Nuova giunta, parte il toto assessori
Una decina di nomi per Parcaroli
e la “new entry” Tonino Pettinari

POST VOTO - Il neo sindaco ha già detto che vorrà 10 persone in giunta, il presidente della Provincia è uno dei più probabili. Per la Lega ci sono Andrea Marchiori e Francesco Luciani, Francesca D'Alessandro e Paolo Renna per FdI, Riccardo Sacchi per Forza Italia e Silvano Iommi per la civica. Ecco tutti gli altri
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Parcaroli con il presidente della Provincia Pettinari, in odore di assessorato

 

di Luca Patrassi 

Il tempo di chiudere la partita delle elezioni, andare a vedere chi sono i consiglieri comunali e per il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli è già aperta la questione della formazione della nuova giunta. Partita aperta subito dalle dichiarazioni dello stesso Parcaroli che, appena avuta l’ufficialità della vittoria, ha detto che il suo sarà un gioco di squadra, dieci assessori e un sindaco. Undici insomma, come ogni squadra che si rispetti. Se Parcaroli ha detto dieci, un motivo ci deve essere stato, di sicuro ha già in mente uno schema. Vediamo quale può essere.

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Parcaroli con Francesca D’Alessandro, altra possibile assessora

Di sicuro, come ha già detto, vuole piazzare uomini di sua assoluta fiducia in settori chiave (un altro, il dodicesimo, sarà il presidente del Consiglio comunale). Potrebbero essere un city manager come gli assessori all’Urbanistica e ai Lavori pubblici per i cui ruoli girano rispettivamente i nomi dell’architetto Silvano Iommi e del presidente della Provincia Antonio Pettinari, uno dei primi a festeggiarlo oggi pomeriggio. Possibile anche che Parcaroli sia alla ricerca, per dire, perché sicuramente è un nome che ha già bene in mente, di un manager capace di intercettare risorse e di proporre il territorio a chi vuole investire. Tornando, per un attimo, alla politica di una volta – giusto per non far agitare i referenti dei partiti che hanno appena chiuso una campagna elettorale dura e si attendono risposte in termini di assessorati – ecco i nomi che circolano legati a liste e movimenti. La Lega ha il “problema” del già candidato sindaco Andrea Marchiori da collocare in un qualche ruolo, ma ha anche la spinta di tanti consiglieri che hanno superato quota cento preferenze. Il primo è il sindacalista dei carabinieri Francesco Luciani: sembra logico abbinarlo al tema della sicurezza, ma quello che in politica sembra logico poi non accade.

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Sandro Parcaroli con Riccardo Sacchi, anche lui papabile assessore

Secondo in classifica l’avvocato Aldo Alessandrini. Tra le donne, pure tra le prime in classifica, ci sono la commerciante Laura Orazi, la commercialista Maria Oriana Piccioni e la veterinaria Laura Laviano. Fratelli D’Italia ha vissuto del duello tra il coordinatore cittadino Paolo Renna e l’ex civica Francesca D’Alessandra vinto dal primo, ma anche in questo caso possibile che ad essere scelta sia la D’Alessandro, forse ai Servizi sociali. Ma non è escluso che Fdi prenda due assessori e a disposizione c’è anche l’esperienza dell’ex dirigente scolastico e consigliere comunale di lungo corso Pierfrancesco Castiglioni.

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Sandro Parcaroli e Pierfrancesco Castiglioni

Forza Italia ha visto la cavalcata solitaria del coordinatore provinciale Riccardo Sacchi, avvocato con studio sulla piazza dello Sferisterio. La vicinanza al luogo potrebbe avergli suggerito la delega alla Cultura, da capire quello che ne pensa Parcaroli. Non secondario il pensiero di Parcaroli, per Sacchi come per tutti gli altri. Poi c’è la lista civica del sindaco che pure è uscita benissimo dalle urne:il più votato è Alessandro Bini ma anche in questo caso la componente femminile è molto professionale e preparata: in testa alle preferenze ci sono Romina Leombruni, Sabrina De Padova e Patrizia Pgananelli. L’Udc ha visto l’assolo dell’ex assessore al bilancio della giunta Carancini Marco Caldarelli, seguito da Antonella Fornaro, poi il duo centrista di Villa Potenza formato da Marco Foglia e Massimo Pizzichini. Non è entrato in Consiglio il Nuovo Cdu di Mattia Orioli che però ha mostrato di aver saputo costruire una lista e uno schema di azione: possibile che tra i dieci ci sia anche lui. Un altro concetto sempre esternato da Parcaroli è quello del coinvolgimento attivo delle minoranze: chissà, per far saltare sulla sedia l’ex avversario Narciso Ricotta, che non pensi a una delega ambientale per il rappresentante pentastellato Roberto Cherubini.

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