«Rincari di acconciatori ed estetisti?
Nella maggior parte dei casi
i prezzi sono rimasti uguali»

RIPARTENZA - La responsabile del settore "Benessere" di Cna Macerata, Federica Carosi, ha sentito gli associati: «Sono pochi quelli che hanno deciso un piccolo aumento, nell'ordine di 2 o 5 euro»
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Federica Carosi

 

«La maggior parte degli acconciatori e degli estetisti non ha aumentato i prezzi». A dirlo è Cna Macerata dopo una verifica fatta da Federica Carosi, responsabile del settore “Benessere” per Cna Macerata, che contattato direttamente gli associati e le associate Cna. «La discussione su rincari giusti o sbagliati non rende giustizia ad una categoria che sta lavorando più di 12 ore al giorno per mantenere i fatturati in equilibrio – premette Carosi -. Occorre un’analisi più accurata della situazione reale, anche se dopo pochi giorni di apertura non è affatto facile da fare. È utile tuttavia ricordare che l’adozione dei protocolli straordinari di sicurezza è per il bene non solo degli operatori dei centri e dei saloni ma soprattutto per la salute di tutti. Consideriamo, poi, le difficoltà di applicazione dei Protocolli, le contraddizioni nelle diverse interpretazioni e la mancanza di riferimenti per esser stati i primi a riaprire l’attività. E ancora, le difficoltà di reperire mascherine, guanti e gli altri dispositivi obbligatori, i loro rincari sul mercato, il timore per un annunciato calo dei clienti». Secondo Carosi «Molti acconciatori, la grande maggioranza, non hanno aumentato di un centesimo le tariffe; anzi, è stato molto bello sentirci dire da loro stessi che il costo dei dispositivi di sicurezza non gli ha cambiato più di tanto in quanto lo sostenevano in larga misura anche prima. Analogo discorso per estetiste e centri benessere». Qualche caso di aumento dei prezzi c’è ma la responsabile Cna del settore precisa: «Sono pochi i casi in cui è stato deciso un piccolo rincaro, nell’ordine dei 2 o 5 euro al massimo, per far fronte alle nuove spese di sanificazione dei locali, degli strumenti di lavoro e alla minore clientela. L’importante è che sia chiara e ben specificata la voce nello scontrino o nella ricevuta e che il cliente ne sia informato preventivamente e non abbia sorprese. Non è corretto nascondere l’eventuale rincaro in altre voci e non c’è nulla di male ad esplicitarlo. Chiediamo, piuttosto, alle associazioni dei consumatori – conclude Federica Carosi – di sensibilizzare i propri iscritti ai rischi che corrono ad affidarsi ad operatori, estetisti e acconciatori, che lavorano nelle loro case in modo completamente abusivo. Dannosi per l’economia e pericolosissimi per la salute. Non sia mai che per risparmiare gli eventuali due euro si ricorra a questi espedienti perché è qui, dove non ci possono essere i controlli sulla corretta modalità di sanificazione degli attrezzi e dei locali, che si annida e prolifera il virus».

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