Rinnovo contributi Cas e Sae
«Su come presentare le domande
sta lavorando il commissario Legnini»

INTERVENTO del capo della Protezione civile Fabrizio Curcio sul caso che ha messo in allarme i terremotati: la possibile presentazione delle richieste per i contributi in via telematica. La scadenza è il 31 maggio. Si dice preoccupato il sindaco di Visso Luigi Spiganti Maurizi, mentre la consigliera Elena Leonardi assicura che anche la Regione si sta interessando della questione
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Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio

 

di Monia Orazi

Permanenza dei requisiti per continuare a rimanere nelle soluzione abitative di emergenza o a percepire il contributo di autonoma sistemazione, a fare chiarezza interviene il capo nazionale del dipartimento di Protezione civile, Fabrizio Curcio. «Non è corretto attribuire al dipartimento di Protezione civile un’attività non svolta in merito – spiega – la piattaforma telematica su cui dovranno essere inserite le attestazioni del mantenimento dei requisiti per Cas e Sae non è nostra. Sfido chiunque a dire che non sono stato attento al territorio o vicino alle sue esigenze, ho gestito direttamente l’emergenza post sisma».

Curcio spiega l’origine del provvedimento che ogni anno verifica, di solito a gennaio, che i terremotati siano in possesso dei requisiti per avere il Cas o restare ad abitare nelle Sae: «All’inizio del 2022 è stato raggiunto un accordo sulla necessità di verificare la permanenza dei requisiti per il mantenimento di Cas e Sae, con il commissario straordinario Legnini ed i presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto, con l’obiettivo di evitare che alcuni soggetti percettori dei benefici, non spingessero sulla ricostruzione, eliminando la percezione del contributo di autonoma sistemazione, grazie alla presentazione dei progetti di ricostruzione, per dimostrare la loro volontà di ricostruire le proprie abitazioni e non percepire il Cas per anni. Il tutto in modo da incrementare e migliorare l’andamento del processo di ricostruzione, dopo istanze ricevute dallo stesso commissario Legnini e dai presidenti delle quattro Regioni. Si è dunque raggiunto l’accordo per effettuare una ricognizione della permanenza dei requisiti per la percezione del Cas e la permanenza nelle Sae, che è stata posticipata a fine maggio».

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Giovanni Legnini, commissario alla Ricostruzione

Il capo del dipartimento nazionale di Protezione civile rimarca che sulle modalità di inserimento della domanda sta lavorando la struttura commissariale che fa capo a Giovanni Legnini: «Non abbiamo previsto nessuna modalità per la presentazione della documentazione, su questo sta lavorando la struttura commissariale, l’ordinanza della Protezione civile è in fase di valutazione al ministero dell’Economia e delle finanze, al momento non è stata firmata e dunque non è attiva. Chiederemo un chiarimento ai soggetti coinvolti, nel corso di un incontro, se il problema si rivelasse lo Spid lo risolveremo insieme. Al momento la scadenza prevista è il prossimo 31 maggio, chiederò una valutazione al commissario Legnini ed ai presidenti delle Regioni se le date saranno confermate. Il tema è lo strumento informatico utilizzato, di cui la Protezione civile non è responsabile, utilizzare lo Spid ritengo sia complicato, considerando che non è molto diffuso».

Fonti interne alla struttura commissariale confermano che domani tra Legnini e Curcio ci sarà un incontro interlocutorio, per fare chiarezza riguardo alle problematiche emerse, individuando le formule più efficaci. Di fatto l’ordinanza della Protezione civile era già in bozze a dicembre, l’accordo con la Regione Marche è stato raggiunto solo lo scorso aprile. Titolare dell’erogazione dei benefici di assistenza ai terremotati è la Protezione civile, che ogni mese trasferisce ai Comuni i fondi per il Cas, che a sua volta li trasferiscono agli utenti. E’ stato proposto di utilizzare la stessa piattaforma digitale già utilizzata per le manifestazioni di volontà a ricostruire. Il timore è che chi percepisce somme relative al contributo di autonoma sistemazione, sia più “pigro” a presentare la domanda di ricostruzione, per questo è stata introdotta la verifica che chi è terremotato presenti ancora i requisiti, in modo del tutto simile a quanto avviene ad esempio, per chi alloggia in una casa popolare.

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Il sindaco di Visso Luigi Spiganti Maurizi

Esprime la propria preoccupazione il sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi: «Abbiamo voluto avvisare un mese prima i nostri cittadini, in modo che facessero la carta d’identità elettronica e non si trovassero male, provvedendo all’ultimo minuto. Spero che si risolva tutto, sinceramente per gli anziani sarà difficile la compilazione in modalità telematica». Sul tema interviene anche Elena Leonardi, consigliere regionale FdI delle Marche: «L’assessore Guido Castelli sta promuovendo i passi necessari per andare incontro alle necessità che anche a livello personale mi erano state manifestate da molti cittadini terremotati in merito ad alcune novità burocratiche. La Regione, quindi, si è fatta portatrice di queste preoccupazioni tramite una lettera che lo stesso Castelli ha prontamente inviato al Commissario Straordinario del Governo ai fini della Ricostruzione, Giovanni Legnini».

Aggiunge Leonardi: «La Regione Marche ha ben chiara la situazione delle zone terremotate del sisma del Centro Italia. È una delle priorità che stiamo portando avanti fin dal nostro insediamento affinché si arrivi, presto e bene, a una accelerazione definitiva nella ricostruzione. Molti marchigiani interessati mi hanno fatto presente come quest’anno la normativa sia stata cambiata per quel che riguarda la conferma del diritto a percepire il contributo di autonoma sistemazione o a rimanere nelle soluzioni abitative di emergenza. Vale a dire, dovrà tutto essere svolto utilizzando un’apposita piattaforma web e, di conseguenza, con la compilazione online della relativa modulistica, entro il 31 maggio, utilizzando come credenziali di accesso: carta d’identità elettronica; Spid; carta nazionale dei servizi. Probabilmente la ratio che ha spinto a questa decisione è anche giusta e porterebbe a una velocizzazione burocratica. Ma ha anche generato una forte preoccupazione e, credo, che si debba e si possa prevedere la possibilità di alcune deroghe, considerando l’età avanzata di molta della popolazione colpita dal sisma del 2016. Sono tanti gli anziani che non sono ancora dotati dei sistemi di riconoscimento indicati, senza considerare che la stragrande maggioranza non possiede, inoltre, i dispositivi informatici e smartphone necessari per poter utilizzare la piattaforma web dedicata, rispettando quindi i termini previsti dall’ordinanza, il 31 maggio prossimo».

Elena Leonardi fa proprie le richieste avanzate dall’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli: «Mi associo alle richieste avanzate dall’assessore Castelli al commissario Legnini: permettere, per chi non fosse ancora dotato dei sistemi web, di presentare l’istanza ai Comuni anche attraverso il tradizionale modulo cartaceo rendendolo disponibile con le stesse informazioni presenti nel modulo digitale; valutare la possibilità di considerare la scadenza del 31 maggio prossimo, quale termine ordinatorio e non perentorio. Il tutto per consentire una migliore gestione delle attività in capo agli uffici comunali e la possibilità per i beneficiari di presentare le proprie istanze in modalità telematica o cartacea correttamente compilate e verificate. Si tratta di richieste di buon senso che avranno il merito, se accolte, di non aggravare ulteriormente una situazione di preoccupazione che si sta venendo a determinare».

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