
Pierfrancesco Castiglioni
«Sbagliato dire che non c’è programmazione per gli interventi al liceo Scientifico. Da mesi la Provincia ha lavorato in sinergia con il Comune e la dirigenza scolastica per trovare soluzioni idonee». Così Pierfrancesco Castiglioni, consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica ed ex dirigente del Liceo, risponde alle critiche mosse dal candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli secondo cui «lo Scientifico diviso in tre sedi è il fallimento della programmazione» ha detto commentando la notizia data da Cronache Maceratesi.
«Quello di Tittarelli – dice Castiglioni che è anche candidato alle comunali con FdI – appare più che altro uno sfogo puramente elettoralistico anziché una analisi approfondita che tenga conto delle problematiche e delle esigenze di una scuola interessata ad un intervento strutturale di adeguamento sismico. Tittarelli lamenta il fatto che non ci sia stata una adeguata programmazione degli interventi. Nulla di più errato: basti vedere come la Provincia abbia seguito e risolto precedentemente una situazione simile che ha interessato il liceo Artistico e come da mesi abbia lavorato in sinergia con il Comune e la dirigenza del Galilei, per trovare le soluzioni più idonee anche per il liceo Scientifico».
Per quanto riguarda le critiche riguardo i ritardi e le inefficienze del trasferimento della sede centrale in via Manzoni all’ex Mestica e ai Salesiani, secondo Castiglioni «è evidente che, per la gran mole di studenti iscritti, il Galilei necessita di più spazi in quanto non tutti possono essere contenuti in un unico edificio. Dovrebbe comprendere che se una scuola ha un determinato numero di studenti e non ci sono contenitori in grado di ospitarli tutti, anche a causa della situazione contingente, non si può fare altro che dividerli utilizzando al meglio gli spazi disponibili. D’altra parte i lavori di adeguamento sismico alla sede centrale del Galilei si devono fare e non sono rinviabili perché altrimenti si perderebbero i finanziamenti; quindi l’accordo raggiunto tra Provincia, Comune, Liceo e altre scuole che attualmente occupano spazi presso l’Istituto Salesiano è stato possibile anche grazie ad una azione improntata alla massima collaborazione. In particolare, per limitare al minimo i disagi per docenti e studenti, si è cercato di dare attuazione alle legittime richieste che la dirigenza scolastica dello Scientifico ha avanzato nel corso di più di un incontro sia con il precedente presidente Parcaroli che con l’attuale presidente Gentilucci.
Riguardo il liceo Artistico Cantalamessa «questa estate tornerà nella sua sede di via Cioci – spiega Castiglioni – liberando i locali dell’ex Mestica che saranno destinati per il prossimo anno ad ospitare lo Scientifico il quale a sua volta traslocherà, sempre questa estate, per farsi trovare pronto alla ripresa della scuola a settembre. Questo programma è stato concordato pienamente con la dirigenza scolastica venendo incontro a tutte le esigenze di spazi e didattiche che ci sono state prospettate: per avere maggiori spazi una parte delle classi verrà collocata nei locali dei Salesiani, gli unici disponibili al momento in città; la segreteria sarà spostata invece nella sede succursale del centro storico presso il Palazzo degli studi dove già il Galilei è presente con diverse classi».
Per Castiglioni «il fatto che il Liceo scientifico debba trovare posto in tre sedi è stata l’unica soluzione percorribile al momento: in città non ce ne sono di altre. E a tale proposito mi piacerebbe sapere cosa avrebbe fatto Tittarelli in una situazione simile. E’ chiaro che un disagio può esserci nell’immediato: il Galilei rappresenta una priorità per la Provincia, però fino a quando a Macerata sono in corso lavori post sisma, e non ci sono ulteriori spazi su cui poter contare per gli istituti scolastici, bisogna che ci organizziamo con quello che c’è. L’ipotesi di uno Scientifico che si riunisca tutto in centro storico, utilizzando anche contenitori di altre istituzioni, esiste ma ci deve essere l’accordo di tutte le parti interessate quando invece anche all’interno dell’Istituto scolastico, non tutti i docenti sono favorevoli a questa soluzione».
«Che poi sia grave che il Liceo scientifico non abbia ancora una sede unica – conclude Castiglioni – risale ad una mancata programmazione di edilizia scolastica di almeno venti anni fa. A tale proposito voglio ricordare che circa una trentina di anni fa (con amministrazioni sicuramente non di centrodestra) alcune classi dovevano tenere le lezioni addirittura un un appartamento con camino annesso».
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