Lo Sferisterio vola su Rio e Ipanema
con la chitarra magica di Toquinho (Foto)

MACERATA - L'artista brasiliano tra i maestri della Bossa Nova si è esibito in uno splendido spettacolo nell'arena, con l'unica pecca della modesta durata dell'evento. Un viaggio nella storia della musica nata a cavallo tra Roma e il Brasile
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Toquinho durante il concerto

di Marco Ribechi (Foto di Fabio Falcioni)

>Da Rio a Roma raccontando 55 anni di carriera. È stato uno spettacolo di altissimo livello, a tratti commovente, quello presentato dal maestro della chitarra Toquinho nello Sferisterio di Macerata. Toquinho_Sferisterio_FF-6-325x217L’artista considerato uno tra i più grandi nomi della Bossa nova si è addentrato in un viaggio musicale per offrire alcune delle infinite collaborazioni incontrate nella sua traiettoria artistica che coinvolge il Brasile tanto quanto l’Italia, un paese che soprattutto negli anni ‘60 e ‘70 ha ospitato moltissime personalità brasiliane che poi sarebbero diventate di spicco nella loro patria. Su tutti Vinícius de Moraes, il poeta cantante che ha accompagnato il successo di un’intera generazione di bossanovisti, ma anche Chico Buarque paroliere inarrivabile compagno dello stesso Toquinho nelle notti romane. A far da contraltare l’immensa Ornella Vanoni vera e propria musa ispiratrice degli artisti intellettuali brasiliani in Italia. «Bossa nova non è una musica, non è una canzone è più la vernice di un quadro, un’atmosfera e uno stile con cui vivere la vita – spiega Toquinho con in braccio la sua chitarra, ricordando poi le parole di Caetano Veloso – a proposito di João Gilberto, inventore dello stile chitarristico, diceva che nessuno con così poco ha cambiato tanto la storia della musica».

Toquinho_Sferisterio_FF-8-325x217Ed è vero considerando che dietro le liriche amorose e dolcemente sofferenti spesso si nascondeva un’aspra critica al regime dittatoriale di quegli anni che applicava una forte censura a qualsiasi espressione di contestazione. L’evento si apre con un classico, “la prima canzone che ho suonato all’inizio della mia carriera” spiega Toquinho, si tratta di un tributo a Rio de Janeiro, Corcovado di Tom Jobim, seguita dall’immancabile e intramontabile Garota de Ipanema. «La prossima canzone ha una storia divertente – prosegue l’artista – una volta scritta la musica dovevo ritornare in Brasile, all’epoca vivevo a Roma con Chico. Gli consegnai l’aria per aggiungere il testo e lui scrisse la storia di due amici che devono separarsi in aeroporto, per questo si chiama Samba do Fiumicino».Toquinho_Sferisterio_FF-7-325x217L’Italia è costantemente presente in tutto l’arco artistico di Toquinho mettendo in evidenza una relazione fraterna tra i due paesi che tanto sono legati dalle discendenze italiane in Brasile, per questo non stupisce la presenza di tanti testi cantati in italiano e anche di pezzi della tradizione della Penisola come Roma Nun Fà La Stupida Stasera.

Inevitabile anche il tributo all’amico e maestro Vinicius: «Era innamorato del whiskey – spiega Toquinho – lo considerava un amico fedele, che non lo tradiva mai. Arrivò a chiamarlo un cane imbottigliato. sono sicuro che stanotte è qui con noi, in questo splendido teatro, ad ascoltarci e gustarsi un buon bicchiere». È subito dopo un pezzo strumentale di Luis Gonzaga che entra in scena anche la seconda protagonista della serata: Camilla Faustino, una giovanissima promessa delle nuove leve della Bossa Nova dalla voce strepitosa. Toquinho_Sferisterio_FF-5-325x217Partono così i duetti, a volte metà in portoghese e metà in italiano, che fanno decollare un concerto già bellissimo e indimenticabile. Vengono quindi realizzati i classici Chega de saudade, O Que Será (A Flor Da Terra), Io so che ti amerò, Samba da Rosa prima di addentrarsi in due brani tratti dagli Afro Sambas di Baden Powell, altra pietra miliare nella ricchissima storia della musica brasiliana. Il concerto si è concluso tra le note del suo più grande successo, Acquarello insieme a Tristeza (por favor, vai embora!) e A tonga da mironga do kabulete, un brano ironico con cui l’artista ama chiudere i suoi show. Da parte del pubblico moltissimi applausi e complimenti a coronamento di una notte splendida che, come unica pecca, ha avuto la modesta durata dell’evento: un’ora e dieci minuti sono davvero pochi per uno spettacolo di tale bellezza in un’arena di altrettanto valore.

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