«Siamo ancora bloccati a Wuhan,
dall’ambasciata nessuna risposta»
Conte: «Lunedì il volo per l’Italia»

CORONAVIRUS - Alessia Bartolini, studentessa di 25 anni di Monte Urano, si trova nella città epicentro dell'epidemia. Da giorni attende di sapere quando potrà tornare a casa. Il presidente del Consiglio ha annunciato la data del rientro per gli italiani: il 3 febbraio con un aereo militare
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Alessia Bartolini a Wuhan

 

AGGIORNAMENTO DELLE 20,35 – Gli italiani che si trovano nella città di Wuhan faranno rientro lunedì. Questo quanto ha annunciato il premier Conte dopo che si è arrivati alla decisione di usare un aereo militare per riportare in patria i nostri connazionali che vivono nella città epicentro dell’epidemia. Tra chi farà ritorno c’è anche Alessia Bartolini, studentessa 25enne di Monte Urano, che da giorni attendeva di conoscere la data del volo per tornare a casa.

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di Francesca Marsili

Dovrà attendere ancora per tornare in Italia Alessia Bartolini, la 25enne monturanese bloccata dall’epidemia del coronavirus a Wuhan. Assieme a lei, una sessantina di cittadini italiani che hanno deciso di fare rientro in Italia. Sebbene l’ultima bozza del piano concordato con le autorità cinesi preveda, per la mattina del 2 febbraio, l’aereo per il rimpatrio, poco fa, attraverso un messaggio la giovane studentessa fermana fa sapere a Cronache Maceratesi: «Nessuna chiamata dall’ambasciata. Non sappiamo cosa fare. Quindi attesa e ancora attesa». L’aereo che riporterà a casa gli italiani partirà da Roma nella notte tra sabato e domenica. Tempi tecnici permettendo, l’aereo con i connazionali potrebbe ripartire dalla Cina domenica stessa o lunedì mattina. Non è però escluso che possano esserci delle variazioni al programma, “anche sostanziali”, in base all’esperienza fatta da altri Paesi. Ad esempio, l’evacuazione dei cittadini britannici sarebbe stata ritardata in risposta alla mossa di British Airways sullo stop ai voli da e per la Cina. Tra i requisiti per la partenza dei connazionali c’è l’assenza di contagio. Giovedì scorso sono stati rimpatriati spagnoli e britannici che si trovavano a Wuhan, e sono ripartiti in un unico aereo verso l’Europa. Anche giapponesi e americani hanno riportato a casa i loro concittadini che vivevano nella provincia dello Hubei sigillata a causa del contagio del coronavirus. Ora toccherà agli italiani, una sessantina anche se l’operazione gestita dalla Farnesina e dal ministero della difesa è in ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Allestire un aereo militare è complicato per questo tipo di trasporti, così come ottenere le autorizzazioni al sorvolo. Inizialmente si era pensato di noleggiare un charter privato ma le due aziende contattate hanno rinunciato quando è stato spiegato che al ritorno anche l’equipaggio sarebbe dovuto andare in quarantena: particolare che complica l’operazione e che ha trovato l’opposizione dei piloti. Per questo si è tornati al piano iniziale: un Boeing KC-767 A dell’Aeronautica Militare, con 99 posti previsti a bordo, a prenderli e riportarli in Italia. L’aereo tra sabato e domenica dovrà volare per 10 ore, recuperare i 60 che hanno scelto di ripartire e altre dieci ore di volo per il ritorno nel nostro Paese. Atterrerà all’aeroporto di Pratica di Mare. Da quel momento scatterà immediatamente la quarantena. Alessia Bartolini, assieme agli altri rimpatriati, molto probabilmente sarà posta in isolamento in una caserma situata all’interno della città militare della Cecchignola, alla periferia sud di Roma. I tecnici delle amministrazioni coinvolte hanno individuato una struttura nel grande comprensorio militare ed in queste ore si sta accertando l’effettiva idoneità allo scopo. Al termine della quarantena, se non dovesse essere emerso alcun caso di infezione, la 25enne fermana, sarà libera di tornare a casa dalle sua famiglia.

 

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