Scipioni alfiere della “rinascita”:
«Basta con i personalismi e le divisioni
Con noi vincerà la politica del fare»

ELEZIONI - Intervista al candidato sindaco di Corridonia Rinasce, che ieri ha iniziato gli incontri con i cittadini, partendo da Colbuccaro: «Fino ad oggi l’unico obbiettivo è stato caratterizzato dalla discussione sul contingente, dalle accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Noi non faremo questo, il nostro progetto sarà realizzato senza il libro dei sogni. Un punto del programma? Lo spostamento dell'Ipsia: merita una posizione accessibile e ben raggiungibile»
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Sandro Scipioni

 

di Giulia Sancricca

Sono iniziati ieri, da Colbuccaro, gli incontri del candidato sindaco Sandro Scipioni che, da quando ha reso nota la sua candidatura, ha parlato di una rinascita di Corridonia da mettere in atto per i prossimi dieci anni. Candidato di “Corridonia rinasce” annuncia di essere al lavoro per la formazione di una seconda lista. La base da cui partire è l’alternativa al passato: «Fino ad oggi l’unico obiettivo è stato caratterizzato dalla discussione sul contingente, dalle accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Noi non faremo questo».

È stato il primo ad uscire allo scoperto, significa che da tempo aveva maturato l’idea di scendere in campo per Corridonia. Quali motivazioni l’hanno spinta?
«La nostra idea di formare una lista civica si è maturata dopo una serie di incontri avuti con i partiti di centrodestra e i gruppi di opposizione: abbiamo posto i nostri convincimenti e abbiamo ottenuto un rifiuto».

Quali convincimenti avevate posto?
«Le nostre richieste riguardavano la necessità di avere solo liste civiche, nessun simbolo di partito, le primarie per la scelta del candidato sindaco e nessuna riproposizione di personaggi che avevano già amministrato come sindaco. Di fronte al diniego abbiamo ritenuto conclusa la presenza e l’esperienza in quell’ambito».

Ha giocato d’anticipo anche con la formazione della squadra? È pronta? Come si caratterizza?
«La nostra squadra punta sui giovani che dovranno essere i futuri amministratori. Non abbiamo ricercato la visibilità, il volto noto o coloro che per il loro “passato” sono portatori di voti. Desideriamo l’impegno, la novità, insieme alle competenze che ognuno dei nostri candidati ha. A fare la differenza saranno l’impegno e la serietà nel fare».

Sono iniziati gli incontri con la cittadinanza. Cosa si aspetta da questo confronto? Sarà un equilibrio tra richieste e proposte?
«Ci aspettiamo un serio confronto basato sul dialogo e l’ascolto in reciprocità, senza proposte da libro dei sogni, ma progetti da spalmare nel tempo di due mandati. Fatti credibili, realizzabili con risorse economiche certe e verificabili. Ci confronteremo annualmente attraverso le consulte di quartiere e per le questioni di interesse particolare anche con l’utilizzo del referendum cittadino. I suggerimenti che verranno dai cittadini saranno vagliati con la massima attenzione e fatti nostri qualora le proposte possano essere realizzabili».

Quali le priorità che presenterà agli elettori?
«Purtroppo le priorità saranno diverse, ma una corretta e sana amministrazione prima valuta lo stato dell’arte dell’esistente, poi decide. Possiamo dire che le varie criticità verranno affrontate nei primi cento giorni di mandato e poi messe subito in cantiere. Certamente alcuni progetti saranno rivoluzionari e su questi dobbiamo trovare sinergie dentro e fuori la città. Serve l’entusiasmo e bisogna lavorare a testa bassa, ma con intelligenza. Sono qualità che non ci mancano. Se proprio devo elencare un punto del programma, che ultimamente troppo spesso ci “viene copiato” come dicono i rumors, guarderei all’Ipsia. Credo che, in accordo con la Provincia ed altri enti decisori, sia necessario uno spostamento. Una scelta che deriva dalla valenza provinciale dell’istituto, frequentato in grande maggioranza dagli studenti dei Comuni limitrofi: deve essere valorizzato in ogni settore, compreso quello dei collegamenti. Per una maggiore fruibilità serve una posizione accessibile e ben raggiungibile».

Il nome della sua lista è “Corridonia rinasce”. Dopo quali errori deve rinascere, secondo lei, la città? In cosa ha sbagliato l’amministrazione precedente?
«Stiamo lavorando per due liste , oltre a Corridonia Rinasce ci sarà un’altra lista in formazione. La rinascita cittadina dipende da come si affrontano i problemi e da come si risolvono. Abbiamo toccato con mano l’assenza di una visione del futuro della città, senza una strategia condivisa, purtroppo con la presenza di contrasti che hanno diviso invece di unire. Troppi personalismi, troppe diversità legate solo all’immagine di qualcuno. Quale opera ci si ricorda – si chiede – o quale evento, avvenuto negli ultimi dieci anni? Forse nulla, ma ci si ricorda degli scontri in Consiglio comunale, delle dimissioni di qualcuno, di opporsi sempre e comunque a prescindere. Alcune questioni rilevanti non sono state mai affrontate, perché? Il disagio nelle periferie come viene gestito? Quali sono state le risposte alla questione sociale, alle attività commerciali e imprenditoriali? Dove sono le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni in merito? Ci sembra che l’unico obiettivo sia stato la discussione sul contingente, le accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. Noi non faremo questo, il nostro progetto sarà realizzato senza il libro dei sogni, lo stesso che poi ci si dimentica di mettere in atto dai banchi del consiglio. Il patto che faremo con i cittadini servirà a questo: sarà portato avanti sia se saremo in maggioranza che all’opposizione».

Ha già pensato alla giunta qualora dovesse vincere?
«Assolutamente no, le poltrone e gli incarichi sono materia di discussione che non ci appartiene. Ci interessa portare aria nuova e fresca in Comune. Una vera alternativa dove la politica del fare, impegnandosi ogni giorno, farà la differenza. Gli elettori e le elettrici si renderanno presto conto del diverso modo di amministrare».

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