Finanziaria, la Lega rilancia:
«Troppo pochi 200 milioni
Serve il doppio delle risorse almeno»

LE PROPOSTE del neo segretario delle Marche Riccardo Augusto Marchetti e dei consiglieri regionale in vista della discussione di venerdì in Assemblea legislativa
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I consiglieri regionali della Lega, da sinistra: Luigi Zura Puntaroni, Mirco Carloni, Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia

 

«Duecento milioni sono troppo pochi e servono almeno il doppio delle risorse per finanziare interventi strutturali per famiglie ed imprese. Il Consiglio regionale sia protagonista davvero della scelta di come ripartire le risorse e non lasci una delega in bianco alla giunta con il solo scopo propagandistico in vista delle elezioni regionali. Oggi non servono interventi di poca entità una tantum, ma investimenti strutturali legati ad una vera strategia di rilancio». Il neo segretario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti insieme ai consiglieri regionali della Lega Sandro Zaffiri, Luigi Zura Puntaroni, Marzia Malaigia e Mirco Carloni lanciano un pacchetto di proposte economiche in vista della discussione sulla legge finanziaria di venerdì in consiglio regionale. «I provvedimenti economici messi in campo dalla Regione nella fase 1 – continua la Lega – sono stati insufficienti e le 68.000 imprese chiuse non hanno ricevuto, negli ultimi 3 mesi, alcun sostegno ristorativo al lucro cessante causato dal lockdown. Oggi che stiamo vivendo una fase diversa occorre mettere in atto azioni strategiche e non emergenziali. Oggi occorre un cambio di passo a cominciare da uno “shock burocratico” con l’adozione di modelli a 0 burocrazia come l’autocertificazione ed evitando modelli come l’Isee che fotografano una situazione economica precedente alla chiusura e al crollo del reddito».

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Il neo segretario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti

Per la Lega è necessario un doppio fronte di intervento per famiglie e imprese.  Per quanto riguarda il primo. «La crisi economica ha mutato rapidamente gli scenari sociali – aggiungono il segretario e i consiglieri regionali – aumentando non solo il numero delle famiglie che sta scivolando lungo la fascia di povertà, ma anche indebolendo il potere d’acquisto della classe media. Abbiamo presentato una serie di indirizzi concreti su cui agire, a cominciare da un sostegno straordinario alle famiglie con figli disabili che necessitano di assistenza, a quelle che hanno perso il lavoro o che hanno avuto una drastica diminuzione del reddito familiare, al sostegno per gli affitti e per le spese mediche. Occorre inoltre supportare le famiglie in difficoltà aiutandole per il rientro scolastico dei loro figli prevedendo agevolazioni/esenzioni per le tariffarie e per il trasporto scolastico oltre ad un sostegno all’affitto e alle mense per gli studenti universitari fuori sede». Sul fronte imprese  «la nostra strategia – continuano gli esponenti della Lega – è chiara e mirata a proteggere e rilanciare i settori in maggiore sofferenza della nostra economia, con l’obiettivo tutelare i posti di lavoro e i lavoratori. Le cifre coinvolte, in relazione al numero di potenziali beneficiari (circa 150.000 imprese nelle Marche), non consentono un ristoro significativo del lucro cessante, e pertanto occorre utilizzarle in modo strategico. Riteniamo che servano due macro-azioni con obiettivi diversi: l’incremento dei plafond per le leggi di settore già operanti e un bando innovato “restart”. Le leggi quadro sui settori economici sono sottofinanziate rispetto alle potenzialità e il maxifinanziamento delle stesse permetterebbe di ampliare la platea dei beneficiari e/o la percentuale di finanziamento immediato e a “burocrazia 0”, agendo sia per quelle aziende che sono state costrette a chiudere, sia per quelle aziende che hanno potuto continuare ad operare. Contemporaneamente proponiamo per quelle 68.000 attività che sono state costrette a chiudere a causa del lockdown un intervento ristorativo una tantum (direttamente sul C/C) attraverso un Bando innovativo chiamato “Re-start” finalizzato alla ripartenza che preveda una compartecipazione (almeno del 50%) delle spese sostenute per adeguare la propria attività alle nuove norme di distanziamento e di sanificazione. Davanti alla possibilità di un calo del Pil a due cifre, ben oltre il 10%, abbiamo il dovere – concludono Marchetti ed i consiglieri regionali della Lega – di mettere in campo proposte concrete e strutturali e non piccole mancette elettorali. Serve una strategia di rilancio per impedire che le Pmi regionali, che costituiscono il cuore della nostra economia, siano costrette a chiudere o soffochino dai debiti nei confronti delle banche».



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