«Scuola Medi, l’immobile vale 3 milioni
ma da lunedì avremo solo
un cumulo di macerie»
MACERATA - Michele Lattanzi, consigliere comunale di opposizione, insiste dopo la precisazione degli assessori Marchiori e Benedetti sulla demolizione del plesso: «La giunta non dà risposte, impegnata solo ad ottenere "li sordi" senza pensare alle ricadute sociali, economiche ed ambientali che la partecipazione ad un bando ha»

Uno dei cartelli affissi al cancello della scuola Medi
«La giunta non dà risposte, impegnata solo ad ottenere “li sordi” senza pensare alle ricadute sociali, economiche ed ambientali che la partecipazione ad un bando ha». Michele Lattanzi, consigliere comunale de L’Altra Macerata, torna a pungolare l’amministrazione sulla demolizione della vecchia scuola Medi, che dovrebbe partire lunedì, dopo la risposta degli assessori Andrea Marchiori e Lorella Benedetti che hanno precisato come si trattasse di una condizione essenziale per ricevere i fondi del Pnrr.

Michele Lattanzi
«Premesso che la lista L’Altra Macerata è solo da pochi mesi rappresentata in Consiglio comunale e che il sottoscritto non siede più nei banchi della giunta da più di 16 anni, per cui non si capisce a chi faccia riferimento Marchiori quando parla di sinistra che per 20 anni ha promesso la scuola senza farla, l’unica responsabilità che mi assumo è quella di aver fatto emergere la necessità di un ampliamento dell’attuale scuola in un quartiere che all’epoca era nuovo e con un aumento demografico che oggi non esiste – precisa Lattanzi – tra l’altro la nuova localizzazione della scuola è scelta dell’amministrazione pre-Parcaroli. Ma al netto di queste sterili polemiche occorre riconoscere il fatto che avremo un nuovo plesso sicuramente sicuro e rispettoso di tutta la normativa antisismica e di risparmio energetico».
Il punto, secondo il consigliere di opposizione, è che si sarebbe potuto trattare con il Ministero non soltanto il mantenimento della vecchia sede fino alla realizzazione della nuova, ma anche la riconversione della vecchia struttura a finalità sociali. «Non è un immobile danneggiato dal terremoto ed è tuttora funzionante, visto che ha ospitato gli alunni fino a poche settimane fa, e anche l’obbligo alla demolizione forse era da intendersi se la nuova struttura fosse stata edificata nello stesso luogo della vecchia, ma in questo caso non è così visto che è stata realizzata a circa 800 metri – continua Lattanzi – d’altronde se la cosiddetta filiera tanto cara al centrodestra, ha funzionato in altre occasioni perché non è stata attivata anche in questo caso? Il vecchio immobile, che sarà demolito con risorse comunali per 151mila euro, vista la volumetria ha un valore di circa 3 milioni e con qualche centinaio di migliaia di euro si sarebbe potuto modernizzare e far diventare un grande centro socio ricreativo per associazioni sportive, culturali e sociali. Invece da lunedì avremo solo un mucchio di macerie. E qui entra in ballo la mancata pianificazione dell’amministrazione non soltanto per i disagi che gli alunni e le famiglie dovranno sopportare per il trasferimento alla scuola Fermi e per il successivo ritorno alle Vergini che comporterà in ogni caso la rottura della continuità didattica, ma anche per l’incognita sulla destinazione di quell’area. Cosa intende farci la giunta? Che uso avrà? Dovrà essere bonificata e quindi ulteriori risorse pubbliche gettate? Quali costi di gestione avrà? In ogni caso invitiamo il sindaco ad aprire un dibattito pubblico che coinvolga i cittadini e le associazioni sul futuro di quell’area».
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