«Nessuna omelia sul corpo delle donne»
In 300 manifestano in piazza (FOTO)
MACERATA – Hanno portato stampelle, ombrelli e fulmini rossi, per difendere la legge sull’aborto, mostrare solidarietà alle donne polacche e condannare le parole di don Andrea Leonesi. Intanto l'ex sindaco Carancini si appella al vescovo: «La comunità ha bisogno di un suo intervento, magari durante la messa di domani all'Immacolata»
Testimone simbolico, più delle stesse parole, i simboli quali le grucce, gli ombrelli e il fulmine rosso. «Vi chiederete perché vi abbiamo chiesto di portare una stampella. Questo strumento rappresenta un esplicito richiamo agli aborti illegali, domestici, clandestini, ultima istanza in un momento in cui era impossibile ricorrere alle procedure mediche, legali e sicure, per interrompere una gravidanza. Oltre ad essere un monito, la stampella, insieme all’ombrello e il fulmine rosso, è uno dei simboli scelti dalle donne polacche nelle loro manifestazioni di piazza, verso le quali esprimiamo solidarietà e sostegno. Essere qui oggi, è un atto politico». Così Cecilia Ercoli, di Non Una Di Meno Macerata, apre la piazza. Il suo è solo uno dei tanti moniti alla reazione e vicinanza alle donne polacche. Una, tra queste, Zuzia Luczak, presente proprio a Macerata, ha mostrato solidarietà anche alle compagne polacche, incitando: “Tojestwojna!” (“Questa è guerra!”).
Accanto all’attivismo anche esponenti dell’Osservatorio di genere, Claudia Santoni che ribadisce come «le parole pronunciate dai ministri del culto non rappresentano l’attuale situazione della donna. Abbandoniamo questi luoghi comuni». Polemiche che hanno toccato la città tutta, compresa l’Università di Macerata rimasta allibita dalle dichiarazioni della professoressa Clara Ferranti mostratasi totalmente favorevole all’omelia del parroco. «Dal Rettore ci aspettavamo una presa di posizione più marcata, ma capiamo come in rappresentanza di diverse categorie non si sia sbilanciato troppo. Critichiamo fortemente, invece -ha detto Francesca Camilla Bollettini (rappresentante di Officina Universitaria) – l’intervento odierno di Adinolfi. Ha giudicato il Rettore, accusandolo di una limitata libertà di espressione, fatto alquanto inesistente». È alla stessa Ferranti che, delle attiviste, hanno dedicato una preghiera, piuttosto rivisitata. Le Marche non erano sole. Una risonanza a livello nazionale, che, in collegamento telefonico ha portato anche la voce di “compagne e compagni” sardi e veneti. Presenti al corteo anche i primi a segnalare la gravità dell’omelia, i rappresentanti di Sinistra Italiana Macerata e con loro anche i consiglieri Pd, Ninfa Contigiani e Andrea Perticarari.
Romano Carancini e il vescovo Nazareno Marconi
«A me sembra necessaria non tanto per tutti coloro che ci guardano da fuori e ci giudicano – dice Carancini – bensì per noi, per la nostra comunità cittadina che credo non abbia bisogno di ulteriori strappi sociali, divisioni, animosità, crociate, bensì semmai, dentro pure ad un confronto di merito su temi cruciali come l’aborto o la pedofilia, del rispetto reciproco, della tolleranza, della umanità. Le chiedo di andare alla messa domani e le sue parole di pace risuonino in quella meravigliosa chiesa, luogo così tanto determinante negli ultimi 50 anni per la vita, la crescita sociale e la consapevolezza della città, per la profonda catechesi che ha saputo trasmettere nella formazione di giovani e coppie, per il laboratorio di idee innovative che ha avvicinato tante persone grazie a progetti di partecipazione, per l’apertura intellettuale che ha saputo incarnare. Senza rinunciare per un solo istante, quella chiesa, quel luogo, quelle persone, nella propria attività quotidiana, ai valori di Cristo. Vescovo – continua il consigliere regionale – quello che infatti sta accadendo dopo l’omelia di Don Andrea, soprattutto nei social, oggi lo strumento più potente e pericoloso di comunicazione tra le persone, è la degenerazione del confronto: insulti, accuse, ostilità personali tra persone che non si conoscono, divisioni per appartenenze politiche. Le parole, le tante parole scritte spesso sono pietre che vengono usate per colpire, per etichettare, per negare l’altro, per accusare, qualche volta anche per minacciare. Per quanto il tempo potrà lenire io credo che la comunità maceratese si porterà dietro le ferite dell’intolleranza e dell’individualismo che pure questa vicenda ha espresso. Vescovo, la comunità maceratese ha bisogno, oggi, della sua buona parola di riavvicinamento della comunità e sono convinto lei saprà farlo aiutandoci a distinguere i diversi piani dei possibili confronti tra tutti noi sugli argomenti di cui si discute: la dottrina della chiesa sull’aborto; la legge e i diritti delle persone, in particolare quelli delle donne, sullo stesso tema; l’ignominioso reato della pedofilia che pure vive e si alimenta dentro la nostra società. Personalmente non entro nel merito del confronto perché, prima di me, alcuni contributi, nei quali mi riconosco, sono stati esemplari per una riflessione sulle parole di Don Andrea. Su questo, il pensiero profondo, equilibrato, vero e, per certi versi, doloroso di Elisabetta Garbati a cui aggiungo quello acuto, sociologico-umano di Massimiliano Colombi, almeno secondo la mia opinione, ci aiutano a dirimere il campo tra l’io ed il noi, tra l’odio e la relazione umana, tra l’errore e la consapevolezza. Vescovo, don Nazzareno – conclude l’ex sindaco – manca un pezzo, una sua parola di riconciliazione. Lo faccia anche per don Andrea».



































Ma quanta importanza viene data a questo sacerdote? Quando il vescovo convocò gli aspiranti sindaci di Macerata nessuno protestò.
piu coscienza civile piu senso dello stato e meno importanza ai ” fondamentalisti” cattolici di problemi ne abbiamo abbastanza ..
ave vulva
Siete molto contente che avete insultato abbastanza il vicario, la vostra manifestazione di questo pomeriggio e’ stata veramente una pagliacciata, ora basta adesso c’e’ una grossissima emergenza sanitaria senza fine che dobbiamo combattere x la nostra salute.
Un preservativo nooo….????
C’era una pubblicità una volta che diceva…” …pensaci primex…… !!!”.
Se si pretende rispetto bisogna anche concedere rispetto….
Chi tiene in mano il cartello ave vulva pretenderebbe rispetto?
@Germana Chistoni
La penso come lei. Oltre tutto, non è che il vescovo si sia distinto, in questi anni, per prese di posizione particolarmente illuminate.
Gli esponenti politici dovrebbero imparare a sostenere delle posizioni in maniera autonoma, invece di cercare stampelle nelle organizzazioni religiose.
Tuttavia, pretendere questo da Carancini è come pretendere di cavare sangue da una rapa.
manca un ave clitoride e questa ignoranza così provinciale suscita compassione…
Beh, è ciò che ci aspettavamo: una manifestazione di intolleranti “senza Dio”, bolscevichi, tardo-sessantottini rivoluzionari in pantofole, ghigliottinari fuori epoca e “cattocomunisti”, cattolici-comunisti, ossia un’alchimia impossibile di diavolo e acquasanta, tenuti insieme su di una poltrona politica.
Adesso sappiamo che vorranno chiudere, in forza ad una legge liberticida f come quella Zan del democratico PD, vorranno chiudere – ripeto – la bocca perfino ai sacerdoti dal pulpito. Sì è unito un ex-sindaco di nome Carancini che chiede al vescovo di mettere pace… Come e perchè? Smentendo un suo sacerdote che ha parlato come parlerebbe papa Francesco? Una chiesa cattolica non è un consiglio comunale, nè una università alla Adornato…
Capiamo la reazione di una banda di femmine disperate e perdenti, che vogliono gestirsi giustamente l’utero, ma, da razziste, considerano niente la dignità della donna del Terzo Mondo, tanto da accettare l’utero in affitto, ossia lo sfruttamento della donna povera in nome di LGBT, affittato da maschietti impotenti a partorire… Diano esse stesse gratis l’untero in affitto, se ne hanno il coraggio.
Si mettano in testa che prima o poi i cattolici usciranno dalle chiese e andranno in piazza per difendere la vera democrazia, non quella falsa del PD.
Macerata, negli ultimi due anni, si è fatta conoscere nel mondo per due fatti.
Primo: un fanatico ha pensato di vendicare un omicidio, efferato ma che non aveva motivazioni razziali o ideologiche, andando a sparare in giro a persone con un diverso colore della pelle e a una sede di partito considerato difensore degli immigrati (e, quando è stata organizzata una manifestazione di condanna, non vi hanno aderito né il sindaco, né il vescovo).
Secondo: un parroco ha pronunciato una predica in cui, oltre a pronunciare parole durissime contro l’interruzione volontaria della gravidanza (che, sia detto una volta per tutte, non è un omicidio), l’ha, di fatto, considerata meno grave della pedofila.
Se fossi maceratese io qualche domanda me la farei.
Ho visto su internet alcune immagini del sitin di stasera. Che ne pensano l’ex assessora (sic)alla cultura, la scrittrice, la consigliera comunale della dizione esplicita dell’organo femminile associato alla croce simbolo cristiano e alla Madonna,e della invocazione alla grande teologa barbara d’urso(quest’ultima senza alcun senso del ridicolo)?Licenze poetiche in nome di una giusta causa?NO!odio puro contro la chiesa e i suoi rappresentanti! Non ci sono idee o progetti dietro a tutto questo, ma solo odio e desiderio di ferire i sentimenti religiosi e umani degli altri
E queste persone pontificano e danno giudizi spietati sugli altri!Vorrei che la mia città non esistesse più a una simile volgarità
A queste ragazzine che sbraitano ed agitano striscioni volgari e senza significato, qualcuno potrebbe spiegare per esempio che il raggiungimento della civiltà è il preservativo non l’aborto.
Con 5 euro di preservativi si evitano un intervento, un costo ulteriore a carico della sanità e le puttanate di Don Leonesi.
Invece per i preti pedofili il preservativo non basta, l’unica cura è la castrazione e la galera.
Mamma mia che scempio….quanta cattiveria ed anche stupidità.
Se siete donne e uomini maturi e responsabili vi comportate e fate come ritenete piu opportuno libera scelta, la legge c’è, chi vuole non abortisce, la chiesa fa il suo, lo stato anche, la cittadina decide.
I sacerdoti sono uomini, possono sbagliare, leggo che questo sacerdote ha delle piccole difficoltà nel parlare…sparate contro a chi non può fare meglio….le donne hanno il diritto di protestare, debbono protestare sempre ed anche per molto meno….troppi sopprusi si sono fatti e si fanno.
L’unica cosa non vomitevole della manifestazione di sabato è il cane
La libertà religiosa è minacciata. Non si può predicare la Fede in CRISTO GESU’ nemmeno in chiesa. L’intolleranza è arrivata a questo. Addirittura Carancini invita il vescovo a ritrattare? Siamo alla follia o meglio alla minaccia di essere Cattolici. Basta, ogni ognuno rispetti la legge, libero Stato in libera Chiesa.
Quanta volgarità su quei cartelli!
La civiltà è l’uso del preservativo non l’aborto.
Con 5 euro di preservativi si eviterebbero un intervento, ulteriori costi a carico della sanità e le puttanate di Don Leonesi.