Sferisterio, il controcanto di Ricotta
«Concerti, cinema e lirica:
tanti elementi da sistemare»

MACERATA - Le perplessità dell'esponente dem su nuovo format, ritardi e organizzazione settimanale. Per finire l'invito a modificare subito l'assetto dell'associazione per passare alla formula della Fondazione, così come evidenziato da direttore artistico e sovrintendente
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Narciso Ricotta

di Luca Patrassi

Sceso il sipario sulla stagione allo Sferisterio, si alzano, come da tradizione, le voci di critica. Ad intervenire è il capogruppo comunale del Pd Narciso Ricotta che «vede» diversi elementi di criticità nel festival 2022. «E’ terminato  – inizia Ricotta – il Macerata Opera Festival 2022 prima stagione a firma dell’Amministrazione comunale Parcaroli: la precedente era stata di fatto ereditata dalla Giunta Carancini ed adattata alle esigenze del Covid. Quindi, come sempre è tempo di bilanci per esprimere valutazioni e favorire prospettive per il Macerata Opera Festival che è la principale iniziativa culturale della Città. Il Mof 2022 – purtroppo annunciato da mega manifesti con il nome dello Sferisterio scritto male – è stato segnato dal nuovo corso del maestro Pinamonti che ha previsto l’opera lirica abbinata a cinema, concerti sinfonici, concerto di Toquinho e spettacolo di danza: in un mondo che cambia velocemente è giusto che anche le proposte culturali siano di continuo rimodulate»

Fatta la premessa, i primi affondi: «Il nuovo format, però, è stato accolto con un po’ di freddezza dal pubblico. La stagione si è aperta invece che con un’opera con il concerto del direttore Zubin Mehta, nome di assoluto prestigio, che purtroppo non ha fatto il pieno di presenze. Gli altri concerti di musica sinfonica previsti allo Sferisterio, che ha una capienza di 2.400 posti, sono stati trasferiti per mancanza di prenotazioni al teatro Lauro Rossi, che può contenere poco più di 400 spettatori. Insomma, il pubblico vuole la lirica e non gradisce molto i concerti di musica sinfonica? E’ un tema su cui bisognerà riflettere».

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Narciso Ricotta alo Sferisterio per la prima della Tosca con la collega consigliera Elisabetta Garbati

Il fronte della lirica: «La lirica è arrivata successivamente iniziando con la rappresentazione della Tosca, poi di Circus-Pagliacci ed infine con il Barbiere di Siviglia: solo quest’ultima opera ha riempito lo Sferisterio. Il Barbiere era stato previsto dalla precedente amministrazione per l’anno del centenario ed ha un cast di giovani eccezionali selezionati con un concorso internazionale riservato ad artisti under 35. Forse era prevedibile il successo del Barbiere di Siviglia che da circa trent’anni non veniva rappresentato a Macerata? Magari era meglio aprire la stagione con l’opera e proprio con questa rappresentazione per iniziare con il vento in poppa?  Il legame con il cinema: abbiamo visto la Tosca dove occorreva guardare il palco per la rappresentazione dell’opera ma nel contempo il muro dello Sferisterio per vedere le scene del film ivi proiettato; abbiamo assistito a Circus-Pagliacci dove la prima metà della serata è stata occupata, non dalla lirica ma dal film di Chaplin che era bellissimo ma non era l’opera che gli spettatori vogliono venire a vedere allo Sferisterio. Tutto ciò, visto che nessuna delle due opere ha ottenuto il sold out ha avuto il gradimento sperato? Una domanda da porsi. Insomma è chiaro che si è voluto dare un segno diverso e ciò è anche giusto: bisogna però verificare le reazioni del pubblico a queste novità»

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Tosca allo Sferisterio

Nel mirino anche questioni organizzative: «Il CdA ha nominato il direttore artistico ed il responsabile della comunicazione con notevole ritardo e ciò ha sicuramente influito sui risultati. Chi è venuto allo Sferisterio non ha ricevuto, come si faceva in passato, il programma dell’anno prossimo – che per i motivi di cui sopra ancora non c’è – e quindi si è persa una buona occasione di fidelizzazione degli spettatori. Le rappresentazioni liriche sono state programmate, prima e repliche, tutte di seguito nella stessa settimana senza essere alternate con altre opere. Questo, come lamentano alcuni albergatori, può aver allontanato alcuni turisti che, invece, prima pernottavano a Macerata per vedere nello stesso weekend due o tre opere?  La Notte dell’Opera non è stata realizzata. Anche alcuni commercianti chiedono di portare l’opera nelle piazze per farne partecipe tutta la città e non soltanto coloro che si recano allo Sferisterio. Magari la Notte dell’Opera portava il segno degli anni ma invece di buttare alle ortiche l’iniziativa, che riempiva sempre la Città, bastava rimodularla un po’ diversamente con qualche novità e tenerla in vita».

La sfida sui conti: « La precedente amministrazione ha consegnato alla nuova una situazione economica del Mof in equilibrio; il festival era una delle poche realtà in cui i proventi da privati (biglietti, sponsor e mecenati) superavano quelli derivanti dagli enti pubblici (Comune, Regione, Ministero): vedremo se anche quest’anno il bilancio economico avrà le stesse caratteristiche. Infine sia il direttore artistico che il Sovrintendente concordano nella necessità di passare la gestione dalla attuale associazione ad una Fondazione che meglio potrebbe affrontare le necessità di una vera e propria impresa culturale: il Cda su questo dovrebbe porre rimedio quanto prima».

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