«Sanità, nessuna lezione da Mangialardi
Il centrodestra è unito verso la vittoria»

IL COMMISSARIO regionale della Lega Riccardo Marchetti contro il candidato governatore del centrosinistra, che aveva definito squallido il siparietto con la Meloni per i prossimi assessorati: «E' inaccettabile che un esponente del Pd salga in cattedra dopo lo scandalo in Umbria»
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Riccardo Augusto Marchetti, commissario regionale della Lega

«Il centrodestra è unito verso la vittoria: Mangialardi si preoccupi del suo partito frammentato e allo sbando ed eviti di impartire lezioni non richieste a chi ha dato a più riprese prova di non averne alcun bisogno». Sono le parole del commissario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti, che commenta così l’entrata a gamba tesa del candidato governatore del centrosinistra sulla polemica tra lo stesso Marchetti e la leader di FdI Giorgia Meloni. Mangialardi aveva definito squallide le frecciate che si erano lanciati i due in merito ai prossimi assessorati della giunta regionale. «È inaccettabile – contrattacca ora Marchetti – che un esponente del Partito Democratico abbia la presunzione di salire in cattedra quando si tratta di sanità, soprattutto se si parla nello specifico di sanità in Umbria. Lo scandalo Sanitopoli – ha ricordato – ha fatto balzare tristemente alle cronache nazionali la mia regione: alcuni dirigenti locali del Pd sono finiti agli arresti, altri sono indagati e il reato a loro contentato è di ‘associazione per delinquere’. L’assessore alla Sanità della nuova giunta a trazione leghista, Luca Coletto, è arrivato in Umbria per importare un modello di sanità eccellente: quello Veneto, che la Lega auspica di poter realizzare anche nelle Marche. Sarebbe inoltre opportuno – ha incalzato Marchetti – che prima di emettere sentenze, il candidato presidente del Pd nelle Marche, quantomeno si informi: in Umbria non si è mai parlato di privatizzare la Sanità, ma di adottare misure volte a risollevare un settore vitale, che è stato compromesso dal clientelismo di una sinistra individualista e arrivista. Peraltro, l’inconsistenza dell’ode all’attuale sistema sanitario delle Marche promossa da Mangialardi – ha spiegato Marchetti – è stata prontamente smentita da una candidata della sua stessa coalizione, che ha ammesso le lacune sanitarie targate Pd. Se glielo ricordano anche i suoi, Mangialardi farebbe bene a mostrare un briciolo di onestà intellettuale e senso critico nei confronti di qualcosa che non funziona, piuttosto che svilire un sistema consolidato e funzionante come quello del Veneto. I marchigiani sono costretti a recarsi nelle regioni limitrofe perché le lista d’attesa sono dilatate e non consentono cure adeguate in tempi brevi: ostinarsi a sostenere che quello delle Marche sia un sistema sanitario efficiente, o è follia o ignoranza. Il candidato del Pd dovrebbe inoltre soltanto avere a cuore il futuro delle Marche, produrre contenuti e proposte concrete per rilanciare una regione messa in ginocchio dal suo stesso partito, invece dobbiamo constatare che la sua attenzione è concentrata a fomentare strumentali e vuote polemiche sul centrodestra. Nessuno, né la Lega né Fratelli D’Italia, ha mai parlato di poltrone – ha precisato – ogni partito ha le proprie peculiarità e punti di forza, nel caso della Lega, agricoltura e sanità. Evidenziarli non equivale certo alla volontà di spartirsi il potere – ha concluso Marchetti – quella è una deplorevole prerogativa della sinistra, anche se, considerate le recenti tornate elettorali, è un privilegio che i cittadini non gli consentono più».

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