Morgoni sulla guerra:
«Potrebbe sfuggire di mano,
ci sono aziende con forniture bloccate»

MATELICA - Il deputato del Pd, ospite del comitato locale del partito, ha affrontato il tema del confitto Russa-Ucraina, e della conseguente precaria stabilità economica del territorio: «Alla Cina interessa crescere e per questo è necessaria la pacificazione; ha già mostrato qualche segnale di insofferenza, segno che nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche schiarita»
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Il deputato Mario Morgoni a Matelica

 

di Monia Orazi

«La situazione del conflitto russo ucraino potrebbe sfuggire di mano, bene che vada si arriverà al cessate il fuoco, intavolando una discussione seria su alcuni dei quattro punti chiesti dalla Russia. È un dato incancellabile che la Russia sia una potenza mondiale, occorre pensare a un sistema di garanzie reciproche di sicurezza, la guerra ha messo in luce un retaggio di una situazione passata, la Nato risale all’epoca della guerra fredda. Manca una politica comune dell’Unione europea sulla sicurezza». Con queste parole a Matelica l’onorevole Mario Morgoni ha illustrato ieri alcuni temi, dal conflitto Russia-Ucraina, alle conseguenze economiche e sociali della guerra, all’esame delle criticità della situazione provinciale maceratese, in un incontro voluto dal comitato cittadino del Pd, diretto dal segretario Vincenzo Gaoni. Presenti diversi simpatizzanti, tra cui l’ex sindaco Alessandro Delpriori.

mario-morgoni-matelica2-325x244«Siamo fortemente dipendenti dalla Russia per il fabbisogno energetico – ha continuato il deputato – ma ad esempio per il raddoppio della Tap (il gasdotto che porta in Europa il gas naturale dell’Azerbaijan) ci vorranno due anni. Il tema dell’energia sarà cruciale, ci dà l’opportunità di ripensare le politiche energetiche e ragionare in ottica europea, superando anche certe resistenze come ad esempio i rigassificatori, che invece consentirebbero di avere una riserva nei momenti critici». La discussione si è spostata sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, per cui ha spiegato Morgoni: «C’è un conflitto sul recupero energetico dei rifiuti, va messa una grande spinta sulle energie rinnovabili, smantellando gli ostacoli burocratici che sussistono per realizzare gli impianti. Alcuni di questi temi saranno affrontati nel decreto bollette, che sarà approvato a breve. Si accelera drammaticamente il tema della riconversione energetica, anche grazie ai fondi del Pnrr vanno creati canali alternativi di approvvigionamento, perché nonostante il conflitto la situazione non sarà destinata a normalizzarsi a breve».

Morgoni ha poi analizzato le conseguenze economiche in particolare per le Marche: «Il comparto calzaturiero marchigiano risente fortemente del conflitto, vanno trovate le risorse per sostenere le imprese che hanno forniture e pagamenti bloccati, in attesa che la situazione possa normalizzarsi. Mi è stata proposta la presidenza dell’istituto europeo per l’Asia, ci sono zone come l’Iran e l’Azerbaigian, che hanno una forte propensione per l’Italia e un’area di circa 500 milioni di abitanti. L’Iran è sul punto di chiudere un accordo con gli Stati Uniti per attenuare il regime di sanzioni, è una buona prospettiva. Considerando la crescita dell’export, dal punto di vista economico non vedo un danno letale per l’economia italiana. Va lanciata un’idea forte d’Europa, un’idea politica, perché questo continente al momento è solo una comparsa».

mario-morgoni-matelica5-325x244In tema di rifiuti il deputato Pd ha fatto riferimento al Cosmari: «Il sistema Cosmari non è riuscito ad individuare nemmeno una discarica, tanto che si abbancano i rifiuti a Cingoli con costi quattro volte superiori. Sono soldi buttati via, perché tanto poi si dovrà realizzare l’impianto, il tutto aggravato dalla mancata pianificazione nella gestione dei rifiuti, sia dei privati, che delle aziende che devono portarli fuori con spese notevoli, perché in zona non esistono impianti appositi. Un elemento di forza del sistema pubblico è la credibilità, Cosmari non ce l’ha perché ha detto per tre volte che si sarebbe chiusa Cingoli invece per altrettante volte è stata riaperta. Da sindaco di Potenza Picena avevo preso l’impegno per due anni e 95.000 metri cubi di rifiuti da abbancare in discarica e li ho rispettati. Per individuare la discarica occorre ripartire dal piano del 2001 ragionando sui siti dove è possibile realizzarla».

Tornando a parlare del conflitto ha affermato: «Alla Cina interessa crescere e per questo è necessaria la pacificazione; ha già mostrato qualche segnale di insofferenza, segno che nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche schiarita». Di fronte alla domanda sul caro carburanti e sul caro bollette ha risposto Morgoni: «Sono stati fatti interventi sugli oneri di sistema, il decreto è in fase di conversione inizieremo le audizioni la prossima settimana, è stato fatto un stanziamento di risorse pubbliche ingente e c’è un rischio di stasi per il Pil. Il tutto è aggravato dalla situazione di fragilità politica, le elezioni sono vicine, si insegue il consenso». È stato fatto un riferimento alla recente elezione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Morgoni ha affermato: «È stata un’anomalia politica, ma è una figura autorevole necessaria e sarebbe stato problematico sostituirlo. Io non l’ho votato dal primo turno, ma da quando è emerso che a votarlo era la maggioranza. Il Pd non aveva un nome proprio su cui puntare». Parlando dei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza l’ex sindaco di Matelica Alessandro Delpriori ha parlato di 26.500 ricercatori a tempo determinato che nei prossimi due anni saranno immessi nel sistema nazionale di ricerca, chiedendosi se dopo tre anni saranno riconfermati. Ha spiegato Morgoni: «Il Pnrr rappresenta un’occasione di cambiamento, che può trasformarsi in occasioni di lavoro ma va fatto oggetto di pianificazione forte». Ha presentato l’esempio dei 300 milioni di euro stanziati per il recupero delle dimore storiche, auspicando un pieno recupero di Villa Bonaccorsi, su cui il ministero ha esercitato la prelazione.

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