Ricostruzione a Camerino e Tolentino:
approvati i programmi straordinari

SISMA - Il governatore Francesco Acquaroli ha firmato oggi i decreti. Ecco cosa prevedono per due dei centri più colpiti dal terremoto. A Valfornace via libera al Piano regolatore
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Camerino

 

di Monia Orazi

Approvati i programmi straordinari di ricostruzione dei comuni di Camerino e Tolentino dal vice commissario delegato per gli interventi di ricostruzione, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, che ha firmato oggi i relativi decreti. Via libera dal Comune di Valfornace al nuovo piano regolatore generale, che sarà la “mappa” dei tecnici impegnati nella ricostruzione post terremoto.

IL PSR DI CAMERINO: VIE DI FUGA DA INSERIRE NEI PIANI ATTUATIVI – Sono servite numerose interlocuzioni tra l’Ufficio speciale ricostruzione, il comune di Camerino e la Soprintendenza, con la conferenza conclusiva dell’undici novembre 2021, che ha dato il via libera al Psr. Successivamente si è svolta l’istruttoria dell’ufficio speciale ricostruzione. Nel decreto regionale sono stoppate le ipotesi di vie di fuga alternative nella zona di Santa Maria in via e del Pincetto, perché occorre secondo la Regione «riformulazioni specifiche della normativa vigente in materia, pertanto le previsioni restano solo manifestazioni di interesse». La prescrizione riguarda la riprogettazione della viabilità esistente a Santa Maria in vista della realizzazione di una nuova via di fuga, con la delocalizzazione di alcuni edifici di via Pieragostini, e la strada alternativa di accesso al centro storico tra il Pincetto e viale Betti.

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Camerino subito dopo il sisma

Allo stesso modo la Regione considera manifestazioni di interesse gli interventi strategici per la veloce rinascita del centro storico, in gran parte inseriti nell’ordinanza speciale Camerino già attuativa, firmata dal commissario Giovanni Legnini nell’aprile 2021. In particolare per Santa Maria in via e la zona del Pincetto «sono ricomprese nella perimetrazione e sono quindi soggette ad un piano urbanistico attuativo oggi in fase di definizione dunque il medesimo strumento urbanistico dovrà indirizzarsi verso l’approfondimento delle proposte in oggetto, le quali dovranno essere valutate alla Soprintendenza territorialmente competente», si legge nel decreto regionale. Nelle ottanta pagine approvate nel dicembre 2020 sono riportate le delocalizzazioni e le opere pubbliche più rilevanti, gli edifici e palazzi strategici con ricostruzione prioritaria, una ricostruzione sicura delle vie di fuga, gli indirizzi e le disposizioni per ricostruire gli edifici nella zona del centro storico, il piano di cantierizzazione di interventi pubblici o privati, per suddividere le aree di intervento ed evitare intralci nell’esecuzione dei lavori. Si tratta del piano già varato durante l’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Sandro Sborgia, redatto dai tecnici comunali.

LA SITUAZIONE ATTUALE DI CAMERINO E LE OPERE PUBBLICHE – A Camerino sono in totale 1.965 gli edifici inagibili di cui 1.411 classificati con danni gravi e 471 con danni lievi B, 83 con danni di livello C. Sono stati individuati 53 aggregati edilizi e 7 aree soggette a perimetrazione, di cui i piani attuativi sono stati affidati al gruppo di progettisti guidati da Francesco Karrer, che li ha presentati, ma gli uffici comunali hanno richiesto numerose integrazioni. Sono stati già inseriti nell’ordinanza speciale per Camerino gli edifici prioritari per la ripartenza del centro storico che sono: il palazzo ducale sede storica dell’università, palazzo Bongiovanni sede storica degli uffici comunali e l’annesso teatro Filippo Marchetti, il parcheggio meccanizzato, l’ex sede di Banca Marche in via Favorino di recente acquisita dal comune, unitamente a palazzo arcivescovile e cattedrale. Finanziati anche i recuperi della Rocca del Borgia e il complesso museale dell’ex convento di San Domenico e l’aula di San Sebastiano, come sede di esposizione della pinacoteca civica. Nel programma straordinario di ricostruzione si parla anche della realizzazione di una scuola superiore per la ricostruzione e lo sviluppo del territorio dell’università di Camerino. Attualmente è in corso l’abbattimento del palazzo dell’ex tribunale, sarà abbattuta anche la scuola Betti. Non sono finanziate la strada tra il Pincetto e viale Emilio Betti, l’adeguamento a strada di cantiere di via Morrotto e la predisposizione di un fondo occupazione, pulizia e preparazione delle aree prospicienti le mura cittadine per permettere il posizionamento delle gru e aree di prelevamento e deposito di materiale di cantiere. Nel Psr sono previste linee di indirizzo e disposizioni regolamentari per la ricostruzione del centro storico, sia nelle aree vincolate che con finalità agricola, ed è stato elaborato il piano di cantierizzazione per consentire un agevole intervento programmato di ricostruzione. I costi di attuazione del programma straordinario di ricostruzione sono di circa venti milioni di euro, di cui 10 milioni per la nuova via di fuga al Pincetto, non finanziata.

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Danni a Tolentino dopo il sisma

IL PSR DI TOLENTINO – Approvato anche il programma straordinario di ricostruzione del comune di Tolentino, trasmesso il 30 giugno 2021, a cui ha fatto seguito una richiesta di integrazione da parte dell’ufficio speciale ricostruzione, con la conferenza conclusiva svoltasi il 27 gennaio scorso. E’ articolato in quattro elaborati, per un totale di 82 pagine, contiene le disposizioni per la ricostruzione del centro storico, le tavole grafiche degli edifici danneggiati, degli aggregati edilizi con il programma degli interventi privati e le schede degli interventi pubblici. Nell’analisi introduttiva si esamina la situazione di frana di viale Trento e Trieste e si prescrive di attuare il recupero degli edifici con una serie di accorgimenti, che tengano conto della situazione geologica, attuando interventi di sostegno delle strutture degli edifici. A Tolentino gli edifici danneggiati sono circa 2.400 di cui 451 nel centro storico sono circa metà di quelli che si trovano in questa zona della città, i settori più colpiti dal sisma sono viale Vittorio Veneto e viale Trento e Trieste. Sono stati costituiti 29 consorzi per la ricostruzione di aggregati di edifici, di cui dieci volontari. Al momento della stesura del programma straordinario di costruzione nel centro storico erano danneggiati 451 edifici, di cui il 12% avevano terminato i lavori, il 3,5% avevano lavori in corso, il 7% avevano il decreto di finanziamento emesso con la prossima apertura del cantiere, il 25% avevano il progetto in istruttoria, la metà pari al 52,5% doveva ancora presentare il progetto. Per quanto riguarda il livello di danno, per L4 quelli da demolire e ricostruire sono 70, a livello L3 leggermente meno grave 55 edifici, solo 15 in L2. Per agevolare la cantierizzazione si è suddiviso il centro storico in sette settori omogenei, sono stati definiti 22 aggregati di edifici, approvati dal consiglio comunale di Tolentino nel maggio 2021 con alcune successive modifiche. Nel Psr sono specificate prescrizioni per interventi sugli edifici culturalmente vincolati e su quelli di altro tipo.

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Crolli a Tolentino

LE DELOCALIZZAZIONI DELLE SCUOLE – Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica prevista la delocalizzazione della scuola Bezzi nello stabile che ospitava la scuola Maestre Pie Venerini, e la delocalizzazione della Don Bosco in zona Pace, vicino al futuro campus per le scuole superiori. Le schede delle opere pubbliche prevedono 4 ordini di priorità da quella più alta di livello uno, a quella più bassa di livello 4. Ecco le opere di priorità elevata 1. Per il recupero del cimitero del capoluogo, con danni di livello B ed E sono stati stanziati 5 milioni e 151mila euro. Per la scuola Bezzi, con danni gravi di livello E sono stati stanziati 3 milioni di euro, essendo un edificio storicamente vincolato non consentirebbe il raggiungimento del pieno adeguamento sismico, quindi la nuova collocazione sarà nell’edificio delle Maestre Pie Venerini, che si trova tra via Laura Zampeschi e via Filippo Corridoni, che fino al 2016 o ospitava la scuola per l’infanzia. Priorità 1 anche per la scuola Don Bosco, che ha riportato danni di livello B per cui sono stati stanziati 7 milioni e 800mila euro. Nella scheda si specifica che essendo un edificio vincolato è impossibile arrivare all’adeguamento strutturale richiesto dalla legge, quindi si rende necessario provvedere alla delocalizzazione, nella zona in contrada Pace, nei pressi del futuro campus scolastico degli istituti superiori. La stessa zona sarà oggetto di variante al piano regolatore generale. All’interno del nuovo edificio verranno ospitate parte della scuola primaria Don Bosco e l’intera scuola secondaria di primo grado, per circa 450 studenti. La delocalizzazione inoltre permetterebbe al Comune di Tolentino di evitare ulteriori costi per la locazione dei locali, che attualmente ospitano la scuola primaria.

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Crolli a Tolentino

ALTRE OPERE PUBBLICHE PRIORITARIE – Per palazzo Fidi e biblioteca Filelfica con danni di livello B ed E pari a 3 milioni e 869mila euro è previsto il recupero urgente, con la stessa destinazione attuale, centro di aggregazione con funzione sociale e culturale. Massima priorità anche per due edifici quali il palazzo comunale ed il complesso monumentale di San Nicola, accanto all’omonima basilica. Sono di livello E i danni gravi del palazzo comunale per cui sono stati stanziati 6 milioni e 200mila euro, con l’obiettivo di restituire l’edificio all’uso originario, aumentando il livello di sicurezza, adeguamento dell’impiantistica e riorganizzazione degli spazi. Il complesso di San Nicola, con danni di livello C temporaneamente inagibile, è stato finanziato con 5 milioni e 344mila euro. L’intento è quello di ripristinare gli spazi a servizio della comunità agostiniana, perché la basilica richiama flussi di turismo religioso, in modo da riattivare i servizi culturali e religiosi. Tre gli edifici di priorità due: gli ex licei, palazzo Sangallo in piazza della Libertà e la casa di riposo. Per gli ex licei in piazza dell’Unità, temporaneamente inagibili con danni di livello C sono stati stanziati due milioni di euro, è previsto il miglioramento sismico dell’edificio e la variazione d’uso degli ambienti interni, per ospitare servizi ed uffici. Per quanto riguarda palazzo Sangallo sono stati stanziati 5 milioni e 679mila euro, ha riportato danni di livello B ed E, ospita associazioni culturali, di danza e recitazione, mentre al primo piano c’è il museo internazionale della caricatura. Per la casa di riposo che ha riportato danni di livello B sono stati stanziati 5 milioni di euro, per un intervento che mira alla ristrutturazione globale dell’edificio, con miglioramento sismico e ampliamento per la creazione di nuovi ambienti. Sono di livello priorità 3 più basso i seguenti interventi. Recupero del carcere ed ex mercato coperto con danni di livello C per 998mila euro, previsto un intervento di miglioramento sismico, con eventuale variazione d’uso per destinarlo a servizi. Per quanto riguarda palazzo Parisani Bezzi con danni di livello E per 2 milioni e 425mila euro, si trova in via della Pace ed ospita il museo napoleonico. È stata data priorità di esecuzione per la ripresa dell’attività turistica e il recupero del museo, per permettere al Comune di estinguere il canone di affitto che sostiene per la mostra di via Parisani

tolentino-terremoto-1-650x487I PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO – Sono stati inseriti anche una serie di progetti di riqualificazione del centro storico, con priorità 3 e 4. Per quanto riguarda piazza Cavour, previsti per 600mila euro riqualificazione e pedonalizzazione della zona, riorganizzazione dei servizi. Previsto anche un intervento di 700mila euro per via Filelfo, con rifacimento dei sottoservizi (acqua, linee elettriche, del gas, ecc) e della pavimentazione in sampietrini, le stesse tipologie di intervento sono previste in via Montecavallo, sempre per 700mila euro. Previsto un intervento da due milioni di euro complessivi, per rifacimento sottoservizi e piano viario nella zona industriale, per via Falcone, via Tobagi, via Rossini, via Colombo, via Maestri del Lavoro. Prevista la realizzazione di una passerella aerea di collegamento pedonale tra piazzale Europa ed il primo piano del parcheggio in viale Matteotti, per 500mila euro. Per un milione di euro sarà ripristinato il camminamento sopra la cinta delle mura di Tolentino, che dalla porta del Ponte del Diavolo a sud, si sviluppa a ovest verso piazza Mazzini, percorrendo una porzione di via del Popolo, per circa duecento metri, denominata “Passeggiata di Ponente”, con il costo previsto di circa un milione di euro. Prevista la realizzazione del collegamento meccanizzato tra il parcheggio del foro Boario ed il centro storico, con viale Gioacchino Murat, per tre milioni di euro. Inserito anche il progetto di valorizzazione della zona esterna al castello della Rancia, per 5 milioni di euro.

valfornace-3-650x488VALFORNACE VIA LIBERA AL NUOVO PIANO REGOLATORE – Intanto dopo tre anni dall’inizio dell’iter amministrativo, Valfornace taglia il traguardo dell’approvazione del nuovo piano regolatore generale, votato nel corso del recente consiglio comunale. Accolti i rilievi formulati dalla Provincia di Macerata, tenuto conto delle osservazioni dei cittadini e dei pareri degli enti previsti. E’ stato redatto in collaborazione con l’architetto Andrea Natalini e lo studio Sga. Per la prima volta va in soffitta il vecchio piano di fabbricazione dell’ex comune di Fiordimonte risalente al 1975 e sono stati inseriti tutti i vincoli paesaggistici ed idrogeologici, previsti dagli strumenti urbanistici di livello superiore vigenti. Il nuovo Prg è una “mappa” molto utile per i tecnici impegnati negli interventi di ricostruzione. Soddisfazione è stata espressa da tutti i consiglieri presenti e dal sindaco, Massimo Citracca, che hanno potuto coronare la conclusione del loro primo mandato con l’approvazione all’unanimità.

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