«Su case di riposo e Rsa,
sei punti condivisi col prefetto:
tamponi, presidi e personale»

CORONAVIRUS - I sindacati dei pensionati hanno incontrato Iolanda Rolli in videoconferenza: «Situazione gravissima, vanno trovate soluzioni. Particolare attenzione per le zone terremotate»
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Il prefetto Iolanda Rolli

 

Incontro in videoconferenza, da parte dalle organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Fnp-Uilp, con il prefetto Iolanda Rolli sulla «gravissima situazione in cui si sono venute a trovare le persone anziane ospiti di strutture residenziali e socio sanitarie della provincia di Macerata, siano esse case di riposo, Rsa o residenze protette per anziani. Non si hanno ancora dati ufficiali per ciò che riguarda infettati, deceduti, guariti, per le diverse modalità con le quali vengono rilevati, e non si quindi un quadro di riferimento. Abbiamo chiesto di monitorare costantemente la situazione e di intervenire con decisione dove necessario e segnalato per evitare il ripetersi di tragedie per infezioni e decessi, come quelle che abbiamo avuto nelle strutture di Cingoli, Corridonia, Treia, Recanati, Pioraco, Castelraimondo ed altre. Abbiamo condiviso l’individuazione di sei punti prioritari d’intervento e di monitoraggio, per bloccare l’infezione ed il contagio, che debbono caratterizzare un’azione decisa». Il primo punto è la «fornitura continua e certa dei dispositivi di sicurezza ancora mancanti, i dpi vale a dire mascherine, guanti, camici, disinfettanti che ancora ad oggi, in qualche realtà risultano scarsi o mancanti». Secondo punto: «La sostituzione del personale in quarantena e l’eventuale implementazione di nuovo personale ove fosse necessario». Terzo aspetto: «L’esecuzione dei tamponi, sia agli ospiti che a tutto il personale operante in tutte le case riposo, Rs, residenze protette come in alcune realtà già effettuati grazie all’azione dei sindaci a conferma che questo non sia appunto prassi». Quarto punto: «La realizzazione di percorsi differenziati, vale a dire che il personale che si occupa di malati covid-19 non può essere lo stesso che si occupa degli altri, così come gli ospiti infetti non possono stare insieme agli altri, provvedendo se necessario al trasferimento in strutture idonee. Regole semplice ma difficili da attuare in queste strutture spesso carenti di personale e di spazi». Quinto aspetto: «Le procedure di sanificazioni profonde e ripetute; per alcune case di riposo sembra infatti, non sia stato possibile effettuarne neanche una prima». Sesto aspetto «Mettere in contatto gli ospiti con i propri cari, considerato l’isolamento e l’inibizione necessari all’acceso di queste strutture, tramite ipad, tablet, cellulari o portatili, dichiarati disponibili dalla struttura sanitaria regionale, affinché abbiano la possibilità, assistiti dagli operatori, di comunicare facendone motivo di conforto e sostegno». Altro aspetto riguarda le zone terremotate: «abbiamo condiviso il fatto che va posta un’attenzione particolare alla condizione precaria e disastrosa presente in quelle zone, al disagio che attanagliano gli anziani e la gente tutta, prima per la perdita delle loro abitazioni e contesti sociali, poi per la necessita di essere obbligati a vivere nelle Sae, ed ora ad essere in esse relegati per timore di contagio. Il Prefetto ha tenuto a sottolineare l’attenzione da portare in questi contesti ed in questi scenari al problema delle truffe, dei costi dei prodotti, alla loro reperibilità, allo svolgimento delle attività, non ultima quella della ricostruzione. Allo stesso modo ha posto all’attenzione il problema della scarsa liquidità, ridotta e circolante, che caratterizza la condizione di questo periodo». Il prefetto, continuano i sindacati, ha detto che «Tutti insieme dobbiamo lavorare per una rete a maglie sempre più stretta». Il prefetto ha detto inoltre di essere pronta a farsi parte attiva per trovare le soluzioni necessarie.

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