Tragedia sull’Adriatica, i testimoni:
«Ha sbandato, poi l’invasione di corsia»
Tasso di alcol oltre 3 volte il limite

OMICIDIO STRADALE - Gli amici che seguivano con l'auto Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario sono stati sentiti dagli inquirenti. In casa del 34enne arrestato trovati 2mila euro che potrebbero essere provento di spaccio. L'Audi A6 del marocchino è stata passata al setaccio dai cinofili. Diverse le aggravanti che il pm contesta all'uomo. Il legale è stato a trovarlo: «E’ disperato per quello che è successo, dice che non ha invaso la corsia opposta»
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L’incidente sull’Adriatica

 

di Gianluca Ginella

L’Audi A6 di Marouane Farah ha sbandato prima di invadere la corsia opposta causando l’incidente in cui hanno perso la vita Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario. Il 34enne marocchino era alla guida con un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,50 grammi per litro (significa oltre tre volte il limite consentito: 0,5 grammi per litro).

Farah-Marouane

Marouane Farah

Questi alcuni aspetti che emergono dalle indagini condotte dal pm Enrico Riccioni. A testimoniare che la vettura del marocchino ha sbandato prima dell’incidente sull’Adriatica, avvenuto nella notte tra sabato e ieri a Porto Recanati, è la coppia di amici che seguiva con l’auto quella su cui viaggiavano Carotti, 47 anni, e Del Vicario, 40, entrambi di Castelfidardo.

Hanno riferito agli inquirenti che prima dell’incidente l’Audi A6 ha sbandato, poi ha invaso la corsia opposta e si è schiantata con la Peugeot 2008 su cui si trovavano Gianluca e Elisa con i loro bambini. A causa dell’urto violentissimo la Peugeot è stata sospinta all’indietro andando a sbattere con quella su cui si trovavano gli amici della coppia. Secondo gli accertamenti svolti dalla procura Farah aveva un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro. Questa mattina è stata perquisita con i cani dei cinofili l’Audi A6 di Farah per cercare se vi fosse dello stupefacente (al momento non si conoscono gli esiti di questo controllo). Sentiti anche i due connazionali che erano in auto con il marocchino. Uno di loro dice che erano stati ad un pub prima dell’incidente. E sullo schianto entrambi dicono di non ricordare quello che è accaduto. «Farah è disperato per quello che è successo. Da quello che mi dice lui, ha fatto un sorpasso ed è rientrato nella sua corsia, poi ha visto dei fari venire dalla direzione opposta e poi c’è stato l’incidente» dice l’avvocato Vando Scheggia che assiste il 34enne, già finito in manette nell’aprile dello scorso anno nell’ambito di una indagine dei carabinieri del Reparto operativo di Macerata che portò al rinvenimento di 223 chili di hashish. Una versione che però contrasta con quanto accertato dalla polizia stradale.

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Il pm Enrico Riccioni

Al momento Farah è ricoverato all’ospedale di Civitanova ed è piantonato. Il legale, che lo assiste anche nel procedimento per lo spaccio di droga, questa mattina è andato a trovarlo in ospedale. Resta da fissare l’udienza di convalida dell’arresto. Il pm Enrico Riccioni gli contesta l’omicidio stradale plurimo e le lesioni stradali. Con le aggravanti di essersi messo alla guida con la patente scaduta e l’assicurazione dell’auto scaduta, la guida contromano, e la recidiva (aveva patteggiato per spaccio ad un anno, sentenza passata in giudicato). Rischia fino ad un massimo di 18 anni di pena. Altra contestazione è quella di aver detenuto hashish, droga che è stata trovata ieri dalla polizia nella sua abitazione di Monte San Giusto. In casa sono stati trovati anche 2mila euro ritenuti provento dello spaccio di droga.

(foto di Federico De Marco)

 

 

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