Beffa per i medici di famiglia:
«Non possiamo più conoscere
se i nostri pazienti sono vaccinati»
MACERATA - Paolo Accattoli, medico di base, lamenta che da un mese non è più accessibile il sito Sirte: «Mi hanno detto che è per la privacy. Io dei miei assistiti conosco ogni patologia, che è l'unico modo per poterli curare. E' l'ennesimo ostacolo che ci viene messo davanti»
«Oscurato il sito Sirte per conoscere quali fossero i nostri pazienti già vaccinati, dicono che è per la privacy, ma come medici dei nostri assistiti conosciamo ogni patologia, solo così possiamo curarli», così il medico maceratese Paolo Accattoli. Parla di un fatto «secondo me estremamente grave che riguarda la campagna vaccinale contro il Covid. Noi medici abbiamo la possibilità di vaccinare i nostri pazienti e la maggior parte di noi lo sta facendo ormai da diversi mesi, con la fattiva collaborazione del distretto. Fino a poco tempo fa avevamo la possibilità di vedere nel sito denominato Sirte Marche i nostri pazienti già vaccinati (sia da noi che dai Centri vaccinali) e quindi regolarci sulle persone ancora da contattare per la vaccinazione. Da circa 1 mese questo sito è stato oscurato, possiamo vedere solo i pazienti vaccinati da noi». Il medico per avere spiegazioni ha chiamato l’Asur «è stato risposto da un funzionario che “si tratta di un problema di privacy”. Ora, l’assurdità di tale motivazione è lampante, visto che io, dei miei assistiti conosco (visto che mi autorizza a farlo nel momento in cui si iscrive con me) qualsiasi tipo di patologia e di intervento sanitario, perché solo così sono in grado di seguirlo e curarlo, tra l’altro senza che mai nessuno abbia avuto nulla da obbiettare». Insomma, continua il medico «Questo è solo l’ultimo dei molti ostacoli che abbiamo dovuto superare fin dall’inizio della campagna vaccinale, che non ci hanno permesso di dare il contributo che avremmo voluto e potuto dare, visto che, ad esempio, molti di noi tra ottobre e novembre scorso hanno vaccinato per l’influenza ognuno tra le 400 e le 600 persone (in meno di 2 mesi). E’ un ulteriore esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto i medici di medicina generale in questo Paese siano tenuti in considerazione».






































È una cosa proprio ridicola!
Signori siamo in Italia tutto e’ possibile anche le cose senza logica.La privacy ma non diciamo castronerie visto che con gli smartphone sanno di noi vita morte e miracoli .
L’ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, del processo di sistematica delegittimazione della medicina territoriale relegata, di fatto ad essere una medicina di serie B, con un carico burocratico ormai divenuto insopportabile ed ingestibile.
Il problema della privacy è davvero una questione stucchevole: regole contraddittorie, nulla di chiaro che non fanno altro che aumentare la sensazione di disorientamento e marginalizzazione degli operatori sanitari ad un mero ruolo di “gestori di carte e documenti”. Il problema della mancata possibilità di collegamento al portale Sirte, come opportunamente segnalato dal collega Paolo Accattoli, è la ciliegina sulla torta di un sistema confusionario e improduttivo in termini di qualità delle prestazioni sanitarie fornite dai medici di medicina generale. Non si capisce a quale scopo, con quale obiettivo e finalità.
Ad ogni modo anche questa scelta, e non solo ovviamente, contribuisce ad un risultato finale ormai certo e sotto gli occhi di tutti: il Medico di Famiglia (di base se volete!) è una figura professionale in via di estinzione; l’età media è superiore ai 60 anni ed i giovani Colleghi non vogliono fare questo lavoro, preferiscono una specializzazione e l’Ospedale. Hanno ragione!
Dr. Luciano Caraceni
Medico di Medicina Generale
Ogni paese ha i propri Talebani che impongono ai loro concittadini le leggi più assurde. Ma noi Italiani ad ogni tornata elettorale siamo tanto intelligenti che ci scegliamo sempre i talebani peggiori disponibili sul pianeta. Ma in quale senso logico sta scritto che un medico per curare i suoi pazienti non deve avere tutte le informazioni utili per poterli curare.
In questo paese: la privacy è la sorella gemella dell’ambiente. Sono due cose che non sono mai state tanto deturpate come dopo che sono state fatte tante leggi e leggine per la loro protezione. Quindi: l’unica scialuppa di salvataggio che abbiamo, è quella di cacciare tutti i talebani di casa nostra.
Sirte è in mano alle milizie di Haftar.
Che barzelletta questa della privacy. Che la applicassero per le cose veramente importanti, e quando bisogna tutelarla davvero, non per le s…
Il dottore non può chiederlo al suo assistito/a se è vaccinato? Dato che conosce vita e morte loro.
PAOLA GERINI, chi è il suo Medico di famiglia che l’ha curata a casa e con che cosa? Spero non con la tachipirina, ma con quelle sostanze consigliate dai medici di Ippocrate.org che curano subito ai primi sintomi e che se poi la situazione si aggrava mandano i pazienti in ospedale.
Privasy!!! Ma non diciamo idiozie! Nei luoghi di lavoro si può essere licenziati se non si esibisce il green pass e così in qualsiasi ristorante, aereoporto, teatro o simili e chiunque può sapere se siamo vaccinati e il nostro medico curante no? Ma siamo in Afghanistan? Il medico può accedere al sito che riporta tutte le nostre analisi, anche le più imbarazzanti e non può sapere se siamo vaccinati? Ma perché è una notizia da non far sapere al medico curante? Io non credo che sia perché si vuole screditare il suo ruolo, ANZI!! In realtà stanno ammettendo che questa categoria indipendente, libera e non controllabile è l’unica che ha sottomano TUTTI I CITTADINI ed è l’unica che può verificare la reale efficacia dei vaccini ed eventuali problematiche che dovessero emergere nel tempo a causa dei vaccini stessi, tutte cose che sin dall’inizio hanno cercato di minimizzare e/o nascondere!! Spero proprio di sbagliarmi, ma un saggio proverbio dice: “A pensar male si fa male, ma per lo più ci si azzecca!”.