Coronavirus, Ceriscioli nella bufera:
«Un pasticcio inquietante, si dimetta»

EMERGENZA - Forza Italia e Lega contro il governatore per il tira e molla con il governo sull'ordinanza che blinda le Marche. Chiesto un Consiglio straordinario in cui il presidente riferisca in merito alla questione
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Luca Ceriscioli, insieme ad Anna Casini e Angelo Sciapichetti

 

Coronavirus, Ceriscioli blinda le Marche, bypassa Conte e finisce al centro di un mare di polemiche. Le opposizioni attaccano il governatore sulla decisione prima annunciata, poi annullata e infine presa nonostante la chiara indicazione contraria del governo di chiudere le scuole e vietare ogni manifestazione pubblica.  «Antonio Mastrovincenzo – esordisce Piero Celani, vicepresidente del Consiglio regionale di Forza Italia – convochi subito la conferenza dei capigruppo per una seduta straordinaria del Consiglio regionale. Spero che Ceriscioli decida di venire celermente in consiglio per riferire del pasticcio che ha combinato, attraverso le sue incomprensibili ordinanze che hanno solo generato confusione, sconcerto, disagi e panico in tutti i marchigiani. E chieda scusa, così come ha fatto il suo sindaco a Pesaro. Non è così che si governa. Occorre, equilibrio, coerenza, competenza e raccordo con tutte le istituzioni nazionali. Siamo veramente ai titoli di coda di una legislatura regionale che prima finisce e meglio è».

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Piero Celani

Sulla stessa linea anche il commissario regionale di Forza Italia Francesco Battistoni, che chiede le dimissioni del governatore: «Deve dimettersi, sta trattando la questione sanitaria del coronavirus sullo stesso tavolo delle regionali, sta mettendo in scena una ripicca contro coloro che lo stanno tenendo fuori concorso per le prossime elezioni. E questo è inaccettabile. I repentini cambi di idea hanno portato ad una psicosi collettiva ed un disagio che non serviva. Penso alle lauree programmate ed agli esami in corso per numerosi studenti, ma anche al clima di paura che aleggia intorno alle strutture alberghiere. Ceriscioli ha fatto un vero e proprio caos mettendo in ginocchio interi settori.».

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I consiglieri regionali della Lega

La Lega invece non solo chiede le dimissioni di Ceriscioli, ma anche quelle di Conte. «Già da domenica sera e ancora lunedì mattina – scrivono i consiglieri regionali del Carroccio Sandro Zaffiri, Luigi Zura Puntaroni, Marzia Malaigia e Mirco Carloni insieme al commissario regionale Paolo Arrigoni –  avevamo chiesto alla Regione Marche di emanare una ordinanza per evitare rischi di contagio cosi come stavano facendo le altre Giunte regionali pur in assenza di pazienti contagiati da Coronavirus. Finalmente lunedì, a metà giornata, il presidente Ceriscioli stava spiegando in diretta i dettagli dell’ordinanza come cosa fatta quando è arrivato il “Contrordine telefonico” di Giuseppe Conte davanti ad un milione e mezzo di cittadini increduli. Riteniamo – continuano i leghisti – che aver bloccato l’ordinanza che la Regione Marche stava per varare già da ieri è stato un errore clamoroso del presidente Conte. Un premier confuso o istigato politicamente da qualcuno, per beghe interne del Pd. Conte preferisce attaccare piuttosto che ammettere le colpe di una gestione dell’emergenza vissuta in ritardo e senza pianificazione. Il caos che in queste ore coinvolge sindaci, cittadini, studenti, insegnanti, famiglie è frutto di una gestione tardiva nel tracciare un comportamento omogeneo tra le Regioni. Al posto che varare fin da subito linee guida certe e uniformi, il Premier Conte nei giorni scorsi ha preferito prima tacciare di razzismo i governatori del Nord che chiedevano misure più restrittive, poi accusare il personale sanitario degli ospedali lombardi ed infine rassicurare i cittadini auto elogiando l’azione di prevenzione del suo Governo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti – conclude la Lega – e in tutto questo è sconfortante assistere allo spettacolo offerto dalla maggioranza, che si combatte anche umiliando la Regione Marche. In queste ore ha dovuto infatti prima rimangiarsi il provvedimento, per attendere inutilmente il governo, e poi riproporlo generando confusione tra i cittadini. Evidentemente il Pd, piuttosto che sostenere il Governatore Ceriscioli, ha preferito utilizzare anche questa drammatica vicenda per continuare la propria guerra interna per sottolineare le carenze del governo regionale».

 

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