Scadenza domande per la ricostruzione,
in migliaia temono per il contributo
«Non faremo in tempo entro il 30 giugno»

SARNANO - Tra chi non è riuscito a presentare la domanda c'è Marco Vitali: «Tante persone, come me, corrono il rischio di vedersi sospendere il Cas. Non possiamo essere noi terremotati ad essere penalizzati»
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Marco Vitali

 

di Monia Orazi

Scadenza del 30 giugno per la presentazione dei progetti sul terremoto, pena la perdita del contributo di autonoma sistemazione: una situazione che a fine anno interessava circa 7mila famiglie, secondo le stime del commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Sono in tanti che pur volendolo, non sono ancora riusciti a presentare domanda di contributo e chiedono a gran voce una proroga, che ormai è sempre più probabile dopo l’incontro di ieri tra Legnini e il capo nazionale di Protezione civile Fabrizio Curcio.

A parlare di questa complessa situazione che riguarda migliaia di persone è Marco Vitali, sarnanese di professione collaboratore scolastico, che ha il suo appartamento inagibile, situato all’interno di un condominio con danni gravi E di livello operativo L2, per cui non è ancora stato presentato il progetto di recupero.

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L’edificio da sistemare

Spiega Vitali: «E’ giusto che il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini abbia messo delle scadenze, dei paletti per fare in modo che la ricostruzione proceda e si riduca la spesa dello Stato per il Cas, ma ci sono situazioni oggettive su cui i terremotati non hanno controllo e non possono essere loro a pagare la penale se non sono riusciti a presentare domanda di contributo».

Il sarnanese denuncia come la scadenza del 30 giugno sia troppo ravvicinata ed in tanti rischiano di perdere i benefici di assistenza erogati dalla Protezione civile: «Non voglio polemizzare, ma solo far presente che per cause non dipendenti dalla mia volontà non sono riuscito ancora a presentare domanda, so che nella mia stessa situazione ci sono tante persone, oltre al danno ci manca che arrivi la beffa. Manca davvero poco alla scadenza e non vorrei dovermi ritrovare a pagare l’affitto perché nel frattempo la situazione complessa non permette di presentare il progetto. Se fosse in mio potere, lo avrei già presentato. Non voglio dare colpe ai tecnici o a qualcun altro, ma è molto difficile che entro il 30 giugno arriveranno tutti i progetti, chiedo al commissario straordinario Giovanni Legnini ed al presidente regionale Francesco Acquaroli in qualità di vice commissario, di prenderne atto, non possiamo essere noi cittadini rimasti senza casa a pagarne le conseguenze».

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Marco Vitali chiede che non siano i terremotati come lui ad essere penalizzati: «Il commissario Legnini ha lavorato bene, ma è come un attaccante che di fronte alla porta avversaria sbaglia il gol, non dobbiamo essere noi a pagare la penale. Ho fatto tanti sacrifici per acquistare casa, non vedo l’ora di rientrarci, anche se ho trovato una sistemazione provvisoria, in cui nel complesso si vive bene. Tante persone, come me, corrono il rischio di non riuscire a presentare il progetto in tempo e di vedersi sospendere il Cas. Ben vengano le scadenze, ma non possiamo essere noi terremotati a rimetterci. La scadenza per presentare la documentazione di permanenza dei requisiti per percepire il Cas e restare nelle Sae del 31 maggio sarà prorogata, così come la scadenza di presentazione dei progetti è del 30 giugno, per evitare di creare ulteriore caos e problemi, non si potrebbero mettere entrambe le scadenze alla stessa data?».

Per chi ha l’abitazione in un centro storico distrutto o ha impedimenti oggettivi a presentare il progetto, l’ordinanza 123 di Legnini prevede delle deroghe alla scadenza del prossimo 30 giugno, ma una serie di ritardi si sono accumulati, sia quelli legati all’applicazione del superbonus 110 per cento, con una serie di banche che avendo esaurito la disponibilità finanziaria non garantiscono più la cessione del credito. Ad esempio nel caso delle domande di permanenza dei requisiti per Cas e Sae non sono state ancora fornite dalla pubblica amministrazione le specifiche per presentarla, con i timori legati alla compilazione online ed all’identità digitale, che potrebbero ripercuotersi sui più anziani e su chi non ha la strumentazione digitale necessaria, l’accavallarsi di scadenze può causare ulteriori disagi ai terremotati.

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