Morgoni ad Acquaroli:
“Candidatura da vecchia politica”

ELEZIONI - Il senatore Pd e il circolo comunale di Potenza Picena contro la scelta del sindaco che in caso di elezione in Consiglio regionale sarebbe incompatibile

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Il sindaco di Potenza Picena, Francesco Acquaroli

Il sindaco di Potenza Picena, Francesco Acquaroli

Il sindaco di Potenza Picena è il candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni e regionali (leggi l’articolo) e suscita la reazione dell’opposizione consiliare che lo definisce come Ulisse dopo la guerra di Troia: «Dal Comune alla Regione, dalla Regione al Comune, forse (di nuovo) dal Comune alla Regione ma forse no perché poi domani potrebbe esserci una via diretta da Potenza Picena a Roma che, si sa, non è di certo Ancona… il tutto, ovviamente, passando da un incarico all’altro senza mai dimettersi! Sembra di rivivere il lungo viaggio del prode Ulisse che, costretto da continui incidenti e incredibili peripezie, non riesce a tornare a casa per colpa di un fato avverso».

Mario Morgoni, senatore del Pd

Mario Morgoni, senatore del Pd

Così il Partito Democratico comunale, ed a ricnarare la dose arriva anche l’intervento del senatore Mario Morgoni, ex sindaco di Potenza Picena: «Credo che Francesco Acquaroli abbia commesso un grave errore nel candidarsi come presidente della regione Marche. Meno di un anno fa Francesco Acquaroli era consigliere regionale e si dimise perché scelse  di fare il Sindaco e con la sua elezione stipulò un patto con i cittadini che solo dopo pochi mesi infrange scegliendo altri percorsi. Credo che le difficoltà molto serie degli enti locali e quelle drammatiche vissute dai  cittadini impongano una totale e incondizionata dedizione all’interesse della comunità che si è scelto di servire. Purtroppo l’attuale decisione del sindaco di Potenza Picena va in una direzione opposta. Inoltre credo che Acquaroli se non presidente,  sarà probabilmente eletto consigliere regionale e a questo punto dovrà scegliere se dimettersi da Sindaco o da consigliere regionale, ruoli tra loro incompatibili. A quel punto Acquaroli farà comunque un grave torto o ai marchigiani che gli avranno dato fiducia o ai cittadini di Potenza Picena che lo hanno voluto Sindaco. Mi pare francamente un gran pasticcio degno dei peggiori giochi della vecchia politica.»

Enrico Garofolo, segretario  Pd di Potenza Picena

Enrico Garofolo, segretario Pd di Potenza Picena

«Resista il nostro sindaco Ulisse – prosegue la nota del Pd – al fascino ingannevole del canto ammaliatore delle sirene: non vorremmo che alla fine, a naufragare, sia il Comune di Potenza Picena! Anche perché, per ora, l’unica cosa “piena” rilevata è l’indennità che Acquaroli e i suoi assessori si sono aumentati appena eletti.Che fine hanno fatto tutte le emergenze contro le quali ha gridato negli ultimi anni: improvvisamente scomparse? Inconsapevolmente risolte?!  Non inganni il Sindaco i cittadini promettendo di rimanere in ogni caso al suo posto in Comune, se Fratelli d’Italia ottenesse un seggio rinuncerebbe a tornare in Ancona?»

Oltre al tema dell’incompatibilità i Democrat sollevano anche quello dell’indagine della procura di Ancona sulle spese dei gruppi consiliari: «Molto ci sarebbe da dire riguardo a questa inchiesta e alla sua tempistica, ma c’è un concetto che in particolare vogliamo sottolineare: quello tra amministratore pubblico e cittadino, prima di avere un carattere giuridico, è senza dubbio un rapporto fiduciario. Quando si verificano questi episodi, se è diritto (e dovere) dell’amministratore spiegare il proprio operato facendo valere le sue ragioni, è anche diritto del cittadino essere informato di cosa l’amministratore è accusato, tanto più se in tempi prossimi alle elezioni con amministratori indagati che si ricandidano. Noi, rispettando con fiducia il lavoro dei magistrati ed aspettando di conoscere le loro valutazioni, non abbiamo motivi per dubitare dell’onestà di Francesco Acquaroli così come degli altri consiglieri coinvolti. Riteniamo però che essendo un indagine sull’utilizzo dei fondi a disposizione dei gruppi consiliari, Acquaroli debba e possa facilmente dimostrare la sua innocenza pubblicando integralmente le singole voci di spesa che gli vengono contestate e le motivazioni sulla base delle quali sono state effettuate. Sarebbe sicuramente un atto da apprezzare nella direzione della trasparenza e del rispetto dei cittadini e, magari, farebbe anche da esempio agli altri candidati indagati.»

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