«Io parrucchiere di terza generazione,
ho superato il sisma
Ora mi mancano gli abbracci»

BELFORTE - Andrea Rilli titolare del salone Due Hair-Styling racconta il limbo della quarantena: «Ci hanno chiamato centinaia di clienti. Vogliamo riaprire ma ci aspettiamo regole precise». Confartigianato Macerata ha proposto un suo protocollo
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Andrea Rilli a lavoro nel suo salone di Belforte prima dell’emergenza Coronavirus

di Elisabetta Pugliese

Parrucchiere di terza generazione, ha superato anche il terremoto, ma ora gli aspetti duri da accettare sono molti. Andrea Rilli, titolare del salone Idea Due Hair-Styling di Belforte, racconta la sua storia e quella della sua attività, confrontando innanzitutto la situazione attuale del Covid-19 con il periodo del sisma del 2016: «In quel momento, l’aspetto positivo era che facevo entrare i clienti in negozio, perché fortunatamente la mia attività non aveva subito danni, e nella difficoltà potevamo comunque abbracciarci e farci forza a vicenda. Al contrario, la situazione attuale ci ha allontanato, però siamo molto fortunati, perché grazie alla tecnologia possiamo continuare a restare in contatto gli uni con gli altri. Nel frattempo – dice – approfitto della quarantena per dedicarmi a mia moglie e ai miei figli, per stare tutti insieme e aiutarli anche nella formazione come professionisti. È tutto molto difficile, ma non serve a nulla lasciarsi logorare dagli eventi: bisogna trovare il lato positivo di tutta la faccenda e andare avanti con il sorriso, preparandoci per quando finalmente ripartiremo. Ora, però, è il momento di tirar fuori l’amore».

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Andrea Rilli con la moglie Roberta e i figli Lorenzo e Chiara

La sua attività ha avuto inizio molti anni fa, nata per passione ed evoluta grazie a un sogno: «Il mio salone è oggi alla terza generazione – spiega Rilli – Il primo a cominciare fu mio nonno, che però lavorava casa per casa. Dopo di lui venne mio padre, che insieme a mia madre aprì ufficialmente il centro come barbiere per uomo. Oggi sono io ad aver dato seguito a quello che la mia famiglia ha avviato molti anni fa. Mi affiancano mia moglie Roberta e i miei figli, Lorenzo e Chiara, oltre ad altri tre collaboratori. Siamo sette in totale. È stato il coronamento di un sogno – commenta – perché ho sempre voluto espandere la mia attività anche al settore femminile. Dopo tanto lavoro ci siamo riusciti e oggi abbiamo un salone unisex».

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Il momento è difficile da affrontare, molte attività si sono fermate, compresa quella del parrucchiere di Belforte, chiusa dal 10 marzo, e sulla ripartenza effettiva ci sono ancora moltissimi dubbi. «Mi auguro che ci aiutino a capire una data precisa – spiega il titolare del salone – la Confartigianato ha delineato un protocollo con delle linee guida importanti ed è un grande passo avanti. In particolare, Eleonora D’Angelo Antonio, responsabile del settore benessere, mi è stata molto vicina, sia a livello personale che professionale, e le sono molto grato. Come categoria – prosegue – ci aspettiamo risposte concrete e regole precise: vorremmo sapere come riaprire, quando e in quali modalità, perché il rispetto va trasmesso non solo a noi, ma anche ai nostri clienti. Si sentono smarriti, ascoltano notizie fuorvianti e non sanno come destreggiarsi. C’è bisogno di trasparenza e chiarezza».

andrea-rilli-parrucchiere-coronavirus-4-325x244Nelle difficoltà, però, ciò che resta è il rapporto umano che si instaura con le persone, l’affetto, il desiderio di rivedersi, la volontà di non dimenticarsi. «La cosa più bella è che ci hanno chiamato centinaia di clienti per sapere come sta la nostra famiglia e per coccolarci a modo loro. Diverse persone si sono ammalate e questo mi ha rattristato molto – dice – ma mi ha permesso di comprendere quali sono i veri valori. Uno degli aspetti migliori del nostro lavoro è quello di sapere ascoltare la gente e costruire un legame. Nella vita ho capito una cosa importantissima: se ci si comporta bene e se si persegue la strada giusta, nel momento del bisogno si ottengono sempre tante gratifiche. Questi sono gli aspetti più belli ed importanti dell’essere un parrucchiere: sapersi donare, avere pazienza, donare un sorriso».

 

andrea-rilli-parrucchiere-coronavirus-7-325x217Bisogna essere obiettivi e fare i conti con la drammaticità del momento, ma il titolare del salone non si scoraggia e pensa ai suoi colleghi e collaboratori: «La storia ci insegna che dalle grandi guerre e calamità abbiamo sempre saputo tirar fuori il massimo e risorgere più forti di prima, seppur con grande sofferenza e difficoltà. Ciò che ci ha sempre contraddistinto come parrucchieri – specifica – è la passione per il nostro mestiere. Per questo sono certo che ce la faremo, perché è una qualità che abbiamo nel nostro dna. Aggrappiamoci alla speranza, aspettando con pazienza il momento in cui ci rimboccheremo le maniche e lotteremo per rimetterci in piedi, con tutto l’entusiasmo che in questi anni ha dato forma alla nostra professione. Avere a che fare con l’immagine dei nostri clienti è una grande responsabilità. Una persona che si sente bella, acquista sicurezza e cambia subito umore. E sarà proprio questa la nostra missione quando ricominceremo a lavorare, regalare sorrisi a chi non vede l’ora di tornare a vivere una vita normale. La nostra categoria è la più bella del mondo. Non vedo l’ora di riabbracciarvi tutti e di ricominciare fianco a fianco. Questo brutto periodo passerà – conclude Rilli – svaniranno le preoccupazioni e rimarranno invece le relazioni che siamo stati in grado di costruire nel nostro percorso con chi ci ha affidato i propri desideri di bellezza».

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La Confartigianato ha indicato alcune direttive che chiunque faccia parte della categoria benessere dovrà seguire al momento della riapertura, al fine di poter ricominciare a lavorare in maniera sicura. Bisognerà riorganizzare il lavoro e l’erogazione dei servizi prestando attenzione alle principali norme igienico-sanitarie, per tutelare la salute dei clienti, dei dipendenti e degli imprenditori stessi. A livello organizzativo, le attività si svolgeranno solo previo appuntamento, telefonico, tramite app o e-mail, con l’effettiva presenza nel luogo di un solo cliente per operatore, che si tratterrà solo per il tempo necessario al trattamento, per evitare assembramenti di ogni genere. Il tutto sarà possibile attraverso una turnazione flessibile dei dipendenti. Per i parrucchieri, nello specifico, gli spazi dovranno essere delimitati con dello scotch sul pavimento di colore ben visibile, bisognerà utilizzare postazioni alternate, sia nella zona del lavaggio che in quelle dei trattamenti, e distribuire la clientela tra gli addetti in modo tale che ciascun operatore abbia in carico un massimo di due clienti contemporaneamente, qualora uno dei due fosse in fase di attesa tecnica. Ovviamente, sarà obbligatorio l’utilizzo dei presidi sanitari, come guanti, mascherine, occhiali protettivi o visiere in plexiglas, materiale monouso, disinfettanti per dipendenti e clienti e accurata igienizzazione del locale e delle postazioni alla fine di ogni trattamento.

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