Società marchigiane quotate in borsa,
gli impatti del Covid sui numeri 2020

FOCUS sui primi conti dell'anno. Maggio è tempo di trimestrali e mai come questa volta è cresciuto l’interesse di tutta la comunità economica e finanziaria sull’andamento delle vendite in questi primi mesi dell’anno
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Il commercialista Francesco Cittadini

 

di Francesco Cittadini*

Le società marchigiane Tod’s, Elica e Biesse, quotate al mercato principale di Borsa Italiana, realtà che occupano in regione migliaia di lavoratori, ci mettono a disposizione – con la pubblicazione delle trimestrali – informazioni fresche e dirette per capire i primi impatti dell’emergenza sanitaria mondiale sui conti delle imprese. Trattasi di un fenomeno economico nemmeno minimamente paragonabile a quanto successo nel 2001 dopo le Torri Gemelle o nel 2008 post Lehman Brothers.

Il fatturato del gruppo Tod’s del primo trimestre è sceso del 29,4% a 152,8 milioni. Sono gli effetti dirompenti del lockdown globale, seppur applicato nelle varie nazioni con diversi livelli d’intensità. Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 ore”, a fine gennaio il 57% dei negozi del gruppo in Cina era chiuso, a febbraio le chiusure si sono estese anche ad altri paesi dell’area asiatica e, a partire dal 12 marzo, anche all’Italia, all’Europa e all’America. A fine marzo la situazione della rete distributiva era la seguente: in Italia chiuso il 100% dei negozi, nel Resto Europa chiuso il 97%, nelle Americhe chiuso il 100% dei punti vendita. «Il buon inizio dell’anno, con una crescita dei ricavi in tutte le regioni, stava confermando che il lavoro fatto cominciava a produrre i suoi risultati – commenta Diego Della Valle, Presidente e Amministratore Delegato del gruppo. Il manifestarsi dell’epidemia in Cina e la sua veloce diffusione in tutto il mondo hanno cambiato ogni prospettiva e ci hanno costretti a rivedere tutto, dando priorità a molte problematiche, spesso sconosciute, che abbiamo dovuto gestire inaspettatamente. Per quanto riguarda la seconda parte dell’anno, rimane un atteggiamento di prudenza, ma con grande attenzione alle risposte che daranno i mercati per poter essere pronti e reattivi ai primi segnali positivi».

Il gruppo Elica, leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, registra una flessione più contenuta rispetto a quella sopra esposta, pari a meno 5% rispetto allo stesso periodo del 2019, con ricavi che si attestano a 110,8 milioni di euro. Da segnalare che le vendite raggiungevano un +2% fino a febbraio 2020 per poi rallentare a marzo fino allo stop delle attività di produzione e vendita. Secondo l’Amministratore Delegato Mauro Sacchetto «l’emergenza legata al Covid-19 ha mutato radicalmente lo scenario macro-economico per l’esercizio in corso ed in particolare il nostro Gruppo vedrà gli impatti più significativi nel secondo trimestre 2020». Ottimista l’imprenditore e presidente di Elica, Francesco Casoli, che al Sole 24 Ore ha dichiarato: «E’ difficile oggi fare delle previsioni per l’intero anno. Ci sono delle luci che stanno iniziando a illuminare lo scenario del mercato, ci sono clienti tedeschi, ad esempio, che lamentano la mancanza di prodotti, perché con lo stop alla produzione dell’ultimo periodo hanno ormai i magazzini vuoti. E questo mi fa ben sperare. Abbiamo avuto una produzione cancellata e perso una parte di fatturato del mese di aprile. Incominciano ad esserci segnali che ci fanno vedere la luce in fondo al tunnel». I vertici aziendali hanno comunque fatto presente che nei prossimi mesi sarà importante concentrarsi sulle azioni di contenimento dei costi e sulla sostenibilità finanziaria.

Il gruppo Biesse già prima dell’emergenza sanitaria ha segnato un andamento molto volatile in borsa, seguito da una forte perdita di valore a partire da febbraio come molti altri titoli. L’azienda è attiva nella produzione di macchinari per la lavorazione di legno, vetro, pietra, plastica e metallo ed è un termometro importantissimo occupandosi di beni d’investimento per le aziende, capace con i suoi numeri di tracciare tendenze future. Nel primo trimestre del 2020 ha registrato ricavi per 147,7 milioni di euro, in flessione del 12,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo la direzione è evidente che l’evoluzione negativa della situazione socio-economica internazionale non può non avere inevitabili e notevoli ripercussioni su tutti i principali mercati di riferimento di Biesse. La propensione ad effettuare investimenti in beni durevoli è in contrazione in questo momento di incertezza. La portata di questo calo non è quantificabile, sia per la sua entità che per la sua durata.

Questa la fotografia dei primi mesi del 2020. Il secondo trimestre è stato investito in pieno dallo tsunami del coronavirus per cui i numeri che avremo a disposizione tra circa tre mesi non saranno sicuramente migliori. La ripresa dei mercati, partendo da quelli asiatici per poi estendersi verso l’occidente, unitamente allo sviluppo di politiche economiche espansive, possono rendere meno amaro questo 2020 grazie al secondo semestre. Tutto ciò cercando di evitare qualsiasi recrudescenza del virus e quindi delle conseguenze sanitarie, sociali ed economiche.

*Francesco Cittadini – Dottore Commercialista – Tartuferi & Associati



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