Il virologo Menzo sulla variante inglese:
«Sta conquistando tutte le Marche,
servono misure tempestive»

L'ESPERTO - Il direttore di virologia dell’azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona sulla situazione legata alla mutazione del virus che in regione ha una incidenza del 57,9%, superiore a quella nazionale. «Per fortuna si sta intervenendo. Speriamo le misure funzionino. Al momento sono sporadici i casi delle varianti brasiliana e sudamericana»
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Stefano Menzo

 

di Francesca Marsili

«La variante inglese sta conquistando quasi tutto il territorio marchigiano anche dove non nelle settimane precedenti non era presente. Sporadici i casi di quella quella brasiliana e sudafricana. Fortunatamente, sebbene tardivamente, si sta intervenendo. Speriamo che le misure funzionino altrimenti esiste il rischio che anche le altre due possano espandersi». A dirlo è Stefano Menzo, direttore di virologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona, dopo la pubblicazione sul sito del Ministero della Salute del report sulla prevalenza della cosiddetta “variante inglese” del virus Sars CoV-2, indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le regioni. Nel report della “flash survey” svolta il 18 febbraio emerge come nelle Marche su 38 campioni positivi analizzati, in 22 è stata sequenziata la variante inglese denominata B.1.1.7. con un’incidenza del 57,9 per cento. Dato che evidenzia altresì una presenza della mutazione britannica nella nostra regione più alta rispetto alla media di incidenza nazionale che si attesta sul 54,0 per cento. Il laboratorio diretto dal professor Menzo è uno degli oltre cento dislocati in tutto il territorio nazionale che ha contribuito all’indagine di sorveglianza condotta dall’Istituto superiore di Sanità e al Ministero della Salute che richiedeva di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziarne il genoma con l’obiettivo di evidenziare la circolazione delle varianti e capire come intervenire. Il campione richiesto, spiega l’Iss, è stato scelto dalla nostra regione (come fatto dalle altre), in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e per fasce di età diverse. Una prima e precedente stima fatta i primi di febbraio sempre attraverso dati forniti dalle singole regioni, aveva fornito un quadro che evidenziava il 18 per cento di prevalenza della variante inglese in circolazione. Dato che, messo in relazione con il più recente campionamento,  ne attesterebbe l’attuale prevalenza dovuta al più alto grado di trasmissibilità. Oltre al fatto che, come sottolineato dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro «se ripetuto oggi, evidenzierebbe un’incidenza ancora più alta».

ultimo-giorno-screening-di-massa-palarorgimento-tamponi-covid-civitanova-FDM-5-650x434Sequenziare non è semplice, è un lavoro pesante e richiede delle competenze particolarmente elevate. «Ai laboratori va riconosciuto il grande sforzo per garantirci questo risultato che si somma al lavoro routinario di diagnostica del Covid-19» ha dichiarato il presidente Brusaferro nel corso della conferenza stampa sul nuovo Dpcm ringraziandoli per il grande lavoro svolto. L’attuale andamento epidemiologico marchigiano dove la crescita dei casi è trainato dalle varianti che oramai sono le forme prevalenti di Covid-19, ricalca esattamente quella che è la sintesi emersa dal lavoro svolto sul territorio nazionale e che indica come la circolazione della variante inglese è oramai maggioritaria. «E lo diventerà sempre di più – avverte il virologo Menzo – se non si mettono in atto delle misure restrittive. Anche se spiacevole bisogna essere coraggiosi e intervenire tempestivamente perché gli effetti di una chiusura oggi avranno efficacia dopo almeno quindici giorni». Il timore è quello di essere travolti da una terza ondata. Gli interventi restrittivi messi in atto nella nostra regione dal governatore Francesco Acquaroli per arginare focolai, vedono la provincia di Ancona entrata oggi in zona rossa. Una scelta oramai obbligata di fronte ad un incremento di contagi oltre il limite delle nuove linee guida stabilite dal Comitato tecnico scientifico. Resta alta l’attenzione anche sugli altri territori: osservato speciale la curva epidemiologica in crescita nella provincia di Macerata. L’espandersi della variante inglese indicata con la sigla B.1.1.7 è dovuta alla più elevata trasmissibilità. La strategia del governo punta ad agire tempestivamente nei confronti delle amministrazioni locali. L’obbiettivo è quello di individuare il prima possibile nuovi focolai e isolare le zone ad alto rischio. I dati del consueto monitoraggio settimanale dell’Iss potrebbero arrivare già oggi mentre domani ci sarà un nuovo incontro della cabina di regia tra governo e Regioni. «Il processo è esploso con la riapertura delle scuole dove non sempre vengono messi in atto atteggiamenti responsabili. A questo poi si somma il “fuori” dove le occasioni di socialità aumentano il rischio di contagio – evidenzia il virologo Menzo – Dispiace chiuderle ma sono vettori che pesano, cosi come i locali. Occorre avere il coraggio di mettere in atto misure tempestive perché attendere prolunga il tempo di “lockdown”».

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