Piste ciclabili, si parte da Sforzacosta.
Ruspe pronte a dar inizio ai lavori.
«Superata la “muraglia” di via Roma»

MACERATA - Oggi, a tre giorni dal ballottaggio, la consegna del cantiere. Lavori da 3 milioni con fondi sisma, il primo tratto sarà concluso in 30-40 giorni. Il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli: «Il piano della mobilità sostenibile sbloccato con la realizzazione del sottopasso»

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La consegna dei lavori stamattina

di Luca Patrassi (foto Fabio Falcioni)

Due escavatrici, la recinzione, il cartello che indica lavori e tempistica: questa mattina, a tre giorni dal ballottaggio, a Sforzacosta, nella parte iniziale della zona industriale verso il borgo, sono stati consegnati all’impresa di Nicola Papa i lavori di realizzazione della “Rete di mobilità ciclistica nel territorio comunale di Macerata”.

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Importo del finanziamento di poco superiore ai 3 milioni, responsabile unico del procedimento il dirigente dei Servizi tecnici del Comune, l’ingegnere Tristano Luchetti, mentre il direttore dei lavori è l’architetto Omar Pasquinelli che ha curato anche il versante architettonico della progettazione. Presenti, tra gli altri, il sindaco uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli, gli assessori Francesca D’Alessandro e Paolo Renna e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

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I fondi sono arrivati dalla struttura commissariale, la riflessione di Guido Castelli: «Il piano della mobilità sostenibile si compone per Macerata di vari interventi con una strategia precisa. Si è iniziato con l’opera delle opere, ovvero il sottopassaggio di via Roma che si lega al restyling della stagione fatto con in Pnc sisma. Restyling funzionale alla elettrificazione della linea a garantire quei flussi dei treni utilizzabili anche dai bikers e da chi ama la mobilità dolce. Quindi c’è il sottopasso per superare la “muraglia cinese” che impediva l’accesso alla città, la stazione e le piste ciclabili. Non era facile fare un piano di mobilità sostenibile a Macerata, in un castello che sta in alto. Il tutto si collega al giro delle abbazie (Rambona, San Claudio, San Firmano e Chiaravalle) che l’assessore Renna ha fortemente sostenuto».

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Da sinistra: Paolo Renna, Sandro Parcaroli, Guido Castelli e Tristano Luchetti

Sandro Parcaroli coglie l’occasione della presenza di Castelli per chiedere sostegno ad altri progetti e chiude con una battuta: «Ovviamente anche per le piste ciclopedonali ci sarà qualcuno del centrosinistra pronto a dire che è tutto merito loro. Lo dicano pure, in questi giorni ne hanno dette tante: io preferisco fare e anche questo i maceratesi lo vedono».

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Di cosa si tratta lo spiega l’ingegnere Tristano Luchetti: «Si parte dal collegamento di Sforzacosta con la zona industriale che ha sempre rappresentato un problema, anche andando a piedi bisognava passare su strada. Ora, grazie anche alla disponibilità dei privati che ci hanno dato una mano iniziando dalla Croce Verde, possiamo arrivare al centro abitato. Se si considera che qui di fronte sorgerà il nuovo ospedale, è evidente che questa pedonale sarà importantissima. L’impresa Papa sono sicuro realizzerà il tutto con la massima cura e la massima attenzione: andremo a riqualificare l’area che era malmessa e cureremo la messa in sicurezza. Tra i tanti tratti questo è uno dei più importanti e infatti cominciamo da qui per realizzare complessivamente 42 chilometri di ciclopedonale, tra nuovi tratti e strade esistenti».

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L’architetto Omar Pasquinelli premette che il progetto è partito su iniziativa dell’assessore Renna. «Un lavoro lungo: abbiamo cercato di utilizzare al massimo i percorsi esistenti e di riattivare quelli non più utilizzati ma contestualmente abbiamo creato nuovi percorsi per collegare in modo ottimale il territorio comunale seguendo dove possibile i corsi d’acqua. Quanto ai tempi abbiamo trecento giorni per realizzare l’intervento, arriveremo a conclusione a metà dell’anno prossimo. Il tratto di Sforzacosta dalla zona industriale alla stazione ferroviaria sarà realizzato in 30-40 giorni, tempo permettendo visto che si lavora all’aperto».

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La stretta di mano tra Parcaroli e Castelli

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L’architetto Omar Pasquinelli

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