Ricotta sconfitto al primo turno:
«Voto politico, lo rispettiamo»
MACERATA – La dichiarazione a caldo del candidato sindaco di centrosinistra: «Questa città ha subìto ferite che hanno acuito paure e tensioni, che si sono riversate su chi ha amministrato. Garantiremo un’opposizione leale e costruttiva»

Narciso Ricotta, candidato sindaco del centrosinistra
Mentre in centro storico iniziano i festeggiamenti per il nuovo sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, Narciso Ricotta, candidato del centrosinistra, commenta la sconfitta a Cm: «E’ stato un voto più politico che amministrativo, con una voglia di cambiamento a prescindere da una valutazione dei programmi e dei candidati. Chiaramente le elezioni regionali, più politicizzate, hanno favorito l’effetto trascinamento nel centrodestra. Questa città negli ultimi anni ha subìto delle ferite: il terremoto, Banca Marche, la vicenda di Pamela e Traini e anche in ultimo il Covid che ha acuito paura e tensione. E purtroppo spesso queste paure e tensioni collettive si riversano contro chi ha amministrato. Comunque il voto è sovrano e noi lo rispettiamo. Auguriamo buon lavoro all’amministrazione. Da parte nostra garantiremo un’opposizione leale e costruttiva».
La previsione per Macerata era inizialmente che si andasse al ballottaggio. Già da ieri sera però, con i risultati delle regionali alla mano si è fatta strada l’ipotesi di una possibile vittoria al primo turno di Parcaroli. Ipotesi che poi si è concretizzata già dai primi seggi scrutinati: Parcaroli ha mantenuto un vantaggio costante, restando sempre sopra al 50% e conquistando quindi il primo turno.
(Fe, Nar.)




Anche il buon Narciso – entrato in conclave come papa e uscito come cardinale – sfugge ad un’analisi obiettiva e realistica dei motivi della sconfitta del centrosinistra, evitando anche adesso di parlare del devastante decennale governo cittadino di Carancini, del quale lui si è assurdamente proposto come erede e continuatore.
Questa pioggia purificatrice di manzoniana memoria, come portò via la peste da Milano, sta ora ripulendo Macerata da quel che restava del PD.
Speravo in una tanto auspicata lezione di Umiltà per il navigato candidato sinistro (ora anche un pò sinistrato), ma vedo che tale lezione, seppur arrivata come un diretto di Tyson, non è ancora stata recepita.
Una riflessione si impone come analisi del voto. I dieci anni di sindaco di Carancini hanno pesato come un macigno. Non credo che siano stati dieci anni di cattiva amministrazione, ma di come si è svolta: autoreferenzialità ed arroganza. Un assessore alla cultura chiuso a tutte le componenti della città, ma solo a chi voleva lei. A questi atteggiamenti c’è d’aggiungere un macigno: una gestione dell’accoglienza dei migranti completamente sbagliata che ha cambiato i sentimenti della città. Narciso Ricotta ha pagato tutto questo e non ha saputo liberarsi da questo accerchiamento aprendosi a componenti nuove e rigenerative della città. Ma ritengo che sarà ancora molto utile nella politica di Macerata per serietà e competenza.
Onore al vincitore, adesso ci aspettiamo di sognare una città con tanto lavoro e ricchezza per tutti. Vedremo se i sogni diverranno realtà.
Spero che l’avv. Ricotta non abbia ancora pagato la fattura alla società demoscopica di Rimini che lo dava testa a testa con Parcaroli. Trattasi di “sola” clamorosa!
Facile nascondersi dietro al voto politico sai benissimo che non e’cosi’questa volta i maceratesi vi hanno chiuso la porta in faccia per sempre!
I cittadini hanno solo manifestato la loro volontà di cambiare e, visto che al potere c’era la sinistra, hanno votato a destra.