Adriano Ciaffi compie 90 anni,
il Pd rilancia la “città dei 100mila”
CAPOLUOGO - Gli auguri del comitato provinciale all’ex sottosegretario e presidente della Regione: «Le sue intuizioni restano valide per il futuro di Macerata»

Adriano Ciaffi
Adriano Ciaffi compie 90 anni e il comitato provinciale del Partito Democratico, oltre a mandare gli auguri, rilancia alcune idee portate avanti da Ciaffi indicate come «intuizioni strategiche che a distanza di anni restano valide per rilanciare una profonda riflessione urbanistica e politica sul futuro del capoluogo».

Adriano Ciaffi all’incontro di domenica scorsa con Stefano Bonaccini
Esponente popolare e cattolico democratico, Ciaffi è stato tra i politici marchigiani più influenti della sua generazione. Sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera e presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978. Il suo nome è legato anche a due passaggi fondamentali per gli enti locali: la legge 142 del 1990 sull’ordinamento delle autonomie locali e la legge 81 del 1993, che ha introdotto l’elezione diretta del sindaco.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saluta Adriano Ciaffi in occasione dello scorso 25 aprile a San Severino
Al centro del ragionamento del Pd torna l’intuizione della “città dei 100mila abitanti”, idea rilanciata nelle settimane scorso dal Terzo polo, a sostegno della corsa a sindaco di Mattia Orioli. Una formula che, precisa il Pd, «non va letta come semplice espansione demografica, ma come costruzione di una massa critica di utenti, residenti, studenti e pendolari, da servire attraverso funzioni più forti e integrate. L’obiettivo indicato è quello di Macerata come “città dei servizi”, capace di coordinare sanità territoriale, welfare, infrastrutture digitali e rapporti con i Comuni vicini».
In questa visione, il capoluogo non viene considerato come centro isolato, ma come «perno di un distretto urbano più ampio, in rete con le realtà limitrofe e con le polarità economiche, turistiche e sociali della vallata». Un’impostazione che il Pd lega anche al tema del nuovo ospedale e alla necessità di governare le trasformazioni del territorio con una prospettiva sovracomunale.
Tra i punti richiamati dal partito anche la “città diffusa e partecipata”, cioè il superamento della “frattura” tra centro, quartieri e frazioni attraverso un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte amministrative. Altro nodo è quello del centro storico, con il richiamo al progetto “Centro Città 7A”, all’accessibilità, alla sosta e al decoro urbano. Il partito rilancia inoltre la necessità di andare «oltre il monotematismo», puntando su «residenza stabile, artigianato di servizio, commercio, turismo, giovani, Università e Accademia di Belle Arti».
Uno degli uomini politici più importanti e più lucidi della città di Macerata.
Se il mondo fosse abitato solo da Sua Eccellenza Onorevole Avvocato Presidente Ciaffi e da artisti sarebbe pacifico e gioioso…
La prima repubblica non la scordano mai neanche quelli che s’incaricano di fartela dimenticare.
(Integrazione al sacro testo zaloniano)
https://www.youtube.com/watch?v=G-8h3rhREV0
…ah, già, Massimo, il posto fisso, che oggi s’è trasformato in…il posto fesso!!? gv
Ciaffi fu protagonista della legge 142/90. La migliore riforma sugli enti locali. Non credo, o comunque non ricordo, un suo protagonismo per l’elezione diretta dei sindaci che ha letteralmente svuotato la “sua” riforma. Il presidenzialismo mi sembra lontano dalla cultura politica di Adriano. In ogni caso un eccellente politico cui rivolgo sinceri auguri.
Spesso, parlando di politica con i giovani, dico che ci sono stati periodi che abbiamo mandato in Parlamento, tre avvocati, appartenenti alla DC, PCI, AN che hanno rappresentato degnamente il territorio e tutti i cittadini, anche quelli che non votavano, per i partiti che ho citato. I Partiti erano ben consci che occorreva una classe dirigente preparata. A loro si poteva delegare la riforma Costituzionale, non agli attuali scappati di casa (tranne rare eccezioni) di tutti partiti e movimenti.
Auguri per questo compleanno speciale. Vedere il Presidente Mattarella in questo caloroso saluto è una bellissima immagine
I miei più sinceri auguri al più importante uomo politico che Macerata abbia espresso dall’avvento della Repubblica
Auguri veri e sinceri al vecchio amico Adriano.Un democristano doc di area liberal-cattolica, protagonista in città e al Parlamento di importanti leggi. Ho sempre frequentato i suoi convegni, le adunate culturali al Circolo De Gasperi, la sua passione e volontà di tenere e ritenere importante la cultura. Fu lui che con l’invenzione de “Il mese” costruì una rete importante con Urbino, penso al filosofo Mancini e al mio vecchio amico Gastone Mosci. Non a caso io e Remo Pagnanelli scrivevamo per “Il Mese”, ed inoltre altri convegni con la presenza di architetti e liberi pensatori. Ecco, a mio avviso, la politica di allora, e lo dico senza nostalgia, aveva il privilegio di “pensare”, c’era un “pensiero”, non uno spot.Pur essendogli vicino io appartenevo all’area di Forlani, ovvero da noi Rodolfo Tambroni. Sebbene le correnti fossero presenti c’era rispetto e dignità. Adriano ha rappresentato il meglio della prima repubblica, insieme ai suoi amici e avversari, quando esisteva quella che si deve definire “classe politica”. Quando tragicamente morì mio fratello Pino mi telefonò e mi disse: ” domani in Chiesa leggi una poesia”. Lo feci non perché trovavo l’indicazione giusta e sapiente, ma etica e morale. Salutando Adriano porgo i saluti anche alla moglie Ornella.
Non è infrequente incontrarti, carissimo Adriano, in giro per Macerata. L’avanzare dell’età su di te non sembra aver scalfito proprio nulla: scambi di battute, ancora lungimiranti pennellate sulla nostra storia e cultura cittadine, quella bella energia che spinge a prendersi cura dell’esistente e a rilanciare guardando avanti. Sì, sempre un piacere incontrarti. Tantissimi auguri di buon compleanno!