Lo sfogo di mister e calciatori della Rata:
collette, promesse, cacciate dai ristoranti
e la fidejussione che non arriva

CAOS BIANCOROSSO - Lo staff ha deciso di rompere il silenzio parlando di tutto ciò che non è andato con le gestioni Tardella e Spalletta. A cominciare dalle difficoltà nel precampionato, per passare alle trasferte fai da te. E sulla cessione dicono: "Al momento è indecifrabile"
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La formazione della Maceratese

 

Maceratese, lo sfogo di mister, giocatori e staff tra trasferte fai da te, la fidejussione che non risulta incassata, la cacciata da ristoranti e alberghi, le promesse disattese, i 30mila euro spesi per giocare al Viareggio, le collette per pagare magazzinieri e fisioterapisti e il passaggio di proprietà. Questo, dicono, con una premessa: il campionato sarà portato a termine «con la stessa concentrazione ed abnegazione che abbiamo avuto fino ad oggi, concentrando tutti i nostri sforzi sul raggiungimento del traguardo sportivo, senza farci condizionare dalle vicissitudini extra-calcistiche. Ma le varie penalizzazioni subite grazie alle fallimentari gestioni Tardella e Spalletta che rendono quasi irraggiungibile il nostro sogno playoff, ci impongono di rompere il nostro silenzio». E cominciano spiegando che già «dalla fine del ritiro pre-campionato, e quindi sotto la gestione Tardella abbiamo dovuto accettare condizioni poco professionali: gli accordi sul vitto e l’alloggio sono stati in molti casi disattesi; spesso abbiamo affrontato partite importanti partendo lo stesso giorno della gara conseguendo comunque risultati prestigiosi per la società (Modena e Gubbio); siamo stati oggetto di attacchi continui ed ingiustificabili sugli organi di stampa. È vero che la gestione Tardella ha corrisposto regolarmente gli stipendi fino alla mensilità di ottobre, ma è altresì vero che la stessa società ha usufruito di un prestito Lega mai restituito di 70mila euro, ad oggi pignorato dalla stessa Lega. Con il passare delle settimane e quindi con il passaggio di proprietà le cose sono addirittura peggiorate».

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Filippo Spalletta

E si arriva alla gestione di Filippo Spalletta che ha ceduto il club venerdì scorso all’imprenditore partenopeo Claudio Liotti. «Le promesse di “Spalletta & Co” sono state quotidianamente disattese – proseguono i giocatori –. Siamo stati “cacciati” da quasi tutti i ristoranti ed alberghi che avevano aperto un conto con la società; gli affitti sono stati regolarizzati fino al mese di dicembre per poi non essere più pagati. Gli stipendi ed i premi maturati non sono mai stati pagati dalla gestione “Spalletta” e stiamo parlando di un monte ingaggi fra i più bassi di tutta la Lega Pro. Il magazziniere, i fisioterapisti e l’addetta alla lavanderia non sono stati retribuiti come da accordi e siamo stati costretti a fare delle collette per provvedere ad una loro minima retribuzione. Le cure ed i controlli medici sono diventati a carico dei giocatori; il responsabile medico sono mesi che non si vede mai durante la settimana, se non la domenica solo ed esclusivamente per la partita. E’ ormai noto a tutti che le trasferte di Forlì e di Bolzano sono state interamente finanziate prima da La Cava e poi dagli avvocati Cofanelli e Giustozzi. Le gare casalinghe sono più volte state possibili solo grazie all’intervento di qualche appassionato che si è sostituito alla società. A gennaio abbiamo chiesto rassicurazioni sul progetto avendo alcuni di noi richieste da altre società, ma tutte le rassicurazioni ricevute a quel tempo si sono dimostrate completamente false. La scadenza per il pagamento degli stipendi del 16 febbraio non è stata rispettata e ancora stiamo aspettando il bonifico dall’America col quale Spalletta si era giustificato in quell’occasione.

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I tifosi della Maceratese

Inspiegabilmente per una società in crisi, nel frattempo sono state condotte operazioni di mercato in entrata poco chiare sui cui fini speriamo qualcuno abbia voglia di indagare. Queste stesse operazioni hanno portato all’aumento del monte ingaggi, fino a quel momento fra i più bassi di tutta la Lega pro. Con una squadra senza stipendio da mesi e in piena lotta per la salvezza, la società ha pensato bene di iscriversi al torneo di Viareggio affrontando un costo di iscrizione pari a 30mila euro. Come è stato possibile con le casse della società vuote da mesi? Speriamo che anche qui qualcuno indaghi. Acqua, detersivi e carta igienica vengono comprati con soldi messi a disposizione da alcuni tifosi. L’elenco potrebbe continuare, ma preferiamo fermarci per non disgustare oltremodo chi come noi crede ancora alla bellezza di questo sport». Poi arrivano alla vendita del club: «Ora ci troviamo nel mezzo di un nuovo passaggio societario, ad oggi difficilmente decifrabile. Ci auguriamo che l’avvocato Valori, che ad oggi rappresenta il “falegname svizzero” ed ha curato le varie trattative (i romani e i napoletani), agisca per il bene della propria città. Vogliamo sperare che la Lega e il presidente Gravina, dopo la disavventura Spalletta, sia ancora più vigile sulle solidità economiche dei subentranti. Aspettiamo fiduciosi il responso della fidejussione che ad oggi ancora non ci è pervenuta». Ultimo passaggio i ringraziamenti a «tutte quelle persone che veramente amano questi colori e che mai hanno smesso di farci sentire il loro affetto. Al magazziniere, ai fisioterapisti, alla lavanderia e al team manager che hanno lavorato al nostro fianco in condizioni di estrema precarietà vogliamo esprimere tutta la nostra stima e gratitudine».

 

 

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