La Valle del Fiastrone oltre il Covid:
«La montagna è pronta ad accogliere
ma serve il rispetto delle regole»

FASE 2 - Da Fiastra a Bolognola le riflessioni di amministratori e imprenditori del turismo in vista della stagione estiva
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Il lago di Fiastra

 

di Monia Orazi

Prove tecniche di ripartenza nell’alta valle del Fiastrone che domenica scorsa, complice il sole e la libertà di movimento indotta dall’allentarsi delle misure anti Coronavirus, è stata meta di tantissime persone. Molti hanno scelto il lago di Fiastra e la fitta rete di sentieri escursionistici che circonda la zona, altri si sono spinti verso la montagna, nella zona di Bolognola e verso Pintura.

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Cristina Gentili

Spiega Cristina Gentili, sindaco di Bolognola: «Il Covid non ci ha fermati, andiamo avanti comunque. Abbiamo avuto una ripartenza lo scorso fine settimana tranquilla e rispettosa, per facilitare la comunicazione immediata abbiamo anche creato un gruppo WhatsApp che si chiama Bolognola experience 1070, diventato per noi un vero e proprio marchio. Abbiamo stabilito l’obbligo di indossare mascherine, anche se qualcuno mi ha criticato per questo l’ordinanza prevede l’uso della mascherina anche sui sentieri di montagna. Questo non vale quando si sta da soli, ma quando si incrocia qualcuno e lo spazio a disposizione non consente di rispettare le distanze, va indossata. Ci sono due strade di accesso principali e non sempre c’è spazio quando si incrocia qualcuno, si deve avere la mascherina appresso ed indossarla al bisogno». La neve caduta in ritardo si è accumulata lungo la strada che conduce al rifugio del Fargno, la cui sbarra resta chiusa. «Se l’amministrazione comunale decide di mantenere chiusa la strada del Fargno ci sono motivi di rischio della pubblica incolumità – aggiunge il primo cittadino – Ci sono ancora accumuli di neve, inoltre le forte escursione termica delle scorse settimane tra il giorno e la notte ha causato delle cadute di sassi, a questo va aggiunto il forte maltempo di questi giorni. Quando non ci saranno rischi e sarà sistemata sarà riaperta. La montagna è pronta ad accogliere tutti, ma le norme vanno rispettate. C’è di mezzo la salute pubblica e precise disposizioni nazionali, vigileremo che siano rispettate e se necessario faremo sanzioni. Le strutture ricettive sono tutte operative nel rispetto delle norme».

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Sauro Scaficchia (il primo da sinistra)

Nella vicina Fiastra, il sindaco Sauro Scaficchia ha prorogato la chiusura al transito nel fine settimana del sentiero delle Lame Rosse e di alcune aree verdi comunali. «Nei fine settimana sono previste presenze numerose, dunque fino al prossimo due giugno, per cautela abbiamo deciso di mantenere delle zone chiuse – specifica – in particolare delle aree comunali, in cui vi sono strutture, che non riusciremo a sanificare come previsto. Sono aperte la spiaggetta ed il percorso intorno al lago, riguardo alle aree gestite da privati provvedono loro alla sanificazione. Vogliamo restare immuni da qualsiasi contagio, abbiamo spazi molto ampi, fare assembramento e trovarsi in tanti è da irresponsabili. Domenica scorsa abbiamo fatto intervenire i vigili ed i carabinieri, perché si erano creati alcuni assembramenti. Non possiamo vigilare ovunque, abbiamo solo due vigili, anche se per la stagione estiva stiamo pensando di assumere due ausiliari. Le forze dell’ordine devono vigilare su un territorio molto vasto». Fiastra è pronta ad accogliere i turisti. «Cercheremo di rendere fruibili il più possibile le varie zone – continua Scaficchia – siamo pronti ad accogliere i turisti ma chiediamo che le norme siano rispettate, per tutelare la salute di tutti. Lancio in particolare un appello ai giovani, che sembrano disinteressati rispetto alle norme da rispettare: sono incoscienti ma possono essere portatori inconsapevoli del virus. In alcuni paesi vicini ci sono stati dei casi di Coronavirus che hanno riguardato dei giovani. I nostri operatori sono pronti per ripartire, con tutte le cautele del caso e una ridotta capacità di servizio, ma hanno voglia di andare avanti e come amministrazione cercheremo di tutelarli. Il nostro è un territorio che punta tutto sul turismo, ma tutto va fatto con le adeguate condizioni di sicurezza». Tra i primi hotel della zona a riaprire l’hotel Sasso Bianco a Fiastra, che è attivo come albergo dal 4 maggio, come spiega Barbara Petrelli, che lo gestisce con la famiglia. «Siamo ripartiti solo come albergo – specifica – in quanto sono ospiti da noi tecnici che si stanno occupando della diga del lago, con opere straordinarie che erano già in corso prima dell’emergenza. Abbiamo riaperto con le norme previste per gli alberghi. Insieme ad un biologo che ci segue per la certificazione Haccp, stiamo valutando il da farsi per il servizio di bar e ristorante, vediamo se ce la faremo per giugno. Sono ottimista perché la gente sta telefonando, sono convinta che molti torneranno a trovarci. Non possiamo prevedere come evolverà la situazione a livello nazionale, ma abbiamo fatto una scelta di servizio verso il nostro territorio. Quanto perso economicamente non si recupera, ma la nostra zona ha potenzialità notevoli».

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Giancarlo Ricottini

Ottimista anche il gestore del rifugio di Tribbio Giancarlo Ricottini: «Riapriremo secondo le norme previste il prossimo 29 o 30 maggio, siamo fiduciosi ma sentire che in Lombardia a poco più di due settimane dall’allentamento del blocco, i contagi sono ancora in aumento, sopra gli 800 non è molto rassicurante, specie se si riapre al transito tra le regioni, si corre un rischio elevato. Siamo all’inizio della stagione, che speriamo ci consenta di lavorare e dunque sopravvivere, se si dovesse chiudere di nuovo sarebbe la fine. Se fossi il presidente del consiglio commissarierei la Lombardia e ci porterei per due o tre mesi De Luca a governare. Il mio non è un rifiuto verso gli amici lombardi, che stimo e con cui ho ottimi rapporti, ma se i contagi risalgono qualcosa non funziona». Aggiunge Ricottini: «Se nelle Marche a breve avremo contagi zero, non escludo che la stagione turistica si possa ancora salvare, secondo me la montagna attirerà più del mare, gli spazi sono più ampi rispetto a quelli del lungomare, abbiamo numerosi sentieri, per il rifugio la vedo positivamente».

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Claudio Bellimi

Le varie attività di Fiastra si sono riunite in un’associazione, su questo fa una riflessione Claudio Bellimi, contitolare di Verde Fiastra, che gestisce la spiaggia del lago: «In riferimento ai dubbi e le perplessità dei commercianti di Fiastra riunirsi in una bella iniziativa come quella di Vivifiastra, per promuovere e far conoscere il nostro territorio, vorrei fare qualche riflessione. Premessa: stiamo vivendo una pandemia mondiale, però non possiamo spegnere e mettere in stand by le nostre vite. Una delle perplessità del coordinatore di Vivifiastra è che la stagione sia già persa, non la vedo così perché ci sono ancora i mesi che vanno da giugno a settembre». Aggiunge Bellimi, che inizialmente è stato tra i promotori dell’associazione Vivifiastra: «Ho contribuito a creare questo gruppo, ma successivamente me ne sono andato, rammaricato perché nessuno degli altri si è chiesto la motivazione per cui ho lasciato, altro punto il fatto di dover usare body scanner e altri dispositivi di protezione visti come scoraggianti per i turisti. Io ritengo che in questo momento siano esempio di cura, serietà e sicurezza tra  l’altro verranno rimborsati fino a 500 euro ad addetto tramite una richiesta-prenotazione da fare sul portale di Invitalia. Il turismo a Fiastra è in crescita continua negli ultimi anni, fortunatamente i turisti sono sempre tanti, ma in questo momento sono anche abituati a rispettare le regole e le file che si verranno a creare. Basta guardare davanti ai supermercati nei giorni della quarantena». Bellimi esorta a lavorare con professionalità, per un’offerta turistica di qualità: «Come imprenditori dobbiamo lavorare con la nostra professionalità come abbiamo sempre fatto, creando un ambiente sicuro con degli accessi controllati, controllando che si rispettino le regole, ad esempio non si entra senza la mascherina, da indossare quando viene a mancare la distanza di sicurezza. Dobbiamo sfruttare la nostra fantasia, la nostra imprenditorialità, ad esempio i comuni sono disponibili a concedere spazi all’aperto dove mettere qualche tavolo, senza dover pagare la Tosap. La nostra amministrazione, le nostre forze dell’ordine, sicuramente si stanno preparando, non dimentichiamo l’impegno che hanno sempre avuto nel vigilare in questo periodo, come dovremmo fare noi». Bellimi esorta ciascuno a fare la sua parte: «Ciascuno deve fare la sua parte. Ci sono state disdette, ma siamo nel corso di una pandemia mondiale, noi abbiamo dovuto affrontare il post terremoto. Dobbiamo dare un messaggio positivo, un messaggio rassicurante, essere pronti a lavorare in sicurezza. Il turista deve poter venire con la consapevolezza di trovarsi in un luogo sicuro, il vostro aiuto sarà la nostra forza».

 

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