabbatico senza averlo scelto. «Io sono un’artigiana e i matrimoni sono la mia fonte di lavoro primaria – racconta – Con l’emergenza è stato tutto posticipato al 2021, è stato un duro colpo, specie perché noi esperti stavamo cercando di puntare sulla nostra regione, che è poco conosciuta e a mio parere molto sottovalutata. Abbiamo delle vere meraviglie qui, che molti ci invidiano, ed è giusto e doveroso valorizzarle. Proprio per questo, seguivo anche coppie straniere che avevano deciso di sposarsi qui, da Parigi, dall’Ohio, dal Belgio. Avevo 48 matrimoni in programma, purtroppo ho dovuto fermare tutto».  Diomedi, però, non si è scoraggiata, ed ha approfittato della quarantena per reinventarsi: «Mi sono messa a studiare il mondo della vendita online e sto potenziando moltissimo le attività da laboratorio, così da continuare a migliorarmi – spiega – Spero che questo periodo duro ci serva da promozione per la nostra bellissima regione, cerchiamo di accendere negli altri la curiosità, approfittando di un momento in cui le informazioni e le notizie circolano come un vortice. Vedo assolutamente il bicchiere mezzo pieno, sarà un’occasione per riscoprire la bellezza del nostro territorio».

Eugenio Orrei e Sabrina Vinci, titolari dello studio Vinci Wedding Photography di Civitanova

In ogni matrimonio che si rispetti, non può mancare il fotografo. Eugenio Orrei e Sabrina Vinci, coniugi e titolari dello studio Vinci Wedding Photography di Civitanova, vedono chiaramente che quello che stiamo affrontando è l’opposto di ciò che vivono normalmente nel loro mestiere: «Amiamo il nostro lavoro – dicono – specie perché è ricco di dinamicità, vitalità e gioia. Affianchiamo persone nel giorno più bello della loro vita, è meraviglioso. Quello che esiste ora, invece, è l’opposto del nostro lavoro, già questo non è piacevole. Nonostante lo stop, però, continuiamo a stare vicini alle nostre coppie lavorando in un altro modo, ad esempio sentendoci con la rete dei fornitori che conosciamo e cercando di curare lo spostamento della data delle nozze al 2021, in totale accordo con loro. Ciò che ci ha sempre contraddistinto, sia come persone che come professionisti, è la serenità, anche negli imprevisti. Stiamo facendo lo stesso – raccontano – i nostri sposi avranno il matrimonio che desiderano, com’è giusto che sia. Proprio questo è il nostro obiettivo, far stare tutti sereni e impegnarci al massimo per loro, senza spaventare nessuno e allo stesso tempo senza fare promesse che non riusciamo a mantenere, cercando sempre di perseguire la strada giusta. Se si rimane tranquilli, anche la coppia assorbe la nostra tranquillità. Aspettiamo con pazienza, cercando di trovare la soluzione migliore per tutti».

Daniele Graziani, della Cuk Videomaker di Civitanova

Daniele Graziani, infine, della Cuk Videomaker di Civitanova, è a capo di una squadra di liberi professionisti che si occupa sia di eventi, che di matrimoni. Questa sarebbe dovuta essere la stagione più bella in un anno perfetto, per la quale il professionista aveva investito molto in attrezzature. L’obiettivo era quello di rinnovarsi ed essere pronti anche a seguire più nozze nello stesso giorno. Poi, però, è arrivato il Coronavirus, che ha causato non pochi problemi e pensieri: «Sono preoccupato non tanto per il mancato guadagno momentaneo – spiega – ma per quello che perderemo nei prossimi mesi. Nessuno sa quando tutto questo finirà, ma intanto da qui a luglio è di certo tutto rimandato. Ho molti collaboratori che lavorano solo nei matrimoni, per i quali questa faccenda è stata un duro colpo, ma il messaggio che cerco di dargli è di essere fiduciosi, perché sono convinto che già da agosto potremo tornare a fare il nostro lavoro, proseguendo per tutto l’inverno. Dobbiamo essere positivi – dice – per questo non ci siamo mai fermati in questi mesi, avevamo delle consegne in programma da completare e portare a termine, abbiamo approfittato per lavorare su quello». La svolta ci sarà, il videomaker non ha alcun dubbio: «I numeri stanno migliorando – conclude – voglio essere super fiducioso, qualcosa si muoverà molto presto. Noi siamo liberi professionisti, abbiamo bisogno del sostegno concreto da parte dello Stato. La macchina deve ripartire: il segreto, secondo me, è pensare che attraversiamo una situazione momentanea, non eterna. Torneremo presto alla normalità, bisogna crederci fortemente». 

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