I sindaci alle prese col rebus restrizioni
tra Dpcm e nuova ordinanza regionale
«Dati sulla soglia comunicati solo oggi»

I COMMENTI dei primi cittadini di Civitanova, Recanati, Montecosaro, Morrovalle, Porto Recanati, Pollenza, Montefano, Cingoli, Sarnano ed Esanatoglia. I loro comuni sono a rischio perché l'indice di contagi su 100mila abitanti supera quota 250. Tutti sono in attesa delle nuove disposizioni (venerdì possibile zona rossa), alcuni lamentano comunicazione tardive
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Da sinistra, in alto: i sindaci Luigi Nazzareno Bartocci, Angela Barbieri, Reano Malaisi, Luca Piergentili, Giuseppe Montemarani. In basso i sindaci: Mauro Romoli, Roberto Mozzicafreddo, Fabrizio Ciarapica, e Antonio Bravi

 

Attesa per il nuovo Dpcm e per l’ordinanza prevista per venerdì del governatore Acquaroli nei dodici comuni che hanno saputo di avere un tasso di oltre 250 casi raffrontati a una popolazione di 100mila abitanti. I dati sono stati annunciati in mattinata nel corso di una videoconferenza tra i sindaci del Maceratese, il governatore Acquaroli, l’assessore Filippo Saltamartini, la direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi. I primi cittadini di 10 comuni hanno fatto il punto con Cronache Maceratesi.

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Mauro Romoli, sindaco di Pollenza

«Il governatore Francesco Acquaroli ci ha già preannunciato un’ordinanza per la zona rossa nella provincia di Ancona (adottata verso le 17, ndr) e venerdì un’altra ancora – spiega il sindaco di Pollenza, Mauro Romoli -, in questo caso per i comuni più a rischio della provincia di Macerata. Da come sarà scritto il Dpcm si capirà bene quello che ogni comune dovrà fare». La nuova ordinanza della Regione, che seguirà il Dpcm, potrebbe portare alla creazione di zone rosse nei 12 comuni con incidenza di 250 mentre il resto della provincia potrebbe restare arancione. Romoli sulla situazione contagi nel suo comune spiega: «Ad oggi a Pollenza risultano 58 positivi con un tasso di 0,88 che è molto più alto della soglia di allerta dello 00,25 e in base a cosa sarà scritto nel Dpcm mi regolerò per la chiusura delle scuole e di altre attività».

«Certo, il dato del tasso sopra 250 potevano anche comunicarcelo prima dalla Regione invece di farlo nel corso di una videoconferenza. Noi lo abbiamo scoperto così – dice il sindaco di Recanati, Antonio Bravi -. La situazione comunque nel mio comune non sembra così pesante. Anche nelle scuole, ci sono stati casi ma nulla di più rispetto al passato. L’unica cosa da fare sarebbe proprio chiudere le scuole rimaste aperte, ma per ora non mi sembra ci sia questa necessità.

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Antonio Bravi

Da ieri siamo in zona arancione, ci vorrà qualche giorno per sapere se le misure stanno avendo effetto, dunque mi sembra giusto monitorare la situazione e vedere come si evolve prima di prendere provvedimenti – continua il sindaco Bravi -. Lasciare le valutazioni ai sindaci poi mi sembra una strada sbagliata. Andrebbe fatta una cosa unitaria. Ci aspettavamo alla fine della riunione una indicazione che valesse un po’ per tutti». Tra i comuni messi peggio c’è Sarnano, che in provincia è seconda per tasso di contagi su 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni (1.576): «Dopo che verrà pubblicato il Dpcm, vedremo con l’Asur di prendere le decisioni necessarie – dice il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, che in questi giorni è in isolamento a casa perché positivo al Covid -. Ad oggi non ci sono numeri rilevanti sulle scuole del nostro comune, visto che la materna è chiusa con il rientro in presenza che è previsto per lunedì e non ci sono nuovo contagi accertati.

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Il sindaco Luca Piergentili

Per quanto riguarda la classe quarta delle elementari, invece, domani ci sarà il rientro in classe, con gli alunni che saranno sottoposti al tampone nella prima mattinata. La situazione generale a Sarnano è comunque sotto stretta osservazione visto che i casi hanno comunque superato la soglia di allerta». Sulla sua condizione di salute dopo il contagio: «Ho un fastidioso raffreddore e non ho mai avuto la febbre, nel complesso sto bene e spero quanto prima di guarire».

La situazione peggiore in provincia è quella di Esanatoglia, dove nei giorni scorsi il sindaco Luigi Nazzareno Bartocci aveva chiuso parchi, aree verdi.

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Nazzareno Bartocci

«Nel nostro comune vengono contati anche i 15 residenti della casa di riposo, in altri non viene fatto. Ma a parte questo, è evidente che siamo messi male. Il discorso delle zone rosse dipende dal Dpcm. Stasera attendiamo un incontro con i vertici dell’Asur per valutare la situazione. Aspettiamo anche di conoscere se nel nuovo Dpcm partono in automatico i ristori per le aziende in zona rossa». Sulla chiusura delle scuole: «sono d’accordo serva per avere consenso, ma dopo va a finire che i bambini dove stanno? Vanno a casa dei nonni. Mi chiedo: i bambini sono più sicuri a casa o in giro invece che a scuola con le mascherine e tutte le accortezze per evitare contagi?».

Il più grande comune nella rosa dei 12 con un tasso che supera 250 è Civitanova: «Il tema principale è quello delle scuole e in questo caso aspettiamo le linee guida del prossimo dpcm. Al momento non sono in previsione provvedimenti restrittivi ulteriori.

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Fabrizio Ciarapica

Siamo già in zona arancione e nel fine settimana non dovrebbero esserci assembramenti con i locali chiusi – dice il sindaco Fabrizio Ciarapica -. Venerdì faremo un’ulteriore riunione e leggeremo i dati che comunque per la provincia di Macerata sono in crescita. Ora il dato da analizzare è quello dei contagi per 100mila abitanti. Civitanova sta a 286 su 100mila, quindi un dato anche inferiore rispetto alla media regionale che è di 293. Ancona ne ha 452. Ma in provincia di Macerata ci sono comuni come Esanatoglia o Sarnano che sono molto sopra la media. Attendiamo per questo un criterio unitario. Dal punto di vista scolastico nella nostra città la situazione non è critica. Le classi in quarantena rispetto alla popolazione studentesca sono in numero minimo e paradossalmente chiudere le scuole potrebbe avere un effetto contrario con i bambini costretti magari a stare  con i nonni o addirittura in giro».

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Roberto Mozzicafreddo sindaco di Porto Recanati

«Attendiamo il nuovo Dpcm e ne ridiscuteremo per poi capire come procedere – dice il sindaco Roberto Mozzicafreddo, primo cittadino di Porto Recanati -. Ogni primo cittadino prenderà le sue decisioni, ad esempio sulla chiusura delle scuole o meno, anche e soprattutto in base ai parametri dell’Asur». Angela Barbieri, sindaca di Montefano: «Prendiamo atto di quello che ci dicono, adesso verificheremo la situazione. Il Comune capofila (Macerata) avrebbe dovuto avvisarci con maggiore tempestività, inviandoci i dati. Che Montefano sia tra i 12 comuni a rischio io l’ho scoperto a questa riunione, convocata mezz’ora prima».

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Angela Barbieri

Provvedimenti? «Qui problemi a livello scolastico non ci sono anche se l’indice sta salendo, ma non è legato alla scuola. Riscontro più contagi a livello familiare. La polizia locale sarà più presente sul territorio, sempre tenendo conto che abbiamo forze ridotte. Abbiamo installato il drive-in per il weekend, cerchiamo di fare il possibile ma ci deve essere un maggiore coordinamento, così non siamo minimamente coinvolti».

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Stefano Montemarani

«Per ora non abbiamo preso decisioni – dice il sindaco di Morrovalle, Stefano Montemarani -. Attendiamo di conoscere il Dpcm che sta per uscire, stando alle anticipazioni che si sentono, dovrebbe contenere novità importanti. Che dovrebbero guidare nelle scelte dapprima le regioni e poi anche i comuni».

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Reano Malaisi

«Prima del fine settimana la Regione ci convocherà di nuovo e si stabilirà il da farsi – dice il sindaco Reano Malaisi -. Nel frattempo non ci saranno, almeno per quanto mi riguarda, nuovi provvedimenti. A Montecosaro le scuole sono già chiuse per la compresenza di diverse classi in quarantena sia alla primaria Mandela, per la presenza di un cluster alla scuola di infanzia Lussu, per cui fino all’8 marzo tutta scuola ha attivato la dad».

Il sindaco di Cingoli, Michele Vittori, che giovedì scorso aveva già chiuso le scuole: «Cingoli confina con diversi comuni dell’Anconetano – spiega – e ci sono sia alunni che personale che gravitano su Cingoli.

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Michele Vittori, sindaco di Cingoli

Avevamo subito notato che principalmente la forte evoluzione del contagio era in ambito scolastico. Mi sono confrontato anche con i medici che si occupano di quella fascia d’età e questo mi ha portato a prendere quella decisione pur nella consapevolezza delle difficoltà che ha creato ma non poteva essere diversamente». La misura «presa in via precauzionale per evitare situazioni spiacevoli» non è stata confermata dalla Regione che ha delimitato per ora la zona rossa nell’Anconetano. «Sono in attesa di indicazioni generali che dovrebbero uscire a breve ma ho già tutelato in maniera forte il territorio». Gli ultimi due comuni dei dodici sono Matelica, dove oggi il sindaco ha deciso stamattina per la chiusura delle scuole e nel pomeriggio anche parchi, giardini, impianti sportivi pubblici all’aperto e Castelraimondo (attualmente commissariata).

(di Redazione Cm)

 

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