L’ultimo bacio, poi l’addio
Il suo gesto d’amore ha commosso tutti
«Non dimenticherò mai i suoi occhi»

LA STORIA - Non ce l'ha fatta l'anziano, di Macerata, positivo al Coronavirus. Domenica aveva chiesto agli infermieri di poter salutare la compagna di una vita prima di essere portato via in ambulanza. Ieri sera un blocco respiratorio non gli ha lasciato scampo. Il figlio: «Sarebbe stato felice di tutta questa vicinanza e sostegno, se la meritava davvero e aiuta noi familiari ad andare avanti»
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di Laura Boccanera

Mario lo sapeva, quello era davvero l’ultimo bacio. L’anziano, che viveva a Macerata, non ce l’ha fatta, è morto ieri sera dopo un lieve miglioramento che aveva dato speranza. E invece il Covid-19 lo ha soffocato, all’improvviso, bloccandogli il respiro. Mario è il protagonista della storia che ha commosso tutti e che abbiamo raccontato su Cronache Maceratesi. Il suo nome oggi lo sappiamo, ma abbiamo deciso di lasciare quello di fantasia, come chiesto dai famigliari, che gli avevamo assegnato l’altro ieri quando abbiamo dato voce alla sua drammatica storia d’amore, il suo desiderio di dare all’amata un bacio d’addio prima di venire caricato in ambulanza e non vedere più nessuno dei suoi cari. «Ho letto che in tanti chiedevano di sapere come stava e come sarebbe andata a finire – ci racconta oggi suo figlio – purtroppo papà non ce l’ha fatta. Ma ringrazio tutti quelli che hanno avuto messaggi di speranza e che hanno fatto sentire la propria vicinanza, lui ne sarebbe stato tanto contento». In realtà il figlio pur avendo letto la storia su Cronache Maceratesi non aveva capito subito che quel Mario era proprio il suo papà. «Poi oggi mamma mi ha raccontato la stessa storia e ho capito – spiega l’uomo – Le ho fatto vedere il pezzo, ha detto solo “amore mio”». 

Lei aveva appena 15 anni quando ha conosciuto Mario e insieme hanno vissuto quasi 60 anni, fino a quel distacco così repentino e senza ritorno. Ma ci ha pensato lui a renderlo indimenticabile, con quel suo saluto così intimo, con quella volontà di condividere con l’amore della sua vita un bacio semplice ma ora immortale, rubato alla sterilità del protocollo. «Papà ha fatto per tutta la vita l’agente di commercio, poi nel 2000 è andato in pensione e da 20 anni si godeva la casa, l’orto, i nipoti. Era un periodo in cui stava bene, era una persona davvero perbene. E poi – continua il figlio ricordando quegli ultimi drammatici momenti – quando il 118 è arrivato a casa pensavamo ad un’infezione, come ne aveva avute altre in passato, invece i medici, toccando i punti giusti hanno capito immediatamente che la situazione era grave, lo hanno caricato e mamma non l’ha più visto. Io sono andato in ospedale e l’ho visto scendere dall’ambulanza in carrozzina. Non dimenticherò mai i suoi occhi, come mi guardava, lui aveva capito tutto. La lastra ai polmoni ha poi confermato la diagnosi, era Covid-19. Dopo un piccolo miglioramento, è deceduto per un blocco respiratorio. Ci hanno chiamato e dovevamo fare tutto in fretta, metterlo in una bara e seppellirlo. Il funerale lo celebreremo quando tutto questo sarà finito. Ho visto che in tanti hanno chiesto di conoscerne le sorti, purtroppo “Mario” non ce l’ha fatta ma sarebbe stato felice di tutta questa vicinanza e sostegno, se la meritava davvero e aiuta noi familiari ad andare avanti». Perché il virus forse gli ha tolto il respiro, ma nulla potrà sul ricordo di quel dolce, cristallizzato, eterno bacio d’addio.

 

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