Marzetti appende la politica al chiodo:
«Dopo 27 anni ritorno alla campagna…
quella elettorale sarà una lotta a tre»

CIVITANOVA - L'addio alle scene del decano della vita amministrativa cittadina: una carriera lunga 27 anni, che lo ha visto ricoprire i ruoli di sindaco, vice, assessore, consigliere di maggioranza e opposizione. Dalla prima chiamata nel '95, all'ultima esperienza in Consiglio: «Ciarapica umanamente è come un figlio ma dal punto di vista politico troppo spesso si è mosso da solo». Passando per i desiderata all'amministrazione che verrà e le prossime elezioni: «Vedo il sindaco uscente, Mirella Paglialunga e Silvia Squadroni appaiati al 30%. Io non appoggerò nessuno»
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Sergio Marzetti, durante l’incontro in cui ha annunciato l’addio dalle scene. In 27 anni è stato assessore, vice sindaco, sindaco per qualche mese, consigliere d’opposizione e di maggioranza (foto De Marco)

di Giovanni De Franceschi

Dicembre 1995 – Aprile 2022: si chiude un’epoca per Civitanova, cala il sipario sull’avventura politica di Sergio Marzetti. Il consigliere comunale ha annunciato il suo addio “dalle scene” dopo quasi 27 anni, in un incontro dal sapore amarcord, con uno sguardo anche critico sull’attualità e qualche speranza per il futuro. Dall’ingresso nel panorama politico come outsider, ai diversi ruoli di primo piano svolti come amministratore, fino all’ultima esperienza non priva di contrasti con l’amministrazione Ciarapica e all’attuale campagna elettorale. «E’ una campagna dura e diventerà molto infuocata – ha predetto Marzetti – i risultati sono assai incerti. Vedo Fabrizio Ciarapica, Mirella Paglialunga e Silvia Squadroni appaiati con un 30% a testa e chi non andrà al ballottaggio sarà l’ago della bilancia».

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Sergio Marzetti (Foto De Marco)

Ma bisogna riavvolgere il nastro e tornare al quel dicembre 1995 per inquadrare meglio la storia politica di Marzetti. Perché l’esordio e l’uscita di scena sono i due punti di una stessa parabola che finiscono per incontrarsi. «Era l’8 dicembre – ha ricordato il consigliere comunale che all’epoca aveva 45 anni e insegnava a Ragioneria – io ero vestito per andare in campagna quando mi chiamò Rinaldo Gnocchini, che era stato eletto con Forza Italia e durante la campagna elettorale mi aveva chiesto una mano. Mi disse: “Ci dobbiamo vedere subito, ci serve un assessore al Bilancio”. E io: “Stiamo su scherzi a parte?”». No non era uno scherzo, perché il neo eletto sindaco Erminio Marinelli aveva problemi a comporre la giunta e venne fuori il nome di Marzetti, che fino ad allora non aveva mai avuto niente a che fare con la politica.

Così inizia la sua avventura: assessore al Bilancio e vicesindaco per tutta la legislatura; nel 2000 con la rielezione di Marinelli viene confermato vice con deleghe al Turismo e al Commercio tra le altre, poi con l’incompatibilità di Marinelli e le sue dimissioni, fa anche il sindaco da ottobre 2001 a giugno 2002; nel 2002 si candida con il Pdl, viene eletto e continua a fare l’assessore per il Marinelli ter; poi la seconda elezione, nel 2007 con Forza Italia, e ancora un ruolo di assessore all’Ambiente nella giunta Mobili; quindi cinque all’opposizione con il sindaco Corvatta e nel 2017 l’ultima elezione, risultando il più votato di Forza Italia. Ma nonostante questo la nomina di assessore da Ciarapica non arriva. Probabilmente una ferita aperta, anche se lui non lo ammette.

«Adesso – ha spiegato – ho deciso di fare il percorso inverso e di riprendere quel viaggio verso la campagna interrotto nel ’95. Lo faccio senza polemiche, dopo 27 anni mi sembra giusto tirare in remi in barca. Anche se sono diverse le cose che non ho condiviso di questa amministrazione. Già dalla prima giunta, non tanto per la mancata nomina, quanto perché fin da subito non ho visto quello spirito di squadra necessario». E infatti è proprio questo ciò che rimprovera maggiormente al sindaco uscente. «Ciarapica umanamente è come un figlio – ha sottolineato – ma dal punto di vista politico gli rimprovero un eccessivo isolamento, troppo spesso si è mosso da solo. Con un’azione di squadra sarebbe andato avanti meglio: un sindaco deve amalgamare la sua maggioranza. E poi c’è il fatto che ha cercato di andarsene (il riferimento è alle Regionali del 2020, ndr)». 

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Sergio Marzetti col sindaco Fabrizio Ciarapica

Dai risultati ottenuti come amministratore – la prima Bandiera blu nel 2004, l’avvio della raccolta differenziata, la creazione del sistema turistico integrato, l’istituzione del catamarano per la Croazia, l’inaugurazione della sede di Unimc e della nuova caserma dei carabinieri, tanto per citarne alcuni – ai desiderata per l’amministrazione che verrà. Desiderata che possono essere letti in controluce anche come una critica ad alcune scelte dell’amministrazione Ciarapica.

«A chi verrà dopo – ha evidenziato – chiederei di rivedere innanzitutto l’oscenità della rinuncia alla prelazione per Villa Eugenia, bisogna riaprire un discorso con i Giordani per capire se ci sono spazi di manovra. Lo stesso bisogna fare per lo Stella Maris e per la sede di Unimc, discorso interrotto a causa della pandemia. Bisogna pensare a un progetto per la Casa studenti-anziani e si potrebbe riprendere il progetto del catamarano. Infine vorrei veder tornare i Teatri di Civitanova ai fasti  e all’importanza culturale che avevano ai tempi delle giunte Marinelli e Mobili, non possono restare succubi dell’Amat come ora».

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Sergio Marzetti, allora assessore al Turismo, riceve la prima Bandiera blu per Civitanova

Proprio in tema Teatri, l’altro giorno l’ex direttore Di Lupidio ha segnalato in polemica la fine del rapporto con Mariella Ranieri e Danilo Ubaldini. La domanda che mi sono posto, come ex direttore dell’azienda ed avendo avuto modo di conoscere le indiscusse doti professionali ed umane sia di Mariella che di Danilo è perché questo? Un buon amministratore – ha detto Di Lupidio – sa riconoscere il valore umano e professionale dei suoi collaboratori e fa di tutto per tenerli nella propria azienda. Qui invece si è fatto il contrario. Cosa incomprensibile».

Tornando a Marzetti e al suo addio alla politica, non poteva mancare un un riferimento agli avversari in un bilancio di “fine mandato”. «Il mio storico avversario? Senza dubbio Giulio Silenzi – ha aggiunto – I primi contrasti sono iniziati quando lui era assessore al Turismo in Regione e io assessore al Tursimo in Comune. Tra noi c’è sempre stata una simpatica e genuina lotta, ci siamo attaccati e rispettati allo stesso tempo». Infine l’attualità, in particolare la campagna elettorale. Detto che lui vede una corsa alla pari tra Ciarapica, Squadroni e Paglialunga che si risolverà solo all’ultimo voto, assicura che non appoggerà nessuno ufficialmente. «Mi danno vicino alla Squadroni? Ci conosciamo da sempre, sono stato anche alla sua cresima, ma non sono vicino a nessuno – ha assicurato – Sono vicino e voterò, più che un candidato sindaco in particolare, gli amici che conosco, stimo e so che potrebbero lavorare bene per la città. Ritorno a 27 anni fa in tutto e per tutto».

 

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