Paglialunga presenta la squadra del Pd:
«Ballottaggio? Noi ci saremo
Contattata da emissari della Squadroni»

ELEZIONI CIVITANOVA - La candidata sindaca del centrosinistra con Francesco Micucci, Angelo Sciapichetti, Massimo Montesi di Art.1, Lidia Iezzi e alcuni papabili consiglieri: «Non vogliamo che la città sia svenduta. Noi diciamo no agli affaristi, ai palazzinari, agli amici degli amici. Ciarapica è più nervoso, merito nostro». Sul caso dell'esclusione di Futuro in Comune: «Omissione di collaborazione da parte del segretario comunale»
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La squadra Pd-Art.1 con la candidata sindaca Mirella Paglialunga

di Giovanni De Franceschi (foto Federico De Marco)

L’entusiasmo di poter vincere, la convinzione di arrivare quantomeno al ballottaggio (che a Civitanova appare inevitabile). Il valore dell’unità del centrosinistra, le frecciate alla coalizione di centrodestra. La rivelazione di emissari inviati dalla coalizione di Silvia Squadroni, le dure critiche al sindaco uscente. L’attacco al segretario comunale per l’esclusione della lista di Corvatta. Si è parlato di tutto questo oggi alla presentazione della lista Pd. Oltre alla candidata sindaca Mirella Paglialunga, erano presenti la segreteria comunale dem e candidata in lista Lidia Iezzi, il capolista Francesco Micucci, il segretario provinciale Angelo Sciapichetti e il coordinatore di Art.1, che ha tre esponenti in squadra, Massimo Montesi. Oltre a diversi candidati consiglieri che compongono la rosa dei 24.

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Lidia Iezzi

Ad aprire le danze è stata proprio Iezzi. «Questa – ha esordito – è una lista che non è composta da gente che cercava poltrone ed è rimasta delusa, da persone fuoriuscite con insulti e polemiche che poi sono rientrate. Non siamo andati a cercare candidati chissà dove o chissà perché. Noi siamo sempre più o meno gli stessi, sempre della stessa area e abbiamo aperto ad Art.1. Non rincorriamo polemiche sterili, ma alla Squadroni che si è preoccupata della salute del Pd dico che siamo uniti e ad unirci è il bene che vogliamo a Civitanova. Non vogliamo che la città sia svenduta. Ciarapica ci ha provato per cinque anni e non c’è riuscito perché i cittadini si sono mobilitati. Ma se dovesse essere rieletto potrebbe essere più difficile fermarlo. Noi diciamo no agli affaristi, no ai palazzinari, no agli amici degli amici».

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Francesco Micucci e Mirella Paglialunga

«Qui – ha aggiunto Micucci – c’è un mix di esperienza e volti nuovi, elemento essenziale per chi aspira a governare la città. Inoltre per la prima volta questa coalizione ha messo insieme tutto il centrosinistra. E in questo contesto il Pd si candida ad essere la spina dorsale della futura amministrazione, senza nulla togliere agli altri. Paglialunga ha le capacità e la giusta esperienza, anche amministrativa, perché amministrare una scuola e un mestiere che si avvicina molto a quello del sindaco. Devo dire che ho visto un Ciarapica molto nervoso ultimamente e anche gli altri non ostentano più tanta sicurezza e questo è merito nostro».

Per la candidata sindaca il Pd è un partito «forte, strutturato e legato al territorio. Certo l’uscita della Franco – ha specificato – è stato un momento di spaccatura, ma alla fine il partito ha dimostrato di aver fatto le scelte giuste. E ora il ruolo dei candidati sarà determinante, passa a loro il testimone». Anche Paglialunga parla del nervosismo di Ciarapica «nei nostri confronti, perché – ha continuato – noi parliamo di temi e non usiamo lo strumento della calunnia o squallidi metodi come fanno loro, anche quando dice bugie. Tipo ieri sera (al confronto organizzato da Centriamo, ndr) quando ha detto che non aveva mai pensato ad altri progetti per il porto. E poi basta con questa storiella che il decoro della città passa solo per l’aver cacciato i rom».

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Da sinistra: Angelo Sciapichetti, Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Lidia Iezzi e Massimo Montesi

Montesi ci ha tenuto a specificare che l’alleanza Pd-Art.1 «non è un ritorno a casa, ma sicuramente – ha sottolineato – noi crediamo di poter dare il nostro contributo nel campo progressista. Lavoriamo insieme per costruire una Civitanova migliore. Negli ultimi anni alle amministrative l’affluenza è andata poco oltre il 50%, questo significa che la gente è disillusa, non crede neanche più che il sindaco possa risolvere i problemi. Ecco il nostro compito è quello di sanare questo distacco». «Grazie a Paglialunga – ha detto Sciapichetti – perché in un momento difficile per la politica ha avuto il coraggio di dire “Io ci sono”. Grazie ai candidati che rappresentano la Civitanova vera e a Iezzi che ha preso il partito in mano e l’ha portato fin qui. Grazie ad Art.1 che è un valore aggiunto e infine grazie anche a Silenzi per il ruolo d’opposizione che ha svolto in questi anni e perché ha avuto la capacità di fare un passo di lato per far spazio a forze nuove. Noi dobbiamo riportare Civitanova al ruolo che merita, perché il Maceratese cresce solo se cresce Civitanova e il nostro compito è quello di cambiare volto alla città. Sento un clima positivo, diverso: replichiamolo fino alla vittoria finale».

presentazione-lista-pd-sciapichetti-micucci-paglialunga-iezzi-montesi-civitanova-FDM-2-325x217Ed è proprio sul tema vittoria/ballottaggio che si è spostato poi il discorso. Domanda: in caso di ballottaggio sareste disposti a fare un accordo con la coalizione di Silvia Squadroni? «Non abbiamo mai affrontato questo tema a livello di coalizione  – ha risposto Paglialunga – perché adesso il problema non si pone. Il nostro obiettivo è di vincere, forse andremo al ballottaggio con Ciarapica. Quindi vedremo come si porranno gli altri, non compete a noi al momento questo discorso. Però non nascondo che sono stata contattata in questo senso da emissari ed esploratori della coalizione di Silvia Squadroni». «Se vinciamo al ballottaggio – ha scherzato Sciapichetti – organizziamo un pellegrinaggio a Loreto. Ma se andiamo al ballottaggio valuteremo, perché lì si apre un’altra partita».

In conclusione il caso dell’esclusione per vizi di forma della lista Futuro in Comune, che si è appellata e al Tar. La sentenza potrebbe arrivare già domani. «Sarei molto felice se il problema si risolvesse – ha ammesso Paglialunga – perché per i candidati in lista sarebbe una batosta. Però devo dire che la procedure poteva essere gestita meglio anche da Palazzo Sforza, perché il segretario comunale ha usato accorgimenti nei confronti di tante liste, e anche in questo caso avrebbe potuto dire che mancava qualcosa. Credo insomma ci sia stata un’omissione di collaborazione: una scelta? Una svista, un caso? Non sta a me a dirlo, però sarebbe un grave vulnus per la democrazia escludere questo gruppo».

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