Peppina trasloca nel container
“Un’offesa all’umanità”
FIASTRA - La 95enne sta lasciando la casetta, dopo che il sequestro è diventato esecutivo. Rimarrà comunque a San Martino in una piccola struttura di 15 metri quadri con bagno esterno. La rabbia della figlia

Il container dove andrà a vivere Peppina

Peppina questa mattina nella casetta con il nipote Alberto
AGGIORNAMENTO – Peppina, lo sfogo dal container: “Con me sono stati cattivi ma pregherò anche per loro” (LEGGI L’ARTICOLO).
da Fiastra Federica Nardi
(foto di Federico De Marco)
Il sequestro della casetta di Giuseppa Fattori, la 95enne terremotata di Fiastra, è diventato operativo stamattina. Ma Peppina non si muove, resta nel container lì accanto alle sue due case. Quella della frazione San Martino distrutta dal sisma e quella di legno che a causa della mancanza delle autorizzazioni a costruire (in primis quella paesaggistica per cui non c’è rimedio) è abusiva. Quel terreno di 6mila metri quadri, edificabile, glielo aveva regalato il marito Gaspare Turchetti, per tutti Rino. Così il genero Maurizio Borghetti (come aveva promesso di fare) ha commissionato una targa che per il momento resta appoggiata sul tavolo dell’abitazione abusiva: “La casetta di Peppina e Rino”. L’ultimo pranzo insieme alla figlia Gabriella e ai nipoti Alberto e Caterina e poi un trasloco surreale, dove anche i vasetti di fiori vengono portati via e sistemati nel container che già nel ’97 era stato un rifugio per Peppina. Si tratta di una struttura di 15 metri quadri, con un bagno esterno posizionato in un altro piccolo container. “Questa non è un’offesa a mia madre ma all’umanità intera”, dice la figlia Gabriella, mentre sistema poche cose nel container, compresa una stufetta per il freddo. La 95enne in ogni caso è irremovibile, vuole rimanere qua dove ha vissuto per oltre 70 anni.

L’interno del cointainer

Dalla casetta si vede sulla sinistra il tetto del container davanti alla casa gialla dove viveva Peppina


Il genero affigge la targa con su scritto “La casetta di Peppina e Rino”

La casetta sequestrata

Il gatto Oreste

L’originaria abitazione danneggiata dal sisma





















Questa volta la legge è stata di una velocità unica direi…strano..mumble..mumble..mumble..mumble…
La colpa è solamente di chi ha il potere di legiferare . Bastava fare una legge come aveva suggerito il sindaco di Tolentino Pezzanesi . In emergenza terremoto e fino a quando non hai sistemato la tua abitazione , puoi , se hai spazio sufficente vicino alla tua casa , costruire una casetta di grandezza proporzionata ai componenti famigliari con tanto di documento firmato da ambo le parti (proprietario e comune) che ti obbliga a toglierla e ripristinare il tutto . Naturalmente se fatta in un aerea non edificabile.
Povero Oreste, questa storia ha stressato anche lui!
mi piacerebbe sapere chi sono i due pidioti che hanno votato pollice verso a quasi tutti i commenti che mettono in ridicolo questo stato di …pidioti. Ricordatevi che presto sparirete dalla circolazione e pagherete con gli interessi per tutti i danni che avete causato all’Italia,buonisti del…
Se ci fosse ancora un minimo d’umanità lo Stato fornirebbe dei digiunatori per fare un bello sciopero della fame per Peppina, i sostenitori di Peppina non possono mica mettersi a digiunare loro.
E oggi tocca sentire che s’organizzano scioperi per l’ILVA, mentre ad un grande sciopero generale per Peppina (e per il gatto Oreste) mica ci pensa nessuno.
Il vero problema di tutta questa storia è l’incapacità di uno stato (volutamente scritto in minuscolo) di adoperarsi per dare una sistemazione alle tante persone che sono fuori casa per colpa del terremoto.
Se la ricostruzione fosse partita, se le SAE fossero state realizzate con solerzia oggi non ci troveremmo in questa situazione.
Invece, ad un anno dal sisma, le macerie sono ancora tutte lì, di ricostruzione nemmeno l’aria (colpa di norme illeggibili e di una burocrazia infinita) e le SAE, quelle poche che sono state costruite sono costate come una villa in Costa Azzurra.
PS prima di scrivere alcuni commenti, provate a viverla di persona una situazione del genere. Ritrovarsi senza casa, senza ricordi, con addosso solo paura e con un futuro incerto non è semplice, ve lo garantisco!
«Inoltre l’anziana non ha mai avanzato richiesta per ottenere un modulo di sistemazione provvisoria ma ha invece fatto richiesta dal dicembre 2016 del contributo di autonoma sistemazione, per essersi trasferita a casa di una delle figlie.»
(fonte https://www.cronachemaceratesi.it/2017/10/07/sfratto-di-peppina-ricorso-rigettato/1018709/)
Non solo, Giorgi, ma una volta ha anche buttato il tetrapak nell’indifferenziata…