Marcolini ad Appignano: “I miei competitor sembrano venire da Marte”

VERSO LE ELEZIONI - Incontro del candidato alle primarie con i cittadini. Tra i temi trattati l'assessore sottolinea quanto fatto nella sanità: "Eravamo in défault, ora siamo ai vertici e un ringraziamento va anche al personale"
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Pietro Marcolini e il sindaco di Appignano Osvaldo Messi

«Il mio competitor, ma soprattutto i suoi sostenitori, danno l’impressione di venire da Marte. Il Pd ha governato in questi anni Comuni, Province e Regione e anche loro ne hanno condiviso i successi e i problemi. Siamo un partito di governo. Siamo un partito che si intesta i problemi per poi risolverli, non ci limitiamo a indicarli per poi scaricarli in alto e in basso, a Roma o in Europa». Parola di Pietro Marcolini, ieri ad Appignano, durante l’incontro con i cittadini organizzato dal locale circolo del Partito Democratico in collaborazione con quelli di Montefano, Montecassiano, Cingoli e Treia.
Anni difficili per le Regioni. Alle Marche dal 2009 sono venuti meno 1 miliardo e 400 milioni. «Noi ci siamo rimboccati le maniche per risolverli – ha sottolineato Marcolini -. Faccio l’esempio del personale delle Province. Alcuni parlamentari hanno fatto squadra con la Regione e sollecitato il Governo, ci siamo seduti intorno ad un tavolo e lo scorso 29 gennaio i ministri Lanzetta e Madia hanno, con una circolare, risolto in parte in nostri problemi. Altri parlamentari, che vedo collocati a sostegno dell’altra parte, si sono limitati a denunciare l’insufficiente copertura finanziaria per le spese del personale delle Province, criticando la Regione, dopo aver essi stessi approvato in Parlamento la Legge di Stabilità che è la causa della scarsità di risorse».
Alla serata hanno partecipato tra gli altri Osvaldo Messi, sindaco di Appignano, Ornella Formica, sindaco di Colmurano, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, l’assessore del Comune di Treia Adriano Spoletini, e i segretari e dirigenti locali dei cinque circoli. Ha mandato il suo saluto, perché impossibilitato all’ultimo minuto a partecipare, il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena.

Un momento dell'incontro ad Appignano

Un momento dell’incontro ad Appignano

«La politica, le comunità hanno bisogno di persone capaci e oneste come Pietro Marcolini – ha detto il sindaco Messi nel suo intervento -. Conosce bene la regione e l’attività amministrativa. E’ stato sempre vicino alle problematiche della nostra comunità provinciale e locale. La vicinanza senza facili promesse ma con grande impegno e attuando soluzioni concrete. Non lasciamoci ingannare da falsi slogan che si richiamano al cambiamento fine a se stesso, senza avere una consapevolezza piena delle cose da fare in Regione».
Durante il suo discorso, Marcolini è tornato sulla questione sanità, ringraziando «i medici, gli infermieri e tutto il personale per l’impegno e gli sforzi affrontati in questi anni difficili. Abbiamo preso una sanità che era sull’orlo del commissariamento e oggi, dopo anni di impegno, è il Ministero della Salute a certificare il fatto che siamo tra le prime regioni d’Italia per i servizi essenziali. Questo è stato possibile perché abbiamo fatto delle scelte di riforma che dobbiamo portare fino in fondo, ma determinante è stato l’apporto e il sacrificio che tutto il personale della sanità ha dato e vissuto in questi anni. Ne siamo consapevoli e sappiamo che bisogna tornare ad investire sul personale e sul merito. Dobbiamo lavorare con l’orgoglio di quanto fatto e allo stesso tempo con l’ansia di voler migliorare sempre. Questa è la sfida vera che abbiamo di fronte».

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Da sinistra Bruno Mandrelli, Pietro Marcolini e Osvaldo Messi

Al termine dell’incontro a Marcolini è stato donato il documento “Idee nuove per la scuola delle Marche”, nato da una ricerca effettuata tra il personale scolastico per monitorare lo stato attuale e per formulare ipotesi progettuali per la scuola del futuro. «Una buona scuola – ha concluso Marcolini – concorre a formare una buona società. Anche il Governo Renzi si è intestato questa battaglia, nonostante i grandi problemi nel far quadrare i conti. Dobbiamo distribuire le risorse in maniera equa per raggiungere standard di qualità e il più possibile uniformi. Sento parlare di contributo privato. Non sono contrario a prescindere, ma se questo, come spesso accade, diventa obbligatorio, perché poi non ci sono laboratori o corsi, allora lo trovo discriminatorio. Chi non ha soldi iscrive i figli a scuole meno qualificate. La scuola è la priorità tra le priorità».

 

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