Buoni spesa, a Macerata
1.445 le richieste:
ultime ore per fare domanda
CORONAVIRUS - Il Comune ne ha erogati 386. L'ente, visto l'elevato numero di persone che chiedono l'aiuto per acquistare generi alimentari, ha fissato un termine per la ricezione di nuove istanze: c'è tempo fino alla mezzanotte di domani
Buoni spesa, il comune di Macerata ha fissato la scadenza per farne richiesta alla mezzanotte di domani (16 aprile). Il Comune finora ha ricevuto un gran numero di richieste: 1.445 con 386 buoni sin qui erogati per un totale di 88.190 euro. E proprio l’elevato numero di richieste ha portato l’amministrazione a fissare un termine, appunto quello di domani, per la ricezione di nuove istanze di chi chiede i buoni spesa previsti dall’ordinanza della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza economica dovuta al Coronavirus.
La modulistica on line è disponibile, fino alla scadenza, nella pagina dedicata all’Emergenza Coronavirus del sito www.comune.macerata.it . Per informazioni: 0733/256465, 0733/256243, 0733/256295, 0733/256244.









































Sul bando si specifica che per avere diritto al buono spesa, giustamente non bisogna percepire altre forme di reddito o di sostegno di nessun tipo.
Adesso mi potete spiegare come mangiavano prima queste persone se non hanno nessuna forma di sostegno e di reddito ?
Vorrei capire, visto che sono soldi pubblici, come facevano fino al mese scorso a mangiare queste persone dal momento che dichiarano zero alla voce entrate?
E quando l’emergenza sarà finita e i buoni pasto non arriveranno più, come faranno queste persone?
Adesso mi potete spiegare come mangiavano prima queste persone se non hanno nessuna forma di sostegno e di reddito ?
Proprio <a href="https://www.cronachemaceratesi.it/2020/04/13/lavoro-da-sempre-e-sono-povera-a-pasqua-ho-mangiato-riso-confezionato-non-voglio-che-torni-tutto-come-prima/1388241/" su questa testata c’è un articolo dell’altro giorno che spiega certi drammi.
Ad ogni modo, per usare la metafora del Titanic che sta affondando, io direi che i naufraghi sono di quattro tipi. Quelli senza nessuna garanzia, di cui sopra, sono quelli letteralmente in acqua, che annaspano per non affogare. Poi ci sono quelli in acqua ma con una ciambella (i 600 euro per autonomi e partite iva). Poi troviamo quelli che sono riusciti a salire su pezzi galleggianti, e perlomeno sono fuori dell’acqua (i dipendenti in Cig). Il quarto gruppo è quello di chi ha preso posto sulle scialuppe di salvataggio… e questo indovinatelo voi.
Io sono con la ciambella… speriamo che non si fori. 😉
Scusate, il link sopra si è impastato, questo è corretto
Per il sig. Principi. La risposta ai suoi quesiti è: lavoro nero.