Pierantoni nel segno della continuità:
«L’errore più grande? Nella comunicazione
Ma dovuto alle emergenze affrontate»

ELEZIONI CORRIDONIA - L'intervista al candidato sindaco di centrosinistra che rappresenterà la maggioranza uscente. «Gran parte della squadra sarà composta dagli attuali consiglieri e assessori. Tra le priorità l'edilizia scolastica, le mura castellane, il sociale e la ripartenza di cultura e turismo». Su Nelia Calvigioni: «Non abbiamo paura, è stata lei a volersene andare». Stoccata alle minoranze e al centrodestra: «Noi non abbiamo simboli di partito e non dobbiamo rendere conto a nessuno per le poltrone, come mi sembra stia accadendo dall’altra parte»
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Manuele Pierantoni

 

di Giulia Sancricca

Corridonia insieme e Pensare Corridonia. Una squadra nel segno della continuità quella che si sta preparando per sostenere il candidato sindaco Manuele Pierantoni della maggioranza uscente. Guardando agli ultimi anni di amministrazione è lui stesso a stilare un bilancio tra le scelte da portare avanti e quelle per cui è necessario aggiustare il tiro. «La comunicazione – ammette – è sicuramente stato il settore in cui abbiamo peccato maggiormente».

State già lavorando alla formazione della squadra? Quali le caratteristiche?
«Sì, siamo orientati a fare due liste come fatto cinque anni fa. Saranno le due civiche senza simboli di partito, come abbiamo fatto in tutte le tre legislature a cui ho partecipato. Per ora sono composte da gran parte dei consiglieri e assessori dell’amministrazione uscente, ma è previsto l’ingresso di nuove figure giovani, ma competenti».

Con la campagna elettorale come vi muoverete? Quando inizieranno gli incontri?
«È ancora presto, gli altri avversari, probabilmente, si devono far conoscere, noi partiremo a breve, ma non subito. Toccheremo tutti i vari quartieri da Colbuccaro a San Claudio, ma bisogna presentarsi con le idee chiare e con quello che si ha intenzione di fare per ogni zona. Non sarà solo ascolto: vorremmo portare proposte serie e fattibili».

Quali le priorità del programma?
«Dobbiamo iniziare a lavorare, ma abbiamo già molte idee chiare. Molti progetti sono stati presentati per il Pnrr e gran parte del programma sarà incentrata su questi.
In cima alla lista l’edilizia scolastica ed anche le mura castellane. Per queste ultime stiamo provando da anni a concludere l’intervento: dopo che sono stati intercettati i fondi con l’amministrazione precedente, durante la quale arrivò un contributo di un milione e 200mila euro, ci si è resi conto che dal progetto di fattibilità a quello definitivo bisognava aggiungere più di un milione alla cifra iniziale. Una cifra che, finalmente, siamo riusciti a coprire con i fondi del Pnrr grazie a un contributo a fondo perduto. A breve avremo anche il progetto esecutivo. Poi l’obiettivo è quello di ripartire con cultura e turismo che, dopo due anni di pandemia, sono stati bloccati. Eravamo partiti con i Mondiali di Paraciclismo, ma dopo pochi mesi è scoppiata la pandemia. È bene ripartire da quella manifestazione che aveva creato entusiasmo. Ora abbiamo riaperto il teatro e vorremmo fare una bella stagione, coinvolgendo le varie realtà che abbiamo a Corridonia. Anche nel sociale abbiamo delle idee da proporre: è un settore a cui abbiamo dedicato molte risorse e ora più che mai ha bisogno di avere un occhio di riguardo».

Vi presentate alle urne nel segno della continuità, ma spesso può essere un’arma a doppio taglio. Dove, secondo lei, dovrete aggiustare il tiro?
«Sicuramente sulla comunicazione. Forse abbiamo peccato su questo, ne siamo coscienti, ma è stata una mancanza dovuta anche alle emergenze che abbiamo vissuto. Su questo mi sono confrontato altri sindaci dei Comuni vicini ed i cittadini hanno criticato lo stesso modo di fare: sono mancate assemblee pubbliche, spesso ci siamo trovati a fare delle scelte dettate dall’emergenza».

Per quanto riguarda le strade da proseguire?
«La continuità delle opere pubbliche è importante. Per la scuola dell’infanzia e primaria prevista in zona Sant’Anna ci sono scelte già fatte dall’amministrazione precedente per la quale abbiamo preso il finanziamento del sisma e ottenuto fondi grazie al bando del Miur. In merito alla scuola media all’ex mattatoio, siamo al progetto di fattibilità e, nel realizzare quello definitivo, vedremo le varie criticità che ci verranno evidenziate dai cittadini e dai dirigenti scolastici. Noi abbiamo visto che era fattibile: la Soprintendenza ci disse, informalmente, che potevamo demolire gran parte della struttura esistente e ricordo che all’epoca la maggioranza era composta da tutti, anche da Nelia Calvigioni. Decidemmo insieme quel luogo e abbiamo portato avanti quella scelta. Ora vedremo come procedere con le criticità».

A proposito di Nelia Calvigioni. Lei ha ricordato di essere stato presente nelle ultime quattro tre legislature. Tutte hanno visto la partecipazione della Calvigioni. Teme che ora mancherà qualche numero?
«Non abbiamo nessuna paura. Nelia Calvigioni, cinque anni fa, ha preso i voti che spettano a un candidato che per dieci anni ha guidato la città. Noi abbiamo fatto i nostri cinque anni in continuità con le scelte precedenti: gran parte della giunta era composta da persone che hanno iniziato con Nelia e proseguito con Paolo (Cartechini, ndr). Penso che in tutti questi anni siano state fatte delle scelte, in alcune ci sta anche l’aver commesso degli errori. Spero di portare a termine quello che è rimasto, sia dal punto di vista della ricostruzione che del futuro legato al Pnrr, e anche di proporre nuovi progetti. Nelia ha fatto le sue scelte: si è posta in modo deciso sin dall’inizio, proponendo le sue idee, ma quando una maggioranza composta da undici consiglieri ha una sola persona ad andare controcorrente non può cedere all’aut aut del singolo. Ha scelto lei di uscire dalla maggioranza. Non critico nessuno. Ho sempre cercato di criticare la scelta politica, ma mai le persone. I fatti sono questi, poi i cittadini valuteranno».

Avete già pensato alla possibile giunta in caso di vittoria?
«No. È una cosa che non è mai stata fatta nelle ultime legislature. Né con Nelia Calvigioni, né con Paolo Cartechini è mai stata decisa prima. Il fatto che non ci sono simboli di partito dimostra che non dobbiamo rendere conto a nessuno per le poltrone, come mi sembra stia accadendo dall’altra parte. Tutto sarà fatto in base ai voti e alla competenze».

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