Omicidio stradale a Porto Recanati,
dieci anni per Farah

LA SENTENZA decisa questa sera dai giudici del tribunale di Macerata dopo quasi 4 ore di camera di consiglio. La sorella di Elisa Del Vicario: «Ci ha dato parecchio fastidio che abbia parlato in udienza. Specie per le scuse, finte». Il papà di Gianluca Carotti: «La pena va bene ma tanto mio figlio e la compagna nessuno ce li restituisce. Speriamo che serva perché altri non si mettano alla guida in quelle condizioni». Uno degli avvocati di parte civile: «Siamo soddisfatti. Comunque leggeremo le motivazioni e valuteremo se fare appello». La difesa ha insistito sul fatto che si tratta di un reato colposo: «Diciamo che va bene, visto che siamo di fronte ad una legge che prevede pene di quasi il doppio»
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Sentenza Farah, il padre del 47enne morto nell'incidente: «Che devo dire, mio figlio non c'è più»

 

di Gianluca Ginella

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Farah oggi in tribunale

Dieci anni a Marouane Farah per omicidio stradale. Questa la sentenza dei giudici del tribunale di Macerata dove si è svolto il processo con rito abbreviato. I parenti di Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario, la coppia morta nell’incidente dello scorso 3 marzo: «Soddisfatti per la sentenza». Il padre di Gianluca: «Spero serva perché altri non si mettano alla guida dopo nelle condizioni in cui era Farah». I giudici sono usciti con la sentenza alle 19,30, dopo circa 3 ore e 45 minuti di camera di consiglio.

Hanno atteso per ore di conoscere il verdetto per la morte di Gianluca e Elisa, parenti e amici della coppia di Castelfidardo morta in un incidente lungo la statale Adriatica a Porto Recanati. Il pm Enrico Riccioni nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna a 12 anni per omicidio stradale aggiungendo l’aggravante della colpa cosciente (aver agito nonostante la previsione dell’evento) per il 34enne marocchino che risiedeva a Monte San Giusto e che la notte tra il 2 e il 3 marzo si era messo alla guida, dice l’accusa, dopo aver bevuto e assunto droga.

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A sinistra Laura Del Vicario, la sorella di Elisa

Oggi il 34enne ha negato di aver preso droga quel giorno e si è scusato con i famigliari della coppia. Alle 19,30 il presidente del collegio, Daniela Bellesi, ha letto la sentenza con cui il Tribunale ha condannato Farah a 10 anni. Inoltre i giudici hanno disposto diverse provvisionali per i parenti, 100mila euro al figlio di Elisa, 25mila euro per entrambi gli ex coniugi di Gianluca (47 anni) ed Elisa (40 anni), 70mila euro per ognuno dei tre genitori, 25mila euro per la sorella di Elisa e 10mila euro per la nonna. «Sicuramente abbiamo chiuso in parte un capitolo – commenta la sorella di Elisa, Laura Del Vicario – Ora ce ne sono tanti altri. Alcuni non si chiuderanno mai. Speravamo almeno in 10 anni, sotto ci saremmo davvero arrabbiati. Ci ha dato parecchio fastidio che Farah abbia parlato in udienza. Specie per le scuse, che erano finte». Nel corso del pomeriggio la moglie del 34enne ha parlato con i famigliari lungo i corridoi del tribunale. «Le ho detto che ha 4 figli e che li tenesse da conto perché non crescano come il padre» ha detto Laura Del Vicario.

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Settimio Carotti con l’avvocato Natalucci

Il papà di Gianluca, Settimio Carotti, al termine del processo ha trovato la forza di rompere il silenzio. «Non ho mai parlato finora – ha detto Carotti –. Possiamo dire che va bene la sentenza, ma tanto mio figlio e la sua compagna non ce li abbiamo più. Dieci o dodici penso che non cambiava tanto. E’ stato fatto abbastanza in fretta, ma che devo dire? Che mio figlio non c’è più. Il dolore è tanto, per mio figlio, per la sua compagna. Non è normale che persone in quelle condizioni si mettano alla guida. Sono state distrutte 4 famiglie. Spero che la morte di mio figlio e della sua compagna serva perché altri non si mettano alla guida dopo aver bevuto». «Siamo soddisfatti, era quello che ipotizzavamo – dice l’avvocato Giuliano Natalucci, che assiste 5 parti civili -. Una pena alta, in abbreviato. L’aspetto tecnico da valutare è che vengono assorbite un paio di aggravanti. Si tratta delle ipotesi di guida contromano e di quella di colpa cosciente, che sono state ritenute assorbite. Valuteremo e nel caso presenteremo appello». I giudici hanno anche respinto la richiesta di sequestro conservativo dei beni di Farah, che era stato chiesto dalla pm. Nella sentenza hanno revocato la patente al 34enne, difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Emanuele Senesi.

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L’avvocato Vando Scheggia

Nella sua discussione, l’avvocato Vando Scheggia si è molto concentrato sul fatto che si tratta di un reato colposo e non doloso. Ha citato il caso avvenuto in Germania, che riguarda due dirigenti della Thyssen Krupp che erano stati condannati a 9 anni per omicidio colposo dalla Cassazione, per il rogo in cui nel 2007 morirono 7 operai. E il fatto che un tribunale tedesco aveva emanato un ordine di carcerazione per entrambi ma che non poteva superare i 5 anni. Perché «in Germania il massimo previsto per un reato colposo è di 5 anni – ha detto Scheggia –. Può darsi abbiamo ragione noi che diamo pena massima 18 anni, può darsi abbiano ragione i tedeschi. Di sicuro dare per un delitto colposo 18 anni è una follia legislativa». Il legale ha chiesto una pena vicina ai minimi. Sulla sentenza ha commentato «La pena di dieci anni in assoluto è molto severa. Certo che, relativamente ad una legge che prevede pene che gli avvocati erano abituati a vedere per gli omicidi volontari, alla fine possiamo dire che andata bene, ma solo in questa logica».

Sette le parti civili. La madre della figlia di Carotti (la bambina era rimasta ferita nell’incidente), Milena Pristi, assistita dall’avvocato Francesco Linguiti, Nicola Montinaro, padre del figlio di Elisa Del Vicario (anche il bambino era rimasto ferito), assistito dall’avvocato Silvio Verri, la mamma e il papà di Elisa, Patrizia Centioni e Vito Del Vicario, la sorella di Elisa, Laura, la nonna di Elisa, Bruna Centioni, e il papà di Gianluca. Tutte queste cinque parti civili sono assistite dall’avvocato Natalucci.

 

 

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