Rata, La Cava: “Tre giorni per chiudere
altrimenti sarà troppo tardi”

FUTURO BIANCOROSSO - L'imprenditore perugino e Stefano Caira, sollevato questa mattina dall'incarico di direttore generale, auspicano una collaborazione da parte di Spalletta: "Per il 16 aprile deve essere tutto pronto, la Maceratese rischia lo slittamento in ultima posizione e la non iscrizione alla stagione successiva"
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Giorgio La Cava venerdì a Macerata

 

Operazione Maceratese-La Cava, scatta il countdown. “I tempi sono stretti”, avverte l’immobiliarista perugino arrivato la scorsa settimana in città per sondare l’acquisto della Maceratese. “Domani mi sentirò di nuovo con gli avvocati Cofanelli e Giustozzi, ma abbiamo bisogno di una risposta da Spalletta entro martedì o al massimo mercoledì per poter fare tutto entro il 16 aprile, altrimenti sarà troppo tardi”. Ieri La Cava si è reso protagonista di un bel gesto, pagando i 3mila euro per la trasferta di Forlì: “L’ho fatto perché sono un amante dello sport e volevo stare vicino a mister Giunti e ai suoi giocatori che stanno facendo qualcosa di straordinario, stanno compiendo un vero miracolo sportivo”. Nessun commento sugli episodi che hanno riguardato in questi giorni il presidente Filippo Spalletta: la rissa in sede con alcuni giocatori e il comunicato di questa mattina con cui è stato sollevato dall’incarico il direttore generale Stefano Caira. Che non se lo aspettava: “Ho appreso la decisione dalla nota della società, non si sono degnati neanche di fare una telefonata quando fino a due giorni fa Spalletta mi chiamava dieci volte al giorno per sapere quanti soldi poteva mettere La Cava”.

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Stefano Caira, fino a questa mattina era il direttore generale della Maceratese

Caira è coinvolto in prima persona nella trattativa: “Ora parlo da tifoso di un gruppo di ragazzi che anche oggi a Forlì hanno fatto qualcosa di eccezionale e da sostenitore di La Cava con cui spero possa andare in porto questa operazione, magari con l’aiuto di qualcun altro. Di sicuro serve collaborazione da chi deve uscire dalla società, anche perché non c’è tempo. Giorgio La Cava si sta prendendo una briga non da poco – continua Caira – ma bisogna calmare gli animi e ragionare con il regolamento calcistico, non con quello dell tribunale”. Caira giudica azzardata la scelta del concordato in bianco: “Sarebbe la morte della Maceratese, bisognerebbe apporre delle garanzie che ad ora la società non ha. Ora abbiamo una penalizzazione, un deferimento per gli stipendi di novembre -dicembre per il quale saremo ulteriormente penalizzati, e non pagando gennaio-febbraio avremo una doppia recidiva. Se non si farà qualcosa entro il 16 aprile il regolamento di giustizia sportiva parla chiaro: slittamento in ultima posizione e non iscrizione alla stagione successiva”.

(m. z.)

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