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Coronavirus, «più controlli sulle navi»

ANCONA – Il capitano di vascello Angelo Tosti, della Capitaneria di porto dorica: «Il comandante deve predisporre un formulario e dare determinate informazioni all'ufficio di sanità marittima, indicando i porti che ha toccato nei 14 giorni precedenti, e segnalare eventuali casi sospetti»
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Traghetti al porto di Ancona (foto d’archivio)

 

Aeroporti sorvegliati speciali per il Coronavirus, con misure di controllo straordinarie introdotte negli scali e blocco delle tratte da e verso le aree a rischio. Per i porti, invece, non ci sono direttive specifiche. A fare il punto è il capitano di vascello Angelo Tosti, della Capitaneria di porto di Ancona: «sono stato alla riunione organizzata dalla Prefettura, nella quale erano presenti tutti gli organi coinvolti. Ci sono delle direttive che stanno arrivando dal ministero della Salute, ma al momento l’interesse prioritario è verso gli aeroporti, mentre per i porti non ci sono direttive specifiche». Tuttavia, prosegue il capitano, «gli uffici di sanità marittima, con i quali siamo in contatto, hanno diramato delle direttive che prevedono che sia le navi di trasporto merci, sia quelle passeggeri facciano la Libera pratica sanitaria: significa che il comandante di bordo deve predisporre un formulario e dare determinate informazioni all’ufficio di sanità marittima, indicando i porti che ha toccato nei 14 giorni precedenti, nonché segnalando eventuali casi ‘sospetti’ a bordo. Sulla scorta delle informazioni acquisite, l’ufficio di sanità marittima fa una valutazione e concede la libera pratica sanitaria, quindi la nave viene autorizzata a sbarcare, a meno che non ci siano motivi da approfondire. Qualora ci fosse invece un caso ‘sospetto’, scatta il protocollo sanitario già previsto. Se le navi non vengono da aree a rischio, attualmente non ci sono ulteriori direttive».

(m. m.)

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