«Investe 28mila euro in bitcoin
ma i soldi spariscono»
In due sotto accusa per truffa

MACERATA - Oggi l'udienza al tribunale. Imputati un 38enne e un 36enne. A cadere nel presunto raggiro un 58enne che si è parte civile

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Giuseppe Caruana

L’avvocato Giuseppe Caruana

di Alessandro Luzi

Contatta su Facebook un certo Allen, acquista criptovalute online, investe fino 28mila euro ma i soldi spariscono. La vicenda è finita al centro di un processo che è in corso al tribunale di Macerata. A finire sotto accusa per truffa Junfeng Wang, 38 anni, residente a Montecassiano e Shengyi Huang, 36 anni, residente a Torino, entrambi cinesi. Oggi in aula è stato sentito un testimone, anche lui finito nel presunto raggiro.

La vicenda contestata dall’accusa, sostenuta dal pm Lorenzo Pacini, risale al 31 dicembre 2021 e sarebbe avvenuta nel Maceratese. Un 58enne, di Benevento, era interessato a investire in criptovalute. Così aveva deciso di contattare su Facebook un certo Allen per dei consigli. Poi, tramite Whatsapp, il 58enne ha capito che dietro quel profilo ci sarebbe stato il 38enne mentre quel numero di cellulare sarebbe stato intestato e utilizzato dal 36enne. Il 38enne si sarebbe presentato come broker e, dice l’accusa, il 58enne si sarebbe iscritto a un sito di trading online dove avrebbe acquistato criptovalute, poi trasferite al portafoglio digitale del giovane.

valentina romagnoli

L’avvocato Valentina Romagnoli

Il 58enne, prosegue l’accusa, avrebbe fatto un primo investimento di 4.794 euro per poi ricevere sul proprio conto corrente un accredito di 5mila euro. Da lì avrebbe aumentato le somme investite fino ad arrivare a 28mila euro. Per l’accusa il 38enne, per indurre l’uomo a sborsare nuove somme, gli avrebbe accreditato 12mila euro da reinvestire sempre in bitcoin. Così facendo si avvicinava la fine dell’anno e il 58enne ha chiesto di riavere le somme investite. In totale l’accusa parla di una somma di 28mila euro.

All’inizio, sostiene sempre l’accusa, il 38enne era restio a riconsegnare i soldi ma, dopo varie sollecitazioni dell’uomo, avrebbe detto di restituire tutto il capitale maturato, pari a 80mila euro. Cosa che avrebbe promesso di fare in due tranche da 40mila euro ciascuna. Somme che per l’accusa il 58enne non avrebbe mai ricevuto. Intanto l’uomo non riusciva a contattare il numero di cellulare intestato al 36enne perché, pur risultando attivo, il contatto del 58enne era stato bloccato.

I due imputati, difesi dagli avvocati Giuseppe Caruana e Fulvia Bravi, negano le contestazioni. Il 58enne è parte civile, tutelato dall’avvocato Valentina Romagnoli.
Il giudice Federico Simonelli ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.




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