Partono i tamponi a donne incinte
e a chi si deve operare

MACERATA - Al via gli screening da lunedì. Chi ha un intervento programmato sarà testato 48 ore prima. A coordinare il tutto Cesare Carlucci (primario di Otorino), insieme a quelli di Ginecologia e Pediatria, Mauro Pelagalli e Roberto Castellini
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Gli operatori del triage dell’ospedale di Macerata

 

di Luca Patrassi

Al via da lunedì prossimo un’ulteriore azione di prevenzione firmata dall’Area Vasta 3 dell’Asur diretta da Alessandro Maccioni. Recependo le direttive della direzione Asur da lunedì partirà uno screening che riguarderà tutte le persone che si devono operare e – su indicazione data dal direttore Maccioni – le donne in gravidanza prossime al parto.

Dal lunedì al sabato è attivo un apposito ambulatorio per l’effettuazione dei tamponi appunto a quanti devono operarsi – si tratta di interventi programmati nelle aree di Chirurgia, Ortopedia, Otorino, Ostetricia, Urologia e Oncologia – e saranno controllati 48 ore prima e alle donne in gravidanza: ad occuparsi dell’ambulatorio sarà direttamente il primario di Otorino Cesare Carlucci, una figura apicale che si è messa a disposizione per un servizio ritenuto di grande importante. L’iniziativa è coordinata dal primario di Ginecologia Mauro Pelagalli e da quello di Pediatria Roberto Castellini, appunto con il sostegno del primario di Otorino.

«Iniziamo da lunedì prossimo – osserva Giorgia Scaloni, responsabile della direzione medica dell’Av3 – con un ordine ben preciso ed in assoluta sicurezza. I pazienti saranno scaglionati e divisi per area chirurgica di provenienza. E’ uno screening che segue le indicazione dell’Asur mentre quello dedicato alle donne in gravidanza è stato voluto dal direttore Maccioni. Proseguono anche le altre attività di controllo e di prevenzione, dai test drive, ai tamponi e ai test sierologici sul personale con risultati positivi quanto a percentuale di contagiati che è molto bassa. I pochi casi riscontrati si riferiscono probabilmente all’inizio dell’emergenza. Ora le azioni adottate si stanno dimostrando efficaci».

Quanto alle screening sulle donne in gravidanza è il primario di Ginecologia Mauro Pelagalli a valutare la decisione: «Diversi i vantaggi dell’iniziativa. Il primo è che l’ospedale no covid resta tale ed evitiamo il rischio di casi di donne in gravidanza positive che possano superare il triage di ingresso, vero è che c’è una piccolissima percentuale di falsi negativi ma è irrilevante. L’altro aspetto positivo è che l’Av3 ha un ospedale Covid a Civitanova con un centro dedicato alle nascite. Infine c’è il vantaggio che i neonati nascono negativi: certificare infatti la negatività della mamma e del personale sanitario addetto significa far nascere i bimbi in un regime di assoluta sicurezza, con una possibilità di contagio assolutamente remota. Si tratta di uno screening fondamentale per la gestione di un reparto di Ostetricia». Uno screening che si realizza con la collaborazione della direzione medica e di quella infermieristica dell’Av3.

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