«Fase 3, la paura è diffusa:
le imprese si ripensino
in modo compatibile e innovativo »

ECONOMIA - L'associazione invita le aziende a far tesoro del comune sentire e ad agire di conseguenza. L'appello al governo: «Sia una stagione all’insegna del “semplifica, sblocca, snellisci, taglia”»
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A passeggio con le mascherine

«E’ il momento di sviluppare le attività in modo innovativo e compatibile a questa nuova situazione. La Fase 3 deve essere un grande cantiere di riforme che richiede progetti, discontinuità e una visione del futuro. Abbiamo poco tempo». E’ questo il messaggio  che Cna invia alle 1.916 imprese maceratesi attive del settore alloggio e ristorazione, ai 7.705 commercianti ed in generale ai 33.881 imprenditori della nostra provincia. L’associazione prende in esame i dati forniti da una  indagine condotta in questi giorni da Swg (fonte www.swg.it) su un campione rappresentativo di cittadini italiani. Secondo i dati raccolto il 56% degli intervistati avverte una situazione economica complessiva che peggiora di settimana in settimana e solo un italiano su dieci vede piccoli miglioramenti progressivi. La paura di contrarre il virus permane nonostante il numero ridotto di contagiati e per il 77% del campione intervistato la soluzione più sicura per fare acquisti è quella on-line. L’e-commerce e il food delivery surclassano in sicurezza il tradizionale modo di fare la spesa al supermercato (sicuro per il 58%) o acquistare in un negozio (54%). Due italiani su 3 contano di proseguire l’esperienza dei servizi di consegna a domicilio, spesa alimentare inclusa, dopo la positiva sperimentazione fatta durante il lockdown. Ciò che deve far riflettere è però la c.d. “area di insicurezza”, le attività che gli italiani valutano come ancora troppo pericolose da compiere e che, evidentemente, si risparmieranno il più possibile di fare. Questa funesta classifica mette al primo posto appaiati con l’81% la partecipazione agli spettacoli al chiuso e l’uso di mezzi pubblici. Secondo l’indagine, più di 2 italiani su 3 hanno forti riluttanze ad andare a mangiare fuori come ad andare in ospedale per fare una visita medica, due attività completamente diverse ma con la stessa percentuale di rischio percepito. In coda alla classifica delle attività valutate più a rischio troviamo l’andare al bar e dal parrucchiere/estetista, valutate pericolose da circa un italiano su 2. Quello che vorrebbero fare gli italiani oggi è, nell’ordine: stare all’aria aperta (87%), incontrare amici e conoscenti (73%), riposare e rilassarsi (68%) e fare una breve vacanza (66%). Ristoranti, negozi, chiese e bar possono aspettare; la media degli impazienti per questi locali non supera quasi mai un terzo degli intervistati. Non c’è confronto, poi, tra la scelta di stare all’aperto o al chiuso, nel caso dei ristoranti 64% contro 29%, per cinema e teatri addirittura 45% a 18%. Tre quarti del Paese esprimono preoccupazione per una possibile seconda ondata del virus.

CoronaVirus_Mascherine_FF-9-325x217«Bisogna saper cogliere il messaggio contenuto in questi dati – prosegue Cna – occorre far tesoro di queste informazioni sull’opinione pubblica ed agire di conseguenza. Siamo più che mai convinti che sia questo il momento giusto di ripensare il modo tradizionale di produrre beni e servizi. Non sappiamo quando tutto potrà tornare come prima e nemmeno se ciò accadrà; di certo c’è un forte senso diffuso di paura che pervaderà la nostra comunità per un periodo indefinito. Se a farci sentire più sicuri è il servizio di consegna a domicilio, occorre svilupparlo nel migliore dei modi, sfruttando tutti gli strumenti innovativi e le nuove applicazioni digitali; se in molti sono propensi per il cinema o il ristorante all’aperto, pensiamo ad organizzare drive-in in stile USA anni ’60 e tavoli fuori per mangiare; se praticamente tutti hanno iniziato a comperare on-line, prevediamo anche noi un e-commerce. Quello che vorremmo far passare ai nostri imprenditori è che con meno persone in giro, per molte categorie ci sarà inevitabilmente una contrazione dei ricavi e deve essere questa l’occasione per riorganizzare le nostre attività in modo innovativo e compatibile con questa nuova situazione. La nostra associazione è pronta con esperti e consulenti per accompagnare chi vorrà compiere questo salto in avanti insieme. Il nostro  giudizio sul Decreto Legge “Rilancio” è complessivamente positivo ma abbiamo chiesto e continueremo a far pressione sul governo affinché vengano presi al più presto provvedimenti non solo di “ristoro” e con una logica meramente risarcitoria ma che indirizzino gli investimenti e le risorse verso innovazione, digitalizzazione, nuove idee. La Fase 3 deve essere un grande cantiere di riforme che richiede progetti, discontinuità e una visione del futuro. Abbiamo poco tempo e dobbiamo sfruttare ogni risorsa economica per far ripartire con slancio un grande piano di investimenti pubblici e privati. Da parte pubblica auspichiamo con forza l’apertura di una stagione all’insegna del “semplifica, sblocca, snellisci, taglia”, dal versate privato occorre approfittare di tutto questo per rivedere le strategie di sviluppo dell’impresa».

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