Casette per i turisti, museo diffuso
e riqualificazione degli impianti da sci:
il piano per la ripartenza di Ussita

SISMA - Presentato il Programma straordinario di ricostruzione (Psr). Tanti i punti, c'è anche un villaggio per anziani e sarà creato un nuovo parco del laghetto Azzurro. Il commissario Giovanni Legnini: «Ussita meritava uno strumento come questo, gli edifici intorno alla piazza sono stati tutti oggetto di decreto per il contributo e possono partire, tranne un palazzo in cui ci sono divergenze condominiali»
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L’incontro a Ussita

di Monia Orazi

Un villaggio per anziani autosufficienti in quella che ora è l’area sae di Forapezza, casette per i turisti nell’altro villaggio sae della Pieve, la riqualificazione degli impianti sciistici di Frontignano con una cabinovia nuovissima già finanziata per il trasporto delle bici, un museo diffuso nel territorio comunale di Ussita, a partire dal municipio passando per la centrale idroelettrica di Vallazza, la casa natale e le peschiere del cardinale Pietro Gasparri.

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Il commissario Giovanni Legnini

Sono queste alcune delle idee contenute nel programma straordinario di ricostruzione (Psr), la cui bozza prima dell’approvazione definitiva è stata presentata oggi pomeriggio nel ristorante la Mezzaluna, dal sindaco Silvia Bernardini insieme al commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, al sub commissario Gianluca Loffredo, ai tecnici comunali, ai progettisti il team di architetti di Terre.it, i tecnici dell’ufficio speciale ricostruzione Marche, di fronte ad una platea di oltre 100 persone, venute anche da fuori per ascoltare le proposte per il futuro di Ussita.

«Attendiamo le vostre integrazioni – ha detto il sindaco – oggi per Ussita è una giornata importante il Psr segna la rinascita. Vogliamo destagionalizzare la fruizione degli impianti sciistici, per dare una maggiore attrattività turistica a Frontignano. Tutto dovrà essere realizzato entro il 2025 e collaudato nel 2026, andiamo a recuperare un’area fortemente degradata, con palazzi risalenti agli anni Sessanta». Il sindaco ha poi elencato i principali interventi previsti: il recupero del pensionato Sant’Antonio, ma soprattutto il ripristino della funzionalità di tutte le centrali idroelettriche, che negli anni hanno fatto la fortuna del comune montano, grazie ai fondi sulle comunità energetiche per l’energia rinnovabile del Pnrr.

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Sarà creato un nuovo parco del laghetto Azzurro, non sono state ancora finanziate ma sono stati presentati i progetti per il recupero delle peschiere vecchie e la messa in sicurezza della strada comunale Vallazza Tempori.

Nella zona dell’ex caserma dei carabinieri sarà realizzata un’area per la Protezione civile comunale, mentre il vecchio municipio sarà la base del museo diffuso dedicato alla memoria del cardinale Pietro Gasparri che tanto ha reso grande Ussita.

Ha detto il sindaco: «Vorremmo realizzare un museo diffuso su cui puntiamo molto, un’opera bella con il centro studi voluto dalla famiglia Gasparri, dal municipio, alla prima centrale idroelettrica al cimitero di Castelmurato, alla casa natale, alle peschiere di Capovallazza, vogliamo farne un volano di sviluppo e creare tanti posti di lavoro».

L’ex Eca di Tempori sarà adibita a base residenziale per gli operai della ricostruzione  ma il sindaco ha detto che si può riconvertire a villaggio turistico ed ha poi parlato del campeggio ex Quercione: «Siamo usciti da una lunga vicenda giudiziaria, la situazione si può risolvere con un intervento urbanistico. Il consorzio di bonifica ci ha detto che sta per presentare il progetto di riduzione del rischio idrogeologico R quattro di tutta la vallata. L’approvazione segnerà l’inizio della ricostruzione di tutta la zona  non ci sarà necessità di delocalizzazione delle abitazioni private, solo i campi da tennis saranno delocalizzati per creare una sacca di espansione, per una condotta meno invasiva dell’abitato».

A Valruscio sarà realizzata una pista ciclopedonale e di mobilità dolce. Ha concluso Bernardini: «Questa è una bozza da cui partire, un lavoro intenso predisposto dai tecnici, interventi realizzati grazie al commissario Legnini e a tutta la sua struttura che ringrazio a nome di tutta Ussita per quanto fatto e per quanto potrà fare».

IMG_20221118_194227_721-650x488Legnini ha poi sottolineato la vastità e la corposità dei progetti contenuti nel Psr: «È un ottimo lavoro ma è trascorso un po’ troppo tempo, lo vogliamo recuperare, concentriamo la fase delle osservazioni, tutto deve avvenire in poche settimane, altrimenti i tempi rischiano di allungarsi. Ussita meritava uno strumento come questo, gli edifici intorno alla piazza sono stati tutti oggetto di decreto per il contributo e possono partire, tranne un palazzo in cui ci sono divergenze condominiali da risolvere. Questo strumento insieme agli altri, permetterà di avviare molti cantieri ad Ussita».

Legnini ha annunciato per il 23 novembre la cabina di coordinamento che approverà il testo unico sulla ricostruzione privata e ha confermato che dal primo gennaio partirà il nuovo sistema digitale che sostituirà il Mude, per la presentazione e gestione delle pratiche.

È tornato a sollecitare i tecnici degli uffici pubblici: «Si devono portare avanti per cercare di recuperare il tempo trascorso, non si può aspettare un tempo infinito, mi appello ai dipendenti di Ussita perché facciano in modo più veloce e più rapido».

A questo punto è intervenuto il capo dell’ufficio tecnico di Ussita Patrizia Ortenzi che ha detto che non riesce a trovare 5 figure professionali. Legnini ha poi concluso dicendo che ci sono ben 2.541 progetti di microimprese presentate per il fondo complementare nazionale sisma: «È il segno di quanto la gente ci tenga a far ripartire tutto il territorio del cratere sismico».

È intervenuto il consigliere Guido Rossi dell’opposizione che ha sottolineato le difficoltà di circa 14 abitazioni a Calcara per la presenza del rischio idraulico R quattro, Legnini ha confermato quanto detto da Silvia Bernardini e a breve sarà convocata la conferenza dei servizi dall’ingegnere Loffredo per l’approvazione del progetto preliminare, per la riduzione del rischio idraulico. Un uomo che ha una casa di 80 metri quadrati, da ricostruire a Castelsantangelo parlando di un aumento di accollo da 45mila a 70mila euro, dell’aumento dei prezzi di ricostruzione da 2.456 euro al metro quadro del 2019, ai 5.400 del 2022, con 70mila euro di accollo previsti dal suo tecnico, parlando di un aumento spropositato delle parcelle dei tecnici. Legnini ha detto di dissentire radicalmente dalle sue conclusioni, ha ribadito che il tempo medio che passa tra la presentazione di un progetto e l’emissione dell’ordinanza è di 120 giorni nel 2022 e che se una casa da ricostruire costa oltre 5mila euro al metro quadrato a Castelsantangelo, qualcosa non va e ha invitato i cittadini a segnalare situazioni anomale. Ha detto che le parcelle dei tecnici sono state adeguate a quelle vigenti per decreto ministeriale. È intervenuto anche Gianfranco Tombini titolare dell’ex albergo Felycita di Frontignano: «Sono stato costretto a fermare il progetto dopo due anni –  ha detto amareggiato – perché dovrei pagare 460mila euro di anticipo dell’Iva e non ho la forza per farlo». Legnini ha ribadito di essersi dato da fare molto per superare questo problema e che dovrebbe essere firmata a breve una convenzione con il Medio credito centrale, per cui lo Stato anticipa la garanzia per l’anticipazione bancaria dell’Iva.

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