Dal ristorante alla farmacia,
i giovani che hanno scelto Visso:
«Tornerà come un tempo» (Foto/Video)
2016-2026 – IL REPORTAGE A DIECI ANNI DAL SISMA. Ricostruzione, impegno, storie di rinascita e speranza. La prima tappa del viaggio di Cronache Maceratesi parte da uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 2016. Tre giovani, Edoardo Giuliani, Tommaso Matricardi e Leonardo Casaroli, hanno “scommesso” sulla Perla dei Sibillini con l’apertura di due attività: «Accolti da tifo ed entusiasmo. Qui la qualità della vita è imparagonabile». In dieci anni perso circa il 10% di abitanti. Il sindaco Rosella Sensi: «Il primo obiettivo è riaprire la piazza perché è il nostro cuore pulsante». Gli scatti nella Zona rossa (1/continua)

di Alessandra Bastarè e Alessandro Vallese (Servizio foto-video Federico De Marco)
«Noi coraggiosi? Il coraggio è di chi è stato qui dieci anni e ha resistito». Edoardo Giuliani e Tommaso Matricardi sono coetanei e da quattro mesi hanno aperto il loro ristorante, l’Osteria Fario, a Visso, in via Cesare Battisti, uno dei paesi del Maceratese più colpiti dal sisma del 2016. Originari di Roma, 38 anni, si sono conosciuti a Norcia e per molto tempo hanno lavorato insieme nella Capitale. A legarli una grande amicizia e la voglia di aprire un’attività in proprio. Edoardo, fin da bambino, passava ogni estate tra Visso e Ussita, quest’ultimo paese di origine dei nonni.

Non vogliono definire la loro una storia di “coraggio” o “in controtendenza”, ma hanno scelto Visso, per «la nostalgia di questi luoghi magici. Finita la scuola passavo qui le mie estati insieme ai nonni – racconta Edoardo -. La lontananza e la ferma convinzione che questi posti torneranno a essere quelli di un tempo ci hanno spinto ad aprire il nostro ristorante a Visso».

Tommaso Matricardi ed Edoardo Giuliani
«Abbiamo deciso di fare la nostra parte – aggiunge Tommaso -. Al paesaggio cittadino e urbano, che è ancora tutto da rifare, si contrappone l’entusiasmo dei giovani che abitano qui, ed è palpabile. Lo abbiamo sentito in occasione dell’apertura, lo percepiamo dal calore della gente che incontriamo ogni giorno, da chi tifa per noi, dai nostri collaboratori».

Un’abitazione nel centro storico di Visso
«La maggior parte dei nostri fornitori sono amici d’infanzia, ci conosciamo da sempre e questo è stimolante e ci fa sentire parte di una comunità. Come ci vediamo tra dieci anni? In una location più grande, il sogno sarebbe in piazza a Visso. Noi facciamo il tifo per il centro storico e per le persone che a Visso hanno deciso di rimanere. Speriamo che loro continuino ad apprezzare il nostro lavoro» ha concluso Edoardo.

Il centro storico di Visso
A pochi chilometri di distanza dall’Osteria Fario, nella nuova piazzetta, anche Leonardo Casaroli, 36 anni, camerte, ha “scommesso” su Visso e dal 2022 è il proprietario della farmacia. «Mi sono laureato nel periodo Covid all’Università di Camerino – ha raccontato – e per due anni insieme alla mia compagna Gessica ci siamo trasferiti a Varese per lavoro ma sentivamo che qualcosa mancava. Abbiamo deciso di tornare perché la qualità della vita qui, dove siamo nati, è imparagonabile. La mancanza dell’affetto della gente, del calore di una stretta di mano, del sorriso di un conoscente hanno fatto la loro parte».

Leonardo Casaroli
«Abbiamo tre presidi – a Visso, Ussita e Castelsantangelo – e il lavoro è impegnativo ma sentirsi una sentinella del territorio, un riferimento e un sostegno per chi ne ha bisogno e per chi è stato colpito così duramente dal sisma del 2016 ripaga di ogni cosa – ha raccontato Edoardo -. Spesso capita che alcuni cittadini passano in farmacia tre o quattro volte al giorno per un consulto ma so benissimo che dietro a quel gesto c’è il bisogno di essere ascoltati, capiti, di non sentirsi soli.

E forse è questo il dramma più grande che ha lasciato il terremoto in 10 anni perché chi nel 2016 aveva 70 anni oggi ne ha 80 e, fisiologicamente, la speranza diminuisce sempre più. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare la nostra parte; spesso gli anziani mi chiedono di ritirare i referti degli esami all’ospedale di Camerino, città dove vivo, e mi metto sempre a loro completa disposizione. È importante velocizzare la ricostruzione perché dieci anni sono tanti e non bisogna lasciare solo chi ha continuato a resistere».

Un’abitazione nel centro storico di Visso
L’impegno delle istituzioni continua sul fronte della ricostruzione. Un mese fa è stato consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori. Storica sede comunale ed edificio simbolo per la comunità è il primo intervento pubblico nel centro storico di Visso.

Tutto il centro storico è ancora zona rossa. E si può entrare solo con con un pass. Entrandoci e osservando le vie un tempo animatissime d’estate si notano, in certi punti, brecce nei muri delle case che mostrano a volte salotti, altre stanze, altre oggetti di vita quotidiana come una lavatrice. Poi i ponteggi, le case messe in sicurezza e passeggiando si percepisce un grande silenzio così diverso dalla vita intorno al centro, dove tanti affollano le strade e le piazzette.

La collegiata di Santa Maria nel centro storico di Visso
«Visso è stato uno dei comuni più colpiti dal sisma del 2016. Il nostro intervento, in questi due anni, ha dato un’accelerazione significativa alla ricostruzione ma c’è ancora molto da fare – ha detto il sindaco Rosella Sensi -. È importante rispettare le persone che in questi dieci anni hanno resistito e non hanno mai abbandonato Visso continuando a coltivare le proprie radici e resistendo a momenti che sono stati davvero difficili. La ricostruzione è dura da portare avanti ma non ci fermiamo.

Il primo obiettivo è riaprire la piazza perché è il nostro cuore pulsante: se riparte la piazza riparte Visso. Dobbiamo, poi, intervenire sulle anime e sulla socialità garantendo i servizi necessari perché quello che i cittadini hanno vissuto in questi dieci anni è anormale. Le istituzioni nazionali ci sono e sanno perfettamente quali sono i nostri bisogni: valorizzare i nostri borghi che sono unici e bellissimi e meritano, quindi, un futuro diverso, di speranza e di rilancio» ha concluso Sensi.

Il sindaco Rosella Sensi e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, sono stati ultimati gli interventi di competenza comunale sui dissesti idrogeologici che consentono la ricostruzione degli edifici privati (R4 rischio frane). Di fondamentale importanza rimane la definizione del progetto esecutivo e il relativo appalto sui dissesti idrogeologici Visso-Ussita-Castelsantangelo sul Nera, di competenza del Consorzio di Bonifica di Macerata (R4 rischio idraulico);

l’inizio è previsto per la primavera 2027. Sul fronte della ricostruzione privata, ad agosto 2016, a Visso, sono 684 gli edifici inagibili, 403 le pratiche presentate e 305 i progetti autorizzati. I lavori in corso sono 140 mentre 147 quelli ultimati. In dieci anni Visso ha perso 170 abitanti passando da 1100 del 2016 a 930 attuali.


















































