Il Velluti accende la polemica elettorale
dopo un post dell’amministrazione
«I voti contrari non erano per il teatro»

CORRIDONIA - La giunta ha pubblicato su Facebook le foto dell'inaugurazione e tutte le votazioni in Consiglio sul progetto. La minoranza replica: «Non hanno mai comunicato nulla, ora il dietrofront. Il nostro dissenso era sul Piano delle opere pubbliche»
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Il post dell’amministrazione

Appena riaperto, al teatro Velluti di Corridonia va in scena la polemica politica. Nel periodo che precede l’appuntamento alle urne, anche l’inaugurazione della struttura chiusa dal 2016 è occasione di scontro. Ai consiglieri di minoranza, che per le elezioni hanno costituito la lista “Cambiamo Corridonia” guidata Giuliana Giampaoli, non è affatto piaciuta la sottolineatura dell’amministrazione Cartechini che, in un post su Facebook, ha accostato le foto della riapertura con una nota che riposta i voti contrari dell’opposizione al Piano delle opere pubbliche, lo stesso che prevedeva – tra gli altri progetti – la messa in sicurezza del teatro. Come a dire che il plauso della minoranza alla riapertura della struttura stonasse con le posizioni prese precedentemente in consiglio comunale. È per questo motivo che gli otto consiglieri di minoranza hanno voluto chiarire la loro posizione, lanciando comunque una stoccata all’amministrazione.

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Il candidato sindaco Manuele Pierantoni e il sindaco uscente Paolo Cartechini

«Accogliamo con gioia l’inversione di marcia fatta dall’amministrazione sul piano della comunicazione – esordiscono – . Per cinque lunghi anni è stata latitante. Non ha comunicato in epoca Covid, durante l’iter che ha portato Corridonia ad avere sette siti idonei per ospitare la discarica, in merito ai servizi delocalizzati dall’ospedale cittadino oggetto di ristrutturazione, non ha comunicato mai spontaneamente in merito allo stato dell’arte legato alla ricostruzione scolastica, non è riuscita a comunicare in tempo neanche l’aumento dei pasti scolastici decisi da un giorno all’altro a scuola iniziata senza un briciolo di programmazione solo per fare alcuni esempi».

«Come paradosso – aggiungono – non ha neanche comunicato alla cittadinanza quando il consigliere delegato alla comunicazione ha rinunciato alla delega e soprattutto non ne ha spiegato neanche le motivazioni.
Ci riempie di orgoglio – scrivono – essere destinatari di una comunicazione ufficiale alla cittadinanza, da parte di un’amministrazione che non ha mai comunicato: significa che il lavoro fatto in questi cinque anni e la direzione intrapresa per offrire alla città una proposta di governo alternativa sono giuste. Capiamo che un politico navigato, che si lascia alle spalle un mandato anonimo, debba cercare di giustificare l’inconsistenza amministrativa anche mistificando i fatti puntando tutto sulla denigrazione dell’avversario. Ma a noi sembra evidente che il re è nudo».
I consiglieri di minoranza, infatti, specificano che le votazioni contrarie al Piano delle opere pubbliche non riguardavano direttamente il teatro. «Abbiamo sempre motivato ogni singola scelta in consiglio comunale – precisano – ed esternalizzato tutte le perplessità legate alle proposte amministrative che venivano servite sul piatto senza un minimo di confronto e poi confluivano nel piano delle opere pubbliche. Il fatto che in cinque anni non sia partito neanche un progetto ex-novo potrebbe essere un buon metro di misura per capire dove alloggia la ragione».

(g. s.)

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