Il coro dei sindaci dell’entroterra
nella piazza martoriata dal sisma:
«Aumento del 30% dei costi parametrici»

PIEVE TORINA - Da piazza Santa Maria Assunta la richiesta dei rappresentanti di 13 comuni del Maceratese capeggiati dal presidente della Provincia Sandro Parcaroli: «C’è il problema delle scuole, dell’aumento di prezzi che bloccano la ricostruzione, un’economia che non riparte. Questi territori invece devono rinascere». Il sindaco Alessandro Gentilucci sull'Anci e la presidente Mancinelli: «Questo incontro deriva dalla mancanza dei primi cittadini del nostro territorio in cabina di coordinamento. Chiunque esso sia non può essere qualcuno di Ancona»
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I sindaci e rappresentanti dei comuni in Piazza Santa Maria Assunta a Pieve Torina

di Monia Orazi

Serve almeno il 30 per cento di aumento dei costi parametrici per il contributo di ricostruzione delle case terremotate, a causa dei fortissimi rincari delle materie prime. Lo hanno chiesto a gran voce questa mattina i sindaci dell’entroterra, in una conferenza stampa da piazza Santa Maria Assunta a Pieve Torina, nel cuore distrutto del paese.

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Sandro Parcaroli, presidente della Provincia

Al centro della tavolata, il presidente della Provincia Sandro Parcaroli: «C’è il problema delle scuole, dell’aumento di prezzi che bloccano la ricostruzione, un’economia che non riparte. Questi territori invece devono rinascere. Riguardo all’aumento dei prezzi c’è una bozza di ordinanza da quattro miliardi di euro, da dividerli ma non basteranno per la ricostruzione. Vogliamo discutere in modo non polemico ma costruttivo, facendo sapere alle istituzioni ciò di cui questi territori hanno bisogno». È stato il presidente della Provincia ad aprire la conferenza stampa indetta dai sindaci dell’entroterra, chiedono un aumento del contributo che secondo loro dovrebbe essere almeno del 30 per cento, per coprire i rincari delle materie prime, con l’acciaio aumentato dell’ottanta per 100, il legno del 100 per cento in un anno, il cemento del 25 per cento solo negli ultimi quattro mesi, l’energia elettrica dal 2020 del 300 per cento. Ha aggiunto Parcaroli: «Dobbiamo discutere il futuro di queste zone, la ricostruzione deve essere più veloce possibile, se c’è un ritardo diventeranno solo luoghi per persone anziane, noi non vogliamo questo. In questi territori i residenti vanno riportati ad essere cittadini come nel resto dell’Italia».

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Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro

Ha preso poi la parola Pietro Tapanelli sindaco di Sefro, che si è lamentato della mancata deroga per la scuola che a Sefro rischia di sparire: «L’andare in deroga sul fronte dei numeri per la scuola viene sempre calato dall’alto, ma il tessuto educativo è fondamentale per rilanciare il tessuto sociale. Abbiamo intrapreso un percorso virtuoso con Fiuminata e Pioraco, per aiutare l’ufficio scolastico regionale ad organizzare per gli alunni e per gli studenti, abbiamo azzerato le pluriclassi. Abbiamo tre edifici nuovi e sicuri. Ho scritto una nota stampa durissima, perché lo stato con una mano dà e con l’altra toglie, quindi c’è qualcosa che non va, vogliamo che sia invertita la rotta altrimenti ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica» (leggi l’articolo).

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I sindaci e i rappresentanti dei comuni con il presidente della Provincia

Gli ha fatto eco Vincenzo Felicioli sindaco di Fiuminata: «Non basta ricostruire ma devono esserci anche i servizi. Il presidente Parcaroli mi ha dato la delega come consigliere provinciale alla alle aree interne, ma io non mi chiamo Toro Seduto. Noi stiamo ricostruendo la scuola per fortuna, gli altri attendono di partire da sei anni non è concepibile. Senza servizi le nostre zone si spopoleranno».

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Vincenzo Felicioli, sindaco di Fiuminata

È stato poi il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci a prendere la parola: «Abbiamo voluto questo incontro per lanciare un grido di dolore alle istituzioni, in modo di garantire a questi territori l’opportunità di ricostruzione. Il tema è l’aumento del contributo dei costi parametrici i soldi per ricostruire le abitazioni dei cittadini. Abbiamo ricevuto già nel 2016 1.450 euro al metro quadro, lo stesso parametro di terremoto dell’Emilia Romagna del 2012, siamo già dunque partiti con mezza marcia in meno. L’ordinanza 100 ha ridotto ulteriormente del 10% il contributo, perché la responsabilità è in capo ai tecnici, dunque -20 per cento. Nel luglio 2021 c’è stato un adeguamento parametrico con l’aumento del 6 per cento del contributo di ricostruzione, che è insufficiente a coprire i maggiori costi. Per questo nella bozza di ordinanza si prevede un incremento del 14 per cento, con effetto retroattivo, e quindi l’ammissione di un errore fatto a luglio 2021. Con questo 14 per cento i territori devastati dal terremoto non riusciranno a ricostruire, perché abbiamo tante case unifamiliari e bifamiliari con molta superficie. Abbiamo anche notato una sperequazione riguardo al superbonus con il resto d’Italia: fuori cratere viene garantito da 800 a 1500 al metro quadro, ma noi non siamo come il resto d’Italia dove le case sono perfettamente agibili».

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Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina

Ha aggiunto Gentilucci riferendosi alla sede scelta per la conferenza stampa: «Piazza Santa Maria Assunta è un simbolo di come sono le piazze di tutte le città del cratere, questa condizione di piccoli centri con magra economia che vogliono recuperare la popolazione, ci appelliamo sommessamente affinché l’aumento del contributo dei cittadini sia adeguato all’aumento dei prezzi almeno del 30 per cento. Il nostro è un grido di dolore a nome dei cittadini che vogliono ricostruire le loro abitazioni da capo. Vogliamo cercare di trovare una soluzione per metterli nelle migliori condizioni» (leggi l’articolo). Un altro tema toccato da Gentilucci è stata la rappresentanza nella cabina di coordinamento gestita dal commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini che vede presenti i vertici delle quattro regioni coinvolte, ma per l’Anci il referente è il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli. Ha detto Gentilucci: «Questa conferenza stampa deriva dalla mancanza dei sindaci del nostro territorio in cabina di coordinamento, deve esserci un punto di riferimento per i centri colpiti dal sisma, chiunque esso sia non può essere qualcuno di Ancona. Tutto va discusso con i sindaci prima, altrimenti saremo sempre con costretti a convocare conferenze stampa per garantire quelle opportunità ai nostri cittadini, che altrimenti potremmo garantire nelle sedi istituzionali».

sindaci-pieve-torina-2-325x244Sono intervenuti i rappresentanti dei comuni di Fiastra, Serravalle di Chienti, San Ginesio, Ussita, Bolognola, Visso, Pieve Torina, Esanatoglia, Fiuminata, Pioraco, Sefro, Gagliole e Monte San Martino. Gentilucci ha fatto l’esempio delle differenze di finanziamento del superbonus, tra un edificio nel cratere e uno fuori cratere. Ad esempio per una finestra superbonus fuori cratere finanzia 780 euro al metro quadro più il montaggio, mentre nel cadere 400 euro al metro quadro: «Non chiediamo un aumento del contributo pari al 30 per cento come il superbonus, ma lo chiediamo per consentire di far ripartire la ricostruzione». Silvia Bernardini , sindaco di Ussita, ha sottolineato come i prezzi siano lievitati per movimenti speculativi, rendendo difficile all’impresa importare il materiale. Ha aggiunto Sandro Parcaroli: «Chiediamo una deroga per la formazione delle classi nelle scuole del cratere, è molto importante perché se si spostano le istituzioni scolastiche i ragazzi non tornano più, deve continuare ad esserci per almeno altri tre anni non può essere una scelta dell’ufficio scolastico regionale».

Riguardo le opere pubbliche sono insufficienti anche in questo caso i finanziamenti lo ha ricordato Vincenzo Felicioli: «L’ordinanza 109 ha stanziato una serie di importi che però non sono sufficienti per ricostruire le opere pubbliche. L’ufficio speciale ricostruzione ha riconosciuto le congruità di importo richiesto con fondi maggiorati rispetto all’ordinanza 109, ma la struttura commissariale non ha coperto questa differenza, quindi le opere pubbliche non si faranno mai. Se non si ricostruiranno scuole, teatri, case di riposo non si ripartirà con questi territori». Un altro problema di applicazione del superbonus lo denuncia Gian Luigi Spiganti Maurizi sindaco di Visso: «Fino al decreto legge bollette, che ha modificato il testo unico dell’edilizia chi non era in una zona vincolata paesaggisticamente poteva prendere il superbonus anche se faceva cambio di sagoma e modifiche volumetriche, chi stava in zona paesaggistica no. Oggi con il decreto legge bollette la situazione è ancora più iniqua, perché chi è in zona a vincolo paesaggistico ai sensi dell’articolo 142 del codice dei beni culturali prende il superbonus come chi è fuori vincolo, chi invece è vincolato ai sensi dell’articolo 136 continua a non prenderlo se fa modifiche di sagoma e volume. Quindi la maggiorazione del 10 per cento per la paesaggistica, per gli edifici post 1945 va mantenuta almeno fin quando tutti non potranno accedere al superbonus in zona a vincolo paesaggistico, quindi quelli che stanno anche per chi ricade nell’articolo 136 del codice dei beni culturali. In caso contrario ci saranno dei terremoti di serie A, che potranno sempre fare il superbonus e quelli di serie B che invece lo potranno fare solo se rifanno le loro case esattamente come erano prima».

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