Alta tensione tra FdI e Lega
sugli assessorati di peso

REGIONALI - Scintille su Sanità a Agricoltura. Soprattutto per la prima casella Giorgia Meloni e i suoi vorrebbero Carlo Ciccioli, ma il Carroccio non intende cedere dopo aver lasciato il candidato governatore agli alleati. Botta e risposta con il commissario regionale Riccardo Augusto Marchetti
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Riccardo Augusto Marchetti e Giorgia Meloni

 

Tornano i venti di burrasca tra Lega e Fratelli d’Italia alla vigilia del voto del 20 e del 21 settembre prossimi per il rinnovo del Consiglio regionale delle Marche e l’elezione del governatore. Un accenno, in apparenza innocente, tra una battuta e l’altra, fatto dal commissario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti è bastato a scatenare la reazione della presidente nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. «Su sanità e agricoltura abbiamo qualcosa da dire e vorremmo dire la nostra nella nuova giunta regionale», aveva detto più o meno Marchetti (leggi l’articolo) e in giornata, da Pesaro, era arrivata la replica della Meloni a stretto giro di posta: «Non è questo il momento di parlare di assessorati» (leggi l’articolo). Un richiamo che è suonato, in casa Lega, alla stregua di una lezioncina non gradita di politica. Al punto che Marchetti è tornato sull’argomento, quasi a voler ristabilire le distanze, pur all’interno della stessa coalizione. «In Umbria, a un mese dal voto, fu la Meloni a chiedere il ticket per l’allora candidato Marco Squarta come vice della attuale governatrice Tesei. Ne dovrei dedurre che se il candidato è della Lega, si può chiedere il ticket e quando invece è di Fratelli d’Italia non si può fare? Concordo comunque con la Meloni, è prematuro parlare di assessorati ed infatti io non ho fatto alcun riferimento agli assessorati, ho solo detto quali sono le deleghe per le quali la Lega ritiene di avere candidati di elevato spessore». Marchetti getta acqua sul fuoco, ma l’effetto è ugualmente incendiario. La tensione è insomma ben palpabile. In teoria, avendo FdI il candidato governatore, vale a dire Francesco Acquaroli, sembra difficile poter reclamare deleghe pesanti in caso di vittoria. Meno che mai la sanità, con buona pace di chi ha impostato su questo la propria campagna elettorale. A meno che la Lega non voglia dare il via libera a un assessore alla Sanità di FdI, tipo Carlo Ciccioli giusto per fare un nome. Sembra più un esercizio scolastico che un’ipotesi sul tavolo. Sul fronte maceratese i candidati di peso della Lega – in chiave giunta – sono quelli che hanno già avuto esperienze da primi cittadini, come Filippo Saltamartini e Anna Menghi. Altri tre sindaci maceratesi di peso sono in corsa con il centrodestra e pure aspirano a un ruolo di un qualche tipo: il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che corre con una Forza Italia che non ha più i numeri a doppia cifra di una volta, il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi chiamato con i Civici per il Territorio a firmare un’impresa per superare lo sbarramento di accesso al Consiglio e il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli in corsa per la Lega. Tra Lega e Fratelli d’Italia nessuno però mette becco: tra i due litiganti è meglio non provare nemmeno ad inserirsi. Silenzio sull’argomento dal candidato governatore Francesco Acquaroli che resta concentrato sulle urne e non vuole sentire parlare di altri argomenti, almeno non ufficialmente.

(L. Pat.)

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